• 2015,  DOC,  Langhe,  PIEMONTE,  Poderi Colla,  ROSSI

    2015 Langhe Bricco del Drago, Poderi Colla

    In principio fu ‘vino da tavola’… ad averne di vini come questo in tavola ogni giorno. Lasciando (a malincuore) da parte quella che è la lunga e antichissima storia della famiglia Colla, non si può non chiedersi perché il Bricco del Drago sia così speciale da essere l’unico vino da tavola a meritare la delimitazione della zona di produzione con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1987. Prodotto da vigne distese su questa collina dal nome ‘fantastico’, ci regala una bevuta difficile anche solo da immaginare. Il dolcetto, da bravo eroe protagonista, non ha avuto molta reticenza nel mostrarsi. Completo rosso intenso, camicia viola, giovane e bello, dolcemente profumato di…

  • 2018,  DOCG,  Dogliani,  Eraldo Revelli,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Dogliani Otto Filari, Eraldo Revelli

    Lo devo ammettere, ma all’azienda “Eraldo Revelli” di Farigliano sono affezionato: perché sono del paese di mio nonno in cui ho passato diverse stagioni estive dall’infanzia alla piena maturità vinosa, perché sono in un posto bellissimo, perché conosco Claudia e il padre e perché mi hanno raccontato che lo zio, se non sbaglio il grado di parentela, quando era un bimbetto durante il periodo di guerra tirò un calcio negli stinchi ad un soldato tedesco. Infine, ma non per ultimo, per il vino. Il dolcetto è il vino aziendale, perché il dolcetto è Dogliani: questo “Otto Filari” viene da filari giovani a 470 m s.l.m. E, come per i filari…

  • 2018,  Cascina Boccaccio,  DOCG,  Dolcetto di Ovada Superiore,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Dolcetto d’Ovada Superiore Celso, Cascina Boccaccio

    Se l’obiettivo è quello di avere nel bicchiere un vino contadino che sappia esprimere l’essenza del proprio territorio, il Celso 2018 della Cascina Boccaccio, un Ovada, è un’eccellente soluzione. Certo, il Celso di Roberto Porciello dà il meglio di sé dopo qualche anno in bottiglia, ma non è sempre detto che l’attesa del piacere sia essa stessa piacere, e dunque è meglio prenderne un paio di bottiglie e una godersela subito e l’altra serbarla in cantina . Ha un frutto cristallino, un’acidità netta, una sapidità avvincente e una florealità elegantissima, che è poi tra le prerogative dei rossi di Ovada, e ha anche una beva strepitosa, cosa non scontata per…

  • 2017,  Dogliani,  Gillardi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Dogliani Maestra, Gillardi

    Se tutti i vini non sono dei vini qualunque, questo, almeno per me, lo è ancora di meno. La vigna “Maestra”, da dove prende il nome questo vino, apparteneva alla famiglia di mio nonno e la maestra, tale di mestiere, era la zia “Ginota” che di nome faceva Teresa. In casa Gillardi è uno dei vini più semplici, a suo modo: non fa nulla se non acciaio, di ottimo corpo con gradazioni che si spingono oramai ai 14.5%. Prende il primo frutto dell’estate, quello ancora caldo di more e di prugne. Ammandorlato nello sfondo, ampio e avvolgente è sostenuto da un’impalcatura tannica di tutto rispetto. Qua sotto mi tocca mettere…

  • 2005,  DOCG,  Dogliani,  PIEMONTE,  ROSSI,  San Fereolo

    2005 Dogliani, San Fereolo

    Aspetta: quando l’ha imbottigliato? Ieri? Possibile che ‘sto 2005 abbia ancora un colore così cupo, melanzanoso? Se poi vai a vedere il bordo, col microscopio, c’è allora il colore un po’ (un po’) granato. Vabbè sentiamo il naso: c’è la frutta rossa sotto spirito, l’amarena, il pepe e il legno, l’arancia sanguinella forse, ma sai come vanno queste cose, a forza di fare olfazioni uno ha le allucinazioni. In bocca ha succo e tannini, una specie di forza calma. Resta a lungo. Ecco, resta a lungo in bocca e nella memoria. Dopo mezza giornata che l’hai bevuto ci pensi ancora e ti dici: ma guarda questo. Pazzesco, un dolcetto di…