• 2018,  Bernhard Huber,  GERMANIA,  ROSSI

    2018 Malterdinger, Bernhard Huber

    Non avrei mai creduto di poter bere con tanto piacere un pinot nero tedesco, oddio… ha praticamente mezzo piede in Francia, sarà per questo che sa farsi riconoscere così schiettamente. La cantina Bernhard Huber si trova su antichi terreni che oltre 700 anni fa furono scelti dai monaci cistercensi. Il pinot nero e lo chardonnay trovano qui terreno ideale che alterna strati calcarei ricchi di conchiglie a suoli più fini. I suoi vini sono talmente apprezzati che in passato il nome Malterdinger divenne sinonimo di pinot nero nei libri classici. Un color rubino limpido e brillante, immancabile il ribes nero, poi mirtilli, violette ed iris, humus, pepe verde, fieno e…

  • 2010,  BIANCHI,  GERMANIA,  PFALTZ,  Reichsrat von Buhl,  Spatlese,  Trocken

    2010 Riesling Spatlese Trocken Forster Ungeheurer GG, Reichsrat von Buhl

    Se naufragassi su un’isola deserta con solo una bottiglia di vino a farmi compagnia o se dovessi scegliere di salvare un solo vitigno dal ritorno devastante della fillossera, da una nuova terribile era glaciale o dall’estinzione delle specie viventi, non ho dubbi, sceglierei senza esitazione il Riesling. Renano ovviamente. Figlio prediletto della Mosella e del Reno, è il vino bianco dei re e il re dei vini bianchi, senza rivali in quanto a longevità e capacità di evoluzione. Immaginando Odino e Thor seduti nel Valhalla a sorseggiare riesling e a discutere sulle differenze tra Mosella, Palatinato e Rheingau io mi sono stappato questo Forster Ungeheurer GG Trocken del 2010. Colore…

  • 2014,  GERMANIA,  NAHE,  ROSSI,  Weingut Dönnhoff

    2014 Pinot Brut, Dönnhoff

    Tutti sanno che la preparazione degli spaghetti a vongole, da qualcuno impropriamente detti “con” le vongole, richiede due imprescindibili attenzioni. La prima è quella di evitare alla pasta qualunque contatto con il pomodoro. La seconda prevede invece l’obbligo di sgusciare accuratamente i piccoli bivalvi, uno ad uno: le cocce, come diceva nonna mia, solo nel sautée. Alla vigilia dell’ultimo Natale, mentre preparavo il tradizionale piatto (con i lupini, che preferisco alle vongole), ho sentito una voce interiore che chiamava lo chardonnay. Il mio corpo ha avuto un sussulto, subito rifiutandosi di andarne a cercare una bottiglia in cantina. Alla voce ha risposto: no! In questi casi meglio non insistere.Allora bolla…

  • 2018,  BIANCHI,  Dr. Loosen,  GERMANIA,  Kabinett,  MOSEL,  QBA

    2018 Mosel-Saar-Ruwer Riesling Blue Slate, Dr. Loosen

    Questo è un vino perfetto per entrare in confidenza con il riesling. Il prezzo contenuto (attorno ai 15 €) è già di per sé attraente, la mano tedesca poi fa sì che non ci siano sbavature.Le uve provengono dai vari vigneti di Dr. Loosen sparsi sui bordi della Mosella, da qui il nome Blue Slate a ricordare quel magnifico suolo di ardesia blu. La vinificazione è in acciaio e nel giro di un anno i vini lasciano Bernkastel.Nel calice è di un impercettibile paglierino, quasi incolore. Il naso è quanto ci si aspetta da un Riesling: selce e odore di pioggia, lime, cedro candito, mela verde e nel finale un…

  • 1988,  BIANCHI,  GERMANIA,  Markus Molitor,  MOSEL

    1988 Rivaner Mosel, Markus Molitor

    Il rivaner è un semisconosciuto vitigno dall’incrocio tra riesling e madeleine royale, Questo vitigno ad alta resa ha bisogno di terreni ricchi di sostanze nutritive e climi freddi; nella maggior parte dei casi è vinificato secco. In questo caso mostra una capacità di invecchiamento molto superiore a quanto normalmente si creda. Naso tra lime e zenzero, affilato e roccioso come fosse nato ieri , pepe bianco, sorso di camomilla pesche sciroppate e canfora. Chiude ancora in salita e luminoso, sale e vaniglia, teso. È fantastico su linguine pesto fagiolini e patate. MARKUS MOLITORHaus Klosterberg54470 Bernkastel-Wehlen

  • 2015,  Auslese,  BIANCHI,  Fritz Haag,  GERMANIA,  MOSEL,  QMP

    2015 Riesling Auslese Brauneberger Juffer Sonnenhur, Fritz Haag

    Dorato con nervature verde smeraldo. Note di albicocca candita, pomodoro confit, resina di pino, alchechengi e crisantemo, affumicato dolce e levigato, polvere da sparo e carattere zolfino appena accennato, idrocarburo in divenire. Il sorso è impressionante per fittezza e soavità di grazia e rimandi balsamici mentolati e iodati, chiusura indefinita, lunga e pepata ad abbracciare una beva di cui non ci si stanca facilmente, anzi.