• AOC,  CHAMPAGNE,  Christiane Guillaumée,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    Champagne Brut, Christiane Guillaumée

    La Côte des Bar, area vitivinicola a sud della Champagne, negli ultimi anni mi sta incuriosendo sempre più. Sempre più vignerons, vendemmia dopo vendemmia, hanno capito come sfruttare al meglio soprattutto l’uva pinot noir, allevata su pendii caratterizzati principalmente da suoli argillosi e calcarei. La matrice gessosa, presente nelle aree più a nord, qui è pressoché nulla, ma le kimmeridge di formazione giurassica, presenti nel terreno, donano carattere e una spiccata mineralità. Il brut di Christiane Guillaumée non fa eccezione: viticoltura sostenibile, tra le poche vigneronnes in quel di Les Riceys e in generale in Côte des Bar. Pinot noir 69%, chardonnay 16%, pinot meunier 15%. Vendemmia manuale, fermentazione alcolica…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  Dosnon,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    Champagne Alliae Grand Cuvée, Dosnon

    Giallo con sfumature oro caldo. Al naso è seducente con note di scorza di agrumi brulée, pera e albicocca disidratata, caprifoglio e tabacco biondo, seguite da un sentore affumicato e minerale di lastra di ardesia spaccata. Al sorso è avvolgente, infiltrante, coriaceo, tenace, dinamico e reattivo e in deglutizione riecheggia le affinità olfattive con ancora frutta essiccata, scorza di arancia e toni minerali di pietra spaccata. Davvero un portento, che si esalta ancora di più in un bicchiere ampio, sferico, tipo ballon. Degorgement: 08/19, 60 mesi sui lieviti, 50% pinot nero, 50% chardonnay, vinificato in barriques.

  • 2004,  AOC,  CHAMPAGNE,  Fleury,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2004 Champagne Extra Brut Boléro, Fleury

    Prima azienda in Champagne condotta in biodinamica (dal 1989), produce vini sempre di estrema personalità. Cromaticamente invogliante, solare, mela cotogna matura, nespola, canfora, rosmarino, noce. All’assaggio si riconosce l’impronta classicamente bio, presenta una carbonica molto sfumata, buona spezia, un tratto tannico percepibile che aiuta una freschezza non eccelsa, il tutto coadiuvato da una mineralità ben presente; tenendo il vino in bocca il tratto vegetale si amplia su toni di camomilla e di buccia di mela; a livello tattile ha una presenza abbastanza piena e il 100% pinot noir si fa notare con una chiusura energica, quasi inaspettata rispetto all’ingresso; buona lunghezza, in qualche sfumatura pecca un pizzico sotto il profilo…