• AOC,  CHAMPAGNE,  Dhondt Grellet‎,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s. a. Champagne Extra Brut Dans Un Premier Temps, Dhondt Grellet‎

    Se c’è un produttore in Champagne su cui puntare qualche fiches quello è sicuramente Adrien Dhondt, giovanissimo erede di un RM familiare che pare avere davvero le idee chiare e la voglia di emergere in una zona molto competitiva come Flavigny, nei pressi di Avize. A prezzi umani, questo Dans un Premier Temps soddisfa ampiamente e si smarca da una certa semplicità di certi assemblaggi di questa fascia di prezzi (intorno alle 50 euro) con un vino di sostanza e temperamento, forse anche a scapito di un filino di bevibilità. L’età media dei vigneti (a grande maggioranza Grand Cru) è di 40 anni, le fermentazioni spontanee e la composizione dell’uvaggio…

  • 2015,  BIANCHI,  Centopassi,  IGT,  SICILIA,  Terre Siciliane

    2015 Terre rosse di Giabbascio Catarratto, Centopassi

    La mia personale abitudine ad attendere qualsiasi bianco di buona fattura almeno tre anni trova conferma anche nel Catarratto di Centopassi. Spesso un po’ anonimo in estrema gioventù, molto più interessante quando trova un suo equilibrio tra la morbidezza del frutto e la salinità del varietale. Sorprende questo 2015 (millesimo molto spesso seduto, soprattutto sui bianchi) per articolazione e grande bevibilità. Il naso corteggia diverse suggestioni, quelle iodate in primis, ma anche una traccia nitida di melone bianco, un pizzico di floreale e un po’ di nocciola in filigrana. La bocca è a prova di bevitore trasversale: accontenta chi vuole qualche carezza spensierata e chi ama il carattere sapido del…

  • 1996,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    1996 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Nella mia carriera alcolica ho bevuto tre volte Monprivato 1996. Una volta è stata tra le più grandi bevute di Nebbiolo della mia vita; la successiva una bottiglia che difettava di messa a fuoco, ma dalla progressione di razza; l’ultima è stata la più deludente, tanto da far pensare a un paio di commensali che potesse essere stata una boccia taroccata. Non scopro io la grande variabilità di uno dei rossi più celebrati d’Italia e non so nemmeno se abbia senso scrivere di una bottiglia sfortunata, ma mi interessa aprire un confronto su un vino che può raggiungere vette altissime o riservare cocenti delusioni, a prezzi da bestemmie creative. Già…

  • 2013,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Trebbiano d’Abruzzo,  Valentini

    2013 Trebbiano d’Abruzzo, Valentini

    Devo essere fortunato con Valentini: mai riscontrata l’eccessiva variabilità da bottiglia a bottiglia di cui alcuni si lamentano. Non sono tutte bevute uguali, ovvio (e per fortuna), ma il mio spettro di assaggi rimane sempre dall’ottimo al clamoroso. Come il mio stupore per l’unicità della storia aziendale, capace di vette impressionanti in una zona ben lontana dalle mappe dello stordimento internazionale. Ribadisco l’aggettivo unico e ci aggiungo inconfondibile per raccontare il Trebbiano 2013, pescato dal mazzo di una degustazione ad alto tasso di enobullismo e trovato in assoluto stato di grazia. Il bianco abruzzese ha infatti gentilmente scodato, messo la freccia e salutato cortesemente inseguitori di strombazzato blasone. Visivamente giovanissimo,…

  • 2006,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Barolo Riserva Vigneto Rocchette, Lorenzo Accomasso

    La 2006 è un’annata che sta dando parecchie soddisfazioni in Langa, sia per i Barolo che per altre tipologie. Sarà per questo che mi attendevo un filo di più dalla Riserva Rocchette di Accomasso, da tempo entrato nell’olimpo dei vini che richiedono l’investimento di un organo per l’acquisto. Insomma, pensavo fosse amore e non è stato un calesse, per carità, ma una sveltina un po’ sbrigativa sì. Sempre non contando i lunghi preliminari di stappatura, che gli hanno fatto smaltire una piccola riduzione iniziale. Poi spezie, frutta rossa e la parte boschiva si sono fatti sentire. Al Cavaliere e alla sua aria da langhetto consumato, comunque, non si può non…

  • 2015,  BIANCHI,  DOCG,  TOSCANA,  Vernaccia di San Gimignano

    2015 Vernaccia di San Gimignano Selvabianca, Il Colombaio di Santachiara

    Per anni non ho trovato spunti d’interesse nella Vernaccia di San Gimignano. Nemmeno uno splendido assolo di Armando Castagno sulla storia della denominazione, tenuto all’Ais di Milano, mi aveva instradato verso le migliori versioni del vitigno. In realtà il Selvabianca del Colombaio di Santachiara mi aveva allora drizzato qualche antenna. Ci torno dopo qualche tempo e mi ritrovo al punto di partenza con la 2015. Un bianco gradevole, di discreta progressione, sempre in equilibrio, non intaccato – in positivo o in negativo – dalla sosta cantina, ma tutto sommato trascurabile. Trasparente forse è definizione più calzante. Il carattere è autentico e non scimmiotta i bianchi frutto da aperitivo distratto: naso…

  • 2013,  BIANCHI,  DOC,  Finocchi,  MARCHE,  Verdicchio dei Castelli di Jesi

    2013 Il Pojo Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, Finocchi

    Non si hanno mai certezze con il Verdicchio. Forse è questo l’elemento che mi affascina del più complesso, generoso e sottomesso dei bianchi italiani da proletariato post-industriale. Dopo due millesimi mediamente bollenti e squilibrati, con vini muscolari e fuori controllo alcolico, la 2013 è stata una gran bell’annata. Le migliori cose ovviamente stanno uscendo alla distanza. Tra queste “Il Pojo” di Finocchi, il più ambizioso bianco di un’azienda iperclassica, nessun fronzoli, prezzi molto bassi e una mano un filo troppo tecnica. Bevuta in una cieca solitaria (di tragica ombelicalità pandemica), insieme a Lauro 2013 di Podere Mattioli e San Paolo 2013 di Pievalta, mi ha sorpreso parecchio per complessità e…