• 2018,  METODO CLASSICO,  ROSATI,  SICILIA,  Tenute Nicosia

    2018 Rosato Millesimato Sosta Tre Santi, Tenute Nicosia

    Presenza scenica del nerello mascalese rigorosa e di grande classe. Da un lato il calore, l’energia, l’intensità; dall’altro il volume, i chiaroscuri, la profondità. Un intreccio olfattivo subito accattivante che apre su note di sottobosco, lampone, agrume scuro, grafite e note affumicate ad anticipare un palato accogliente e generoso all’ingresso, slanciato e salino in fase di allungo. Una progressione gustativa calibrata, finanche troppo misurata, di grande equilibrio e limpidezza, che sfuma nel finale su note piacevolissime di ribes nero e spezie. Passionale e sofisticato, il calore del vulcano c’è e si sente.100% nerello mascalese, prodotto con uve selezionate dell’annata 2018 provenienti dagli alti terrazzamenti lavici del versante sudorientale del vulcano…

  • 2018,  BIANCHI,  DOC,  Etna,  SICILIA,  Tenuta Monteleone

    2018 Anthemis Etna Bianco Doc, Tenuta Monteleone

    Il progetto di Giulia Monteleone esce dalla dimensione artigianale e diventa un’azienda di riferimento sull’Etna e non solo per i primi exploit con i rossi. Questo Anthemis ha colore oro smeraldino, naso di pepe bianco e resina, mela annurca e camemoro, floreale tiglio e arancio, tostature delicate, noce di cocco e lieve fumè, petricore diffuso. Sorso di energia e dinamica rocciosa, agrumi canditi, susina gialla e papaya, acidità che spinge e traguarda i prossimi decenni. Dal versante est dell’Etna nel comune di Santa Sofia a 700 metri sul livello del mare su sabbie vulcaniche; età media dei vigneti 12 anni, solo acciaio.

  • 2017,  BIANCHI,  Federico Graziani,  IGT,  SICILIA,  Terre Siciliane

    2017 Mareneve, Federico Graziani

    Federico Graziani è un fuoriclasse. Sommelier professionista a 19 anni, miglior Sommelier d’Italia nel 1998, capo sommelier dello stellato Michelin Il luogo di Aimo e Nadia, ora manager e formatore all’interno del gruppo Feudi di San Gregorio. Nel frattempo, si è laureato in viticoltura ed enologia e ha scritto diversi libri di successo. Che cosa manca nella lista delle cose da fare prima dei 50 anni? Manca il vino. E invece no. C’è anche quello, ed è all’altezza delle aspettative. Per fare il proprio vino Federico ha scelto l’Etna, un luogo tanto blasonato e magnetico, quanto lontano da casa sua e non privo di complicazioni. O forse è l’Etna che…

  • 2011,  Cantina Passopisciaro,  IGT,  ROSSI,  SICILIA,  Terre Siciliane

    2011 Contrada S, Passopisciaro

    La S nel nome del vino richiama la contrada di Sciaranuova, 850 metri sul livello del mare, ed è una delle etichette singola contrada in casa Franchetti sull’Etna. Le note al naso sono cangianti e variegate con anguria, tartufo tabacco e senape. In bocca si rivela sottile sinuoso lavico e fruttato con un sorso irrequieto e stupendo che svela a poco a poco noti di carrube dattero mallo di noce, miele di melata e sottobosco. Chiude pepato con tannino esperto e sicuro mostrando che in evoluzione il nerello sa diventare complesso senza perdere la fierezza della sua gioventù.Il nome vuol dire “colata nuova” in siciliano, a indicare la recente età…

  • 2016,  DOC,  Etna,  Girolamo Russo,  ROSSI,  SICILIA

    2016 Etna Rosso ‘A Rina, Girolamo Russo

    Si toccano fino a 780 metri di altitudine tra i filari dei vigneti etnei di Giuseppe Russo, che nel 2005 ha dato nuova vita all’azienda familiare di Passopisciaro, intitolandola al padre. Rispetto della natura, regime biologico, lavoro esclusivamente manuale ed alcune viti che arrivano ad oltre 100 anni di età. Ammetto di apprezzare questa cantina dal primo momento in cui ho avuto la fortuna di ‘incontrare’ questo vino. Stavolta ho voluto provare a capire quanto fosse davvero territoriale ‘A Rina. Lo amo proprio per questo. Ho preso il calice, l’ho avvicinato al naso di mio figlio (11enne) e gli ho chiesto: “se dovessi pensare ad una regione d’Italia, quale ti…

  • 2016,  Al Cantàra,  DOC,  Etna,  ROSSI,  SICILIA

    2016, Etna Rosso O’ scuru o’ scuru, Al-Cantàra

    Se in media reputo di non saperne mai abbastanza di vino, quando affronto il territorio dell’Etna avanzo sempre in punta di piedi. Facile farsi fascinare dalla potenza del vulcano, facile ricercare potenza e irruenza, quasi a voler creare un filo rosso con l’idea che uno può avere del portento lavico offerto dalla natura. Eppure ad ogni assaggio mi ricredo e mi rendo conto che l’equazione vino=vulcano=potenza è spesso inutile, per non dire sciocca. E questo figlio dei nerelli, mascalese e cappuccio, conferma come anche l’eleganza e la leggiadria possano albergare in quel territorio. Piccoli frutti rossi all’apertura, delicati, una lieve speziatura: tutto quasi sussurrato, mai urlato. In bocca acquista vigore,…