• 2013,  Barolo,  DOCG,  Elio Sandri,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Barolo Perno Riserva Vigna Disa, Elio Sandri

    Sarà lo spirito un po’ latouchiano (da pronunciare latusciano, da Serge Latouche), sarà l’allergia per i riflettori le riviste patinate le paillettes, sarà che essere molto mainstream, pur non essendo un delitto, è una cosa che mi suona particolarmente detestabile, ancor più nel 2021. Fatto sta che ho sempre avuto un debole per gli invisibili e i re dell’understatement, ed Elio Sandri può rientrare nella categoria di quelli che in fondo un po’ si mimetizzano, non appaiono, non stanno sulla bocca di tutti: il vignaiolo di Perno è in sella da tempo, all’incirca dal 1981, ma pur essendo uno dei più bravi barolisti-tradizionalisti in circolazione non ha cavalcato le onde…

  • 2019,  FRANCIA,  Pascal Cotat,  ROSATI,  VIN DE FRANCE

    2019 Chavignol, Pascal Cotat

    Non è tutta colpa di Berlusconi. Cioè, chiariamoci: Berlusconi ha tantissime colpe, ma la società dell’immagine che ci ha venduto attraverso le sue televisioni, e che si è tradotta nella mitizzazione dei “tronisti” e delle soubrette per poi avvitarsi nel “barbaradursismo”, sarebbe esistita anche senza di lui. O almeno credo. Questa premessa mi serve per dire che nonostante il culto dell’immagine sia ormai un dato di fatto con cui dobbiamo convivere, uno dei fattori che meno mi interessano di un vino è l’aspetto. Certo, un bel colore non guasta, ma quando mi trovo di fronte un vino che fa il belloccio mi viene subito da pensare «sì ok, ora veniamo…

  • 2015,  Iuli,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    2015 Nino, Iuli

    Scrivere di Pinot Nero italiani è un po’ come discutere dei libri di un onesto scrittore contemporaneo di media-carriera dopo aver letto l’opera omnia di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Non so come funziona da voi, ma dalle parti di casa mia, sullo sfondo rimane, inevitabile, l’eterno confronto con la Borgogna: e sticazzi. Però bisogna anche dire che quell’onesto scrittore contemporaneo di media-carriera lo si è letto e ha saputo (in certe annate) scrivere libri memorabili. Ecco, allora diciamo che Nino è l’onesto scrittore contemporaneo, senza nulla togliere alla maestria di Fabrizio Iuli, il suo nobile padre putativo, che metto senza alcun dubbio nell’Olimpo dei migliori vignaioli italiani. E la versione 2015…

  • 2017,  Ampeleia,  Costa Toscana,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA

    2019 Rosato di Ampeleia, Ampeleia

    10% di alcol, profumi mediterranei e mucchi di sale impilati ad asciugare al vento e al sole. Da uva intera di alicante lasciata in infusione nel mosto di carignano, che tradotto vuol dire un 20% di grappolo intero di alicante e un 80% di uve carignano vinificate in bianco a gorgogliare allegramente insieme, è figlio di terreni con buona presenza di sabbia, ed è una novità assoluta in casa Ampeleia. Un vino che parla una lingua minerale, intessuta di fiori ed erbe aromatiche, e poi di ciliegia croccante, forse acerba. Un vino stratificato, senza complicazioni (e inutili complessità), di schietta espressività territoriale. L’antitesi vivente del rosa banale: 10% di alcol…

  • 2016,  AOC,  CÔTES DU RHÔNE,  FRANCIA,  Mas de Libian,  RHÔNE,  ROSSI

    2016 Côtes du Rhône La Calade, Mas de Libian

    Capita spesso che si senta parlare di vini mediterranei, ma cosa determina la mediterraneità di un vino? Non ho una risposta definitiva, perdonatemi. Non basta nemmeno dire che un vino è mediterraneo quando è fatto pressapoco sulle sponde del mar Mediterraneo. Lo dimostra il La Calade di Hélène Thibon di Mas de Libian: siamo nel lembo meridionale dell’Ardeche, in una zona ventosa e interna, dove un dettaglio famigliare spariglia le carte. Il dettaglio riguarda il marito di Hélène: Alain Macagno viene da una famiglia di origini cuneesi ma a lungo insediata in Provenza, dove tra le uve coltivate spicca il mourvedre, padre di tanti rosa e tanti rossi sicuramente mediterranei.…

  • 2013,  Barolo,  DOCG,  Elvio Cogno,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Barolo Riserva Vigna Elena, Elvio Cogno

    Sono pochissimi i produttori di Langa fortemente identificabili con uno specifico cru (in ambito Barbaresco mi viene in mente Giuseppe Cortese per il Rabajà) come lo è Cogno per la Ravera di Novello. In qualche modo, e semplificando, Cogno è la Ravera e la Ravera è Cogno, non me ne vogliano gli altri interpreti, spesso validissimi. Proprio da un pezzettino di un ettaro della Ravera nasce il Vigna Elena, Riserva realizzata solo nelle migliori annate con uva da viti di nebbiolo clone rosé. I vini di Valter Fissore e Nadia Cogno borgogneggiano, per eleganza e leggiadria, e per quella ricerca di una precisione tecnica che non si tramuta mai in…

  • 2017,  ANJOU,  AOC,  FRANCIA,  LOIRE,  ROSSI

    2017 Anjou Le Roc, Domaine Delesvaux

    Loira: un tempo la associavo ai castelli, oggi al vino. Credo sia il segno di un’evoluzione, anzi di un innegabile ed evidente invecchiamento. Insomma, si passa da quello che dicono i libri di scuola alle bevute di amici che danno consigli e con cui si finisce per discorrere di terroir e macerazioni. Poi se con questi amici affronti il tema Loira ti stai infilando in un ginepraio: regione articolata e ricca se ce n’è una. Ma d’altronde anche i castelli erano un bel po’. Detto questo, qui abbiamo un Cabernet Franc che affina solo in acciaio, da produttore noto soprattutto per i suoi Chenin dolci e/o da uve botritizzate (lo…

  • 2016,  AOC,  BIANCHI,  COTES DU JURA,  Domaine Labet,  FRANCIA,  JURA

    2016 Côtes du Jura La Bardette, Domaine Labet

    Mi devo fare un po’ di violenza per ammettere che questo vino mi aveva convinto di più quando l’avevo acquistato. Ma bisogna essere onesti, in questo mondo di aspettative e di giudizi gonfiati (o sgonfiati, non fa differenza) a seconda di quello che c’è scritto sull’etichetta. Allo stesso tempo devo aggiungere che è quasi impossibile incasellarlo in un giudizio coerente, e quindi tutto quello che segue è un tentativo monco di inquadrare una bevuta a uso terzi. Ci provo. Era energia acida e salina ed è rimasto energia acida e salina. Gli Jura di Labet sono quasi sempre quelli che mi convincono maggiormente, perché hanno quella spinta, quella pulsazione vitale…

  • 2018,  Bergianti,  EMILIA ROMAGNA,  METODO ANCESTRALE,  VINO

    2018 Rosato Frizzante Per Franco, Bergianti

    Il ritorno del vino alla sua funzione di alimento quotidiano rimane un sogno che abita le solitarie menti dei più limpidi e onesti bevitori, mentre il grosso delle truppe degli appassionati, quell’esercito di curiosi malauguratamente intercettati dal mondo della sommellerie organizzata, si trastulla nell’idea del vino come esperienza edonistica e come manifestazione di celodurismo da etichetta. Per Franco è per i primi, ma è anche per i secondi, casomai decidessero di redimersi. Per Franco è il bar o il circolo di paese, nella piatta provincia contadina. Il pomeriggio d’estate, in una stanza ombrosa e dai vecchi muri spessi che ripara dal caldo, una partita a carte, i pugni sul tavolo,…

  • 2016,  AOC,  CÔTES DU RHÔNE,  FRANCIA,  Mas de Libian,  RHÔNE,  ROSSI

    2016 Côte du Rhône Khayyâm, Mas de Libian

    Sovente, viaggiando al di fuori dei circuiti commerciali e modaioli, mi accorgo di come il vino possa accompagnare percorsi di vita di radicale rottura con il mondo che ci circonda, un po’ anarcoidi, sicuramente resistenti e di critica sfrontata allo status quo. C’è un tocco nobilmente politico nell’isolarsi in una vecchia tenuta di campagna, rincorrere forme di parziale autosufficienza, ed esprimere le proprie idee attraverso il vino come fa Hélène Thibon di Mas de Libian, attivista libertaria ed ecologista impegnata nella lotta contro il nucleare (a pochi chilometri di distanza dalla cantina c’è la centrale di Pierrelatte). Il messaggio in bottiglia è nitido, e già il fatto che tra le…