• 2015,  BIANCHI,  KRAS,  Marko Fon,  SLOVENIA

    2015 Kras malvasjia, Marko Fon

    Dice Marko Fon -perdonate il tono laudativo- che la malvasia istriana non è un vitigno facile, non è la vitovska, in vigna si fa presto a squilibrarla. Se si ha verso questa pianta un approccio rozzo i risultati sono scarsi, la malvasia ha bisogno di pace, ha bisogno di essere capita, è una signora delicata, non è un vitigno primitivo e chiede al viticoltore di adeguarsi. Succede la stessa cosa in cantina: è una signora imprevedibile, va spesso in riduzione, potrebbe ossidarsi, ogni assaggio fatto dalla vasca è sempre una sorpresa, per questo non è semplice individuare il momento giusto per imbottigliarla. Arriva un giorno in cui si libera, è…

  • 2017,  BIANCHI,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  IGT,  Jermann,  Venezia Giulia

    2017 Capo Martino, Jermann

    Concludo la mia indagine gustativa sui cru Bianchi di Casa Jermann con il Capo Martino che esclusivamente per la prima annata, 1991, venne chiamato “Piccolo Sogno, verso una terra promessa”.L’intenzione di Silvio Jermann era omaggiare il capostipite Anton che, inseguendo il suo piccolo sogno, si trasferì dal Collio Sloveno a Villanova nel 1881.A partire dalla seconda annata di produzione il vino prende il nome Capo Martino dall’omonima collina su cui insiste un vigneto di 7,5 ettari.Prodotto da un uvaggio di friulano, malvasia istriana, picolit e ribolla gialla, colti leggermente appassiti, il mosto sosta un breve periodo sulle bucce, per poi fermentare e affinare in botte per 12-16 mesi.Il risultato è…

  • 2018,  BIANCHI,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  IGT,  Jermann,  Venezia Giulia

    2018 Vintage Tunina, Jermann

    Su Silvio Jermann si è scritto e detto molto, e a buona ragione poiché stiamo parlando di uno dei produttori italiani bianchisti più conosciuti al mondo.Il successo arriva piuttosto in fretta, passano appena 4 anni tra la data di nascita del Vintage Tunina (1975) e il 1979, anno in cui per la prima volta Veronelli punta l’attenzione su questo vino, definendolo “il Mennea dei vini italiani”. Premiato dalla critica nazionale e internazionale, con una impressionante costanza nell’arco degli anni, il Vintage Tunina si conferma una delle espressioni più celebrate di vino bianco italiano.Il vigneto Tunina prende il nome dalla più povera tra le amanti di Casanova, la Veneziana Antonia. Si…

  • 2018,  BIANCHI,  DOC,  Friuli,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  Vignai da Duline

    2018 Friuli Venezia Giulia Malvasia Chioma Integrale, Vignai da Duline

    Lorenzo Mocchiutti e Federica Magrini, Vignai da Duline, a San Giovanni al Natisone, Colline Orientali del Friuli (Ud), si sono avvicinati alla vitivinicoltura nel 1997. Da allora hanno preso ad accompagnare le vecchissime viti, eredità di famiglia, poi incrementate con acquisizioni di altri antichi vigneti abbandonati, come si accompagna un figlio a cui si impartiscono solo pochissime regole e tanti sani principi, sufficienti a fargli gestire da solo la vita adulta. Vigneti inseriti in un ambiente in cui la biodiversità la fa da padrona, in cui l’intervento umano è ridotto al minimo indispensabile e ineluttabile. Le letture di Steiner e Fukuoka sono stati i riferimenti iniziali, ma superati da un…

  • 2018,  BIANCHI,  Collio Goriziano(Collio),  DOC,  Edi Keber,  FRIULI VENEZIA GIULIA

    2018 Collio Bianco, Edi Keber

    Un vino piatto si estende soltanto in orizzontale mantenendo una struttura bidimensionale, naturalmente questo non per forza preclude una giustezza tecnica delle caratteristiche organolettiche: il vino può essere pulito, con i giusti sentori ed una buona acidità. Ma resta piatto, non ha uno spessore che lo caratterizza e di conseguenza che lo renda distinguibile. Il veronelliano canto della terra verso il cielo resta strozzato in gola. L’erigersi verso l’alto presuppone il raggiungimento di una terza dimensione, che avviene acquisendo, in primis, l’essenza del terreno in cui la vigna si nutre ma anche, in piccola parte, l’essere della persona che ha supervisionato tale genesi. In questo modo il vino diviene tridimensionale:…

  • 2017,  Carso(Kras),  DOC,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  MACERATI,  Zidarich

    2017 Carso Malvasia Lehte, Zidarich

    Ecco là! Vai a trovare, dopo un pochino di tempo, un amico vignaiolo e scopri che produce un vino che tu non conosci, che non hai mai bevuto. Ma come è possibile che non ne abbia neanche mai sentito parlare? Non lo so, le cose strane della vita. Insomma sono andata a trovare Beniamino Zidarich e, dopo avermi fatto degustare più annate della sua amata Vitovska Kamen, mi dice “ti ho mai fatto assaggiare la Malvasia Lehte? E’ una vigna vecchia di 50 anni, il nome l’ha preso dal toponimo. Per molti anni queste stupende uve le univo alla Malvasia  classica, poi ci ho ripensato e ho fatto questa micro…

  • 2019,  BIANCHI,  Collio Goriziano(Collio),  DOC,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  Ronco dei Tassi

    2019 Collio Malvasia, Ronco dei Tassi

    Girare anni per il Collio in lungo e in largo e non assaggiare mai la malvasia istriana di Ronco dei Tassi è davvero imperdonabile. Per fortuna ho recuperato: come si suol dire in questi casi, meglio tardi che mai. Siamo a Cormons, Località Montona, a ridosso di quella meraviglia che è il parco naturale di Plessiva, un’oasi protetta in cui vive una colonia di tassi che spesso fa capolino nei vigneti della tenuta della famiglia Coser e hanno avuto l’onore di dare il nome all’azienda. Le uve della malvasia istriana, qui nel millesimo 2019, provengono dal cru Quarin, una parcella di un ettaro e mezzo esposta a sud, che si…

  • 2016,  BIANCHI,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  FRIULI-VENEZIA GIULIA,  IGT,  Skerk

    2016 Malvasia, Skerk

    Le poesie, anche quelle più vibranti, sulla vite, le grotte, i volti e i suadenti vini del Carso, hanno troppi illustri cantori per ritornarci sopra. Passiamo allora subito alla prosa, bevendo la Malvasia 2016 di Skerk. Rispetto ad altri territori, il millesimo non mi pare esprimere un carattere di unicità quasi decennale a Duino, ma per ora si assesta nel novero delle tante riuscite annate di casa Skerk. Sottolineo “per ora” perché la Malvasia di Sandi, al pari della Vitovska, va sempre letta in filigrana e dubito sia attualmente al massimo della sua cifra espressiva. Un filo seduta in apertura, dove la grassezza e il timbro aromatico del vitigno fanno…