• 1999,  Baricci,  Brunello di Montalcino,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    1999 Brunello di Montalcino, Baricci

    Signori si nasce, l’età è un valore aggiunto, rende più eleganti, affascinanti, soprattutto quando l’animo sa mantenere la vivacità e la freschezza della gioventù. Capelli lucidi e scuri dai riflessi granati, ci offre amarene, datteri e more. Rose essiccate tra le pagine di un libro, il tabacco da pipa, l’acqua di colonia che sa di chiodi di garofano, eucalipto e scorza di arancia. La cravatta di seta. La sua fotografia. Chissà come era da bambino, chissà come sarà tra altri 20 anni.

  • 2013,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  Sanlorenzo,  TOSCANA

    2013 Rosso di Montalcino, Sanlorenzo

    Quanto regge, nel tempo, un Rosso di Montalcino? Dipende. Se è buono e ben fatto, regge molto più di quanto normalmente ci si potrebbe aspettare. Sì, lo so, questa risposta è un’irritante ovvietà, ma il problema sta nella domanda. Quindi scusate l’incipit acchiappa-clic ma davvero, la risposta esatta non c’è, conta per lo più la mano del vigneron dietro ad un vino. Sanlorenzo (cioè Luciano Ciolfi), per dire, è uno che raramente delude (e scrivo “raramente” perché “mai” suona troppo roboante). Questo Rosso 2013 si è aperto abbastanza velocemente nel bicchiere, il colore ancora vivido e soprattutto il naso, ampio e fragrante di frutta tutt’altro che stramatura e/o macerata, svelavano…

  • 2019,  METODO MARTINOTTI,  TOSCANA,  VENETO,  VINO,  Winecircus

    2019 Soleone, Winecircus

    Dalla Winecircus di Roberto Cipresso un progetto che prende al balzo alcune istanze di sostenibilità, coraggio e lotta allo spreco partendo dallo scarto delle uve di sangiovese a Montalcino. I diradamenti agostani lasciano sul campo tanta uva di buona qualità con acidità interessante e grazie al climate change anche in buono stato di maturazione e qualche traccia di aromi. Questa bollicina da sangiovese, spumantizzata con metodo Martinotti, è un vino semplice, soffuso e diretto con note di lampone, fragola e guava piccante, è saporito e piuttosto fine. Si beve con leggerezza, quella che ci vuole adesso.

  • 2005,  Brunello di Montalcino,  Conti Costanti,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2005 Brunello di Montalcino, Conti Costanti

    Un produttore di cui amo l’austerità, in un’annata bizzarra e tardiva, come la 2005, è capace di far sfoderare al suo vino una dolcezza varietale strabiliante. Il lavoro del tempo ha cesellato aromi gentili di caramelle alla violetta e di confettura alle fragoline di bosco. Un velo ancora più gourmand è assicurato da profumi di pomodorini confit e caldarroste. Un refolo di erbe aromatiche e radici chiude la sniffata e bussa alla gola. Il passaggio gustativo non cambia tinta, regalando la consueta pienezza strutturale che, in questo assaggio, è resa accessibile dalla freschezza, ancora accesa per illuminare la retta via.

  • 2012,  Gianfranco Soldera,  IGT,  ROSSI,  Toscana

    2012 Sangiovese Case Basse, Gianfranco Soldera

    Per una congiuntura astrale favorevole*, negli ultimi anni ho avuto la fortuna di trascorrere del tempo con Gianfranco Soldera e di bere spesso i suoi vini. Visite in cantina, cene e seminari: situazioni che l’indole forte (eufemismo) del broker assicurativo di Milano (nato a Treviso) non rendeva mai banali o dall’esito scontato. Poteva succedere di tutto in qualsiasi momento, non le mandava di certo a dire: bastava una domanda un po’ storta per far saltar fuori la spigolosità dell’uomo che aveva deciso, alla fine degli anni Sessanta, di produrre “il vino più buono al mondo” (sì, era una persona anche umile). Non saprei come un vino possa essere definito tale,…

  • 2011,  DOC,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  TOSCANA,  Ventolaio

    2011 Rosso di Montalcino, Ventolaio

    Nella sua decade, l’annata 2011 a Montalcino vinse di un’incollatura sulla 2014 il grand prix della freddezza collettiva, schiacciata come fu tra i fasti della 2010 e le promesse della 2012. Un post-orgasmic chill. Per di più fornì all’arco di critici annoiati e punteggisti la freccia delle vampate che la surriscaldarono in più passaggi, causando non poche difficoltà ai produttori. Ciò detto: che noia, il giudizio a priori su annate piccole e grandi, facili e difficili. Il bilancino e il misurino. Tant’è che a me la 2011 finì per essere simpatica. Lei ripagò la mia simpatia con alcuni assaggi strabilianti – tra gli altri la Riserva delle Potazzine, quella di…

  • 2013,  DOC,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  Tiezzi,  TOSCANA

    2013 Rosso di Montalcino Poggio Cerrino (Rosso), Tiezzi

    Il Podere Cerrino dà ai Tiezzi il Rosso e un Brunello e lo trovate così: scendete per Traversa dei Monti, dopo la Tamoil c’è la rotatoria, se siete in riserva fermatevi perché il benzinaio successivo è giù sulla Cassia, prendete la seconda uscita e procedete due chilometri. Se non fate benzina alla Tamoil di Traversa dei Monti e non avete idea di cosa stia dicendo, allora il Cerrino è a circa tre chilometri dalla Fortezza e 350 metri sul livello del mare, in direzione Nord-Est lungo la Strada Provinciale del Brunello. Un climat a sé, in barba alle idee di zonazione da righello e Congresso di Berlino. Questo è il…