• 2018,  BIANCHI,  DOCG,  Erbaluce di Caluso,  Favaro Benito,  PIEMONTE

    2018 Erbaluce di Caluso Le Chiusure, Favaro

    Mi trovo a disagio, quasi in soggezione, a scrivere dell’Erbaluce di Camillo Favaro (e del padre Benito). Non per una strana reverenza del vino in sé, ma per come il produttore utilizza quotidianamente le parole nei suoi post sui social: la sua narrazione è asciutta, brillante, seriamente ironica. Adopera immagini che quando pure toccano la polemica non lambiscono mai la bruttezza, l’urlato. Arriva al punto senza manierismi, graffia ma non strappa, il verbo resta inserito perfettamente nell’eufonica frase.  Nell’Erbaluce Le Chiusure 2018 ritrovo l’efficacia di un messaggio veicolato attraverso un mezzo scarno, dove viene escluso qualsiasi ornamento o eccesso. Il vino, spoglio di artifici e formalismi, diviene scabro, essenziale. Visivamente…

  • 2018,  Favaro Benito,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    2018 Freisa F2, Favaro

    Camillo Favaro, oltre che essere produttore di vino, scrittore di vino (tanto bravo), grande conoscitore della Borgogna (con tre libri sull’argomento), appassionato di musica, è anche un amico. E quindi prima di mettermi a scrivere queste righe mi sono interrogato su quanto sia possibile riuscire a mantenere l’obiettività e l’equidistanza necessaria: il rischio di indulgere in giudizi alterati dal filtro amicale e cedere a visioni eccessivamente “buonistiche” è probabilmente alto. Però diventa semplice quando il vino parla per sé e fa, per certi versi, dimenticare chi lo ha fatto. Sorprende, i più, una freisa fatta in Canavese: ma, se si conosce un po’ il territorio, si sa che questo vitigno…

  • 2016,  BIANCHI,  DOCG,  Erbaluce di Caluso,  Favaro Benito,  PIEMONTE

    2016 Erbaluce di Caluso 13 mesi, Cantina Favaro

    Tutto emblematico: il vino, l’annata, il produttore (Camillo Favaro). Qualche frutto lontano al naso, accenni agrumati, muschio quando fuori soffia un vento freddo da nord mentre un sole appena intiepidito lo avvolge nella sua luce primaverile. Scivola avvolgente e succulento sul palato: si prolunga lungamente quando spuntano, per rimanerci, sassi, pietrame e ciottoli. Un assoluto purosangue: erbe alpine, botton e fior d’oro, nocciole, mandorle. Bello sapido con un finale molto lungo.