• 1990,  Antinori,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    1990 Tignanello, Marchesi Antinori

    Mi ritrovo con Tignanello 1990 in mezzo a una serata di grandi Bordeaux e bordolesi: che ci azzecca? Ringer a tradimento? E’ uno scherzo? E invece il vecchietto, nonostante una spinta più gentile, nonostante una “dolcezza” molto italiana, dice la sua, eccome: partendo dal bosco con i funghi per pulirsi sull’arancia matura, poi terra, ferro e balsamico, con un tannino che brilla per in finezza e un’acidità che allunga bene, in grande versione. Lacrimuccia, se penso a qualche uscita più recente. Gran bel vino italiano.

  • 1983,  AOC,  BORDEAUX,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION GRAND CRU

    1983 Château Pavie, Château Pavie

    Annata importante, decisamente: in tavola il confronto 1983 Vs. 1982 promette potenziali scintille. Il 1983 sembra più spento, più caldo, con un timbro che parte sul vegetale leggermente scomposto e va pian piano a sfumare su una nota calda di mou e tabacco, senza però fare la differenza. Il vino ha spessore, sia chiaro, ma ha anche a mio avviso qualche lieve deviazione da stanchezza, derivata forse dal percorso che ha portato questa bottiglia a noi oggi. Presa singolarmente comunque tanto di cappello, fa in ogni caso la sua gran figura, lotta con gli italiani di gran rango in tavola e si beve assolutamente senza patemi, lo dico a scanso…

  • 2019,  Badia di Morrona,  Chianti,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2019 Chianti I Sodi del Paretaio, Badia di Morrona

    Rubino scuro. Profilo fruttato di una certa intensità che si esprime su varie tonalità di ciliegia anche fresca, note affiancate da sentori vappena vegetali che poi sfumano su toni di violetta. È assaggio classico nel dna e contemporaneo per impostazione, fresco e centrato nella sua semplicità. Chiusura squillante sul frutto che invita al riassaggio. Ottimo per rapporto qualità/prezzo.

  • 2017,  Calafata,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2017 Figlioduncane Calafata

    La cooperativa sociale Calafata è una bella realtà nel cuore delle colline lucchesi, apprezzabile per il lavoro di inclusione umana dei ghettizzati e degli emarginati.Il principio di base è la riqualificazione delle terre incolte dell’areale che vengono poi destinate alla produzione di vino, olio, miele, ortaggi e frutta.Un progetto a 360° che tra i vini annovera la produzione di questo Figlioduncane: un cabernet sauvignon in purezza ottenuto da pochissimi filari posti all’apice del vitigno Majulina.Si tratta del top di gamma dell’azienda, prodotto esclusivamente nelle annate migliori in appena 120 Magnum numerate che si presenta offrendo alla vista un bel colore rubino intenso.Il naso è di mirtillo, ribes nero e more,…

  • 1997,  AVA,  CALIFORNIA,  Napa Valley,  North Coast,  USA

    1997 Napa Valley Cabernet Sauvignon, Shafer Wineyards

    Napa, California. Se cercate la Borgogna o avete solo quella in testa passate serenamente oltre: questo è un notevole rappresentante del suo territorio, dovrebbe essere tutto cabernet sauvignon, ma credo che la briciola di merlot sia scivolata dentro. Mirtillone robusto e cioccolato fondente in partenza, poi un bel vegetale da sottobosco, buon tratto aromatico, balsamico con la speziatura sul ginepro e sandalo, non estremamente variegato ma decisamente profondo. In bocca è coerente, tessuto morbido con tannino fuso senza essere molle. Si intuisce la ricerca della maturità perfetta delle uve, il vino è dinamico e l’evoluzione è perfettamente a punto, coerente con i suoi 23 anni. Legno gestito molto bene, non…

  • 1994,  Antinori,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    1994 Solaia, Marchesi Antinori

    Un profano leggendo 1994 lascerebbe stare, ma chi sa e legge al fianco dell’annata il nome Solaia sicuramente avrà un sussulto. Diciamolo pure, nell’ultima decade del secolo scorso quest’ annata (assieme alla 1997 che personalmente amo anche se ancora molto serrata) è stata un must assoluto e ha portato Solaia a competere nel panorama dei bordolesi italiani (anche se il piccolo saldo di Sangiovese spariglia un po’ le carte). Parte comunque molto di spessore, non freschissimo, tende a stare fermo un po’ su note vegetali/speziate e cioccolato, salvo iniziare una progressione che lo amplia su timbri nobili di arancia, carbone, un tratto fumè e la spezia, che diventa sottile e di…

  • 1971,  AOC,  BORDEAUX,  Chateau Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1971 Chateau Margaux, Chateau Margaux

    Annata media, pochi i “fuochi artificiali” prodotti ma diversi vini rivalutati col tempo, al punto che ormai si parla serenamente di annata sottovalutata. In questo caso tutto si gioca su finezza, eleganza, energia e coerenza, la finezza perché naso e bocca giocano di cesello su un frutto delicato, un tratto vegetale di tabacco che sotterra subito un lontano peperone, una nota floreale accennato e poi col tempo a declinare su sottobosco vivo, resina e un rimbalzo quasi marino, il vero plus in bocca è la mineralità che fa da sponda a tutto e sulla quale si impernia la bocca, quindi forse in apparenza più parte dura in spinta (non in…

  • 1999,  AVA,  CALIFORNIA,  Caymus Vineyards,  Napa Valley,  ROSSI,  USA

    1999 Caymus Special Selection, Caymus Vineyards

    Se hai una serata alla cieca di grandi vini, piazza ogni tanto un Napa serio, stagnolato e qualche sorpresa esce fuori sempre. Come volevasi dimostrare anche questa volta la missione riesce con successo grazie al Caymus Special Selection, da non confondere con il Caymus “solo”. Cabernet sauvignon in purezza iconico, che nulla ha a che fare con le caricature con cui il nobile vecchio mondo del vino racconta quello USA; anzi potrebbe insegnare qualcosa a qualcuno che pensa di sapere cosa sono i grandi Napa e che li invoca per criticare certi vinoni nostrani. Fitto ma non scuro, bella luce nel bicchiere, naso in partenza sul frutto, ribes e prugna…

  • 1991,  AOC,  BORDEAUX,  Château Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1991 Margaux, Château Margaux

    Liquido superbo, di eleganza ultraterrena. Incede senza toccare suolo con rimandi di fiori macerati, earl grey, mirtilli e bacche rosse selvatiche, liquirizia e grafite. Al sorso è un fruscio di sete, fragrante, agrumato e vibrante; c’è un soffio di menta selvatica in deglutizione che lo rende irresistibile, aggiungendo freschezza e bevibilità . Ciò che seduce è l’equilibrio assoluto pur nel continuo movimento degli stimoli. Margaux 1991 è un vino quintessenziale; è l’essenza della riva sinistra. Ancora di più in una annata così complicata.

  • 1989,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1989 Pauillac, Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande

    Comtesse de Lalande 1989 è una bellezza. Una brezza di incenso, pelle bagnata, bacche rosse sotto spirito, pomodori essiccati e infine cuoio e  scatola di sigari. Ha un tatto irresistibile: seducente, serico, rinfrescato da una corrente balsamica che ricorda la nepitella. Qui c’è grazia, misura, equilibrio. Qui c’è cervello, cuore e metodo. Un vademecum della riva sinistra.