• 1996,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    1996 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Nella mia carriera alcolica ho bevuto tre volte Monprivato 1996. Una volta è stata tra le più grandi bevute di Nebbiolo della mia vita; la successiva una bottiglia che difettava di messa a fuoco, ma dalla progressione di razza; l’ultima è stata la più deludente, tanto da far pensare a un paio di commensali che potesse essere stata una boccia taroccata. Non scopro io la grande variabilità di uno dei rossi più celebrati d’Italia e non so nemmeno se abbia senso scrivere di una bottiglia sfortunata, ma mi interessa aprire un confronto su un vino che può raggiungere vette altissime o riservare cocenti delusioni, a prezzi da bestemmie creative. Già…

  • 2016,  Barolo,  DOCG,  Fogliati,  PIEMONTE,  ROSSI

    2016 Barolo Bussia, Poderi Fogliati

    Vigna storicissima di Castiglione Falletto, viti vecchie, alcune di 80 anni. In conversione bio. Azienda familiare, già conferitori e oggi finalmente produttori, pochi ettari (quattro, ora). Tutto questo per un’esecuzione rigorosa e svolta secondo lo schema dell’austerità nobile: colore non concentrato ma brillante, luminoso; naso etereo come dicono quelli bravi, terra e qualche dolcezza tipo pellame. Ancora molto frutto. Bocca assai dritta, seria, insomma qui non si scherza, c’è la coscienza della grandeur da terroir (e basta coi francesismi). Piace? Sì. Promette bene? Anche di più.