• 2017,  ABRUZZO,  IGT,  Masciarelli,  ROSSI,  Terre di Chieti

    2017 Castello di Semivicoli Terre di Chieti Rosso, Masciarelli

    Un vino che idealmente unisce la tradizione locale abruzzese del montepulciano con gli echi ricchi e speziati degli alloctoni merlot e cabernet sauvignon, tutti prodotti dai vigneti di Casacanditella, nei pressi del Castello di Semivicoli. Il risultato è deciso e carnoso, intenso tra lampone maturo, prugna e buccia d’arancia alle spezie, ribes nero. Il sorso è intenso e dinamico, ricco, esuberante come ad occupare la bocca dove emergono note di macchia mediterranea, olive, cassis, sandalo, menta e ginepro. Il finale è tambureggiante e ipnotico con susseguirsi di sensazioni calde ricche forte giustamente bilanciate da tannino di spessore. Masciarelli Tenute Agricole srlVia Gamberale, 266010 San Martino sulla Marrucina (CH) / ITALYE-mal:…

  • 2018,  ABRUZZO,  BIANCHI,  IGT,  Terre aquilane

    2018 Riesling renano Lupa Bianca, Castelsimoni

    Socio del Cervim, Castelsimoni da anni affronta il problema delle vigne in altura lavorando su varietà adatte al fresco e al clima in località estreme. Siamo a Cese di Preturo, a 800 metri s.l.m. alle pendici del Gran Sasso (2.912 metri s.l.m.). Lavorare il riesling renano a queste altitudini e temperature è quasi imprescindibile, e i risultati incoraggianti e lusinghieri. Naso ricco e complesso che spazia da susine, floreale bianco con note di frutto, agrume come pompelmo e nota tropicale che emerge alla distanza. Sorso con lieve sassosità poi mela verde che prelude ad un sorso deciso, acido con una bellissima persistenza verso il fieno e la frutta matura. Finale…

  • 2018,  ABRUZZO,  BIANCHI,  Castel Simoni,  IGT,  Terre aquilane

    2018 Tramè, Castelsimoni

    Potrebbe sembrare una provocazione, ma non lo è affatto: il lavoro di Manuela Castellani a 800mt sul Gran Sasso a Pretura, con una viticoltura di montagna ai confini dell’eroico. La scelta di usare traminer aromatico è ampiamente ripagata e giustificata da climi e suoli. Il risultato è un vino squillante e fresco, con note leggere di tiglio, vaniglia e robinia, lytchee e rose, confetti e mandorle; solo il sorso è un poco frenato, con tocco di tannino ed erbe aromatiche, ma è un bel gioco di equilibrio tra sapidità e frutto che dura a lungo.

  • 2019,  ABRUZZO,  Cantina Tollo,  Cerasuolo d’Abruzzo,  DOC,  ROSATI

    2019 Cerasuolo d’Abruzzo, Cantina Tollo

    Colore piuttosto tenue per un Cerasuolo; profumi erbacei, argillosi, solfitosi, liquirizia e radici. All’assaggio si avvertono i 13,5% di alcol; scorre sotto traccia, timido, poca cazzimma. Biologico certificato con tanto di farfalla e lettering dorato, vegano con tanto di marchio controllato e certificato. Ecco, questo sembra: un vino controllato e certificato ovvero frenato e timoroso, fa il compitino ma non decolla.

  • 2016,  ABRUZZO,  Amorotti,  DOC,  Montepulciano d’Abruzzo,  ROSSI

    2016 Montepulciano d’Abruzzo, Amorotti

    I rumors dicono che Amorotti sia una delle cantine che spesso e volentieri viene suggerita dal signore del montepulciano e del trebbiano di Loreto Aprutino. Ho seguito le voci, ho acquistato il Montepulciano di Abruzzo 2016 (la prima annata dopo la ristrutturazione della cantina da parte della famiglia Carboni, con Gaetano Carboni in prima linea). Quindi aspettative alte. Che di solito fanno rima con delusione cocente. Ma questa volta no! Il vino si è mostrato fin dal primo gorgoglio nel bicchiere suadente e possente, con il suo colore viola carico quasi al limite del dark, molto en pendant con l’etichetta. Un Montepulciano d’Abruzzo didattico: visciola, ciliegia e la nota di…

  • 2013,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Trebbiano d’Abruzzo,  Valentini

    2013 Trebbiano d’Abruzzo, Valentini

    Devo essere fortunato con Valentini: mai riscontrata l’eccessiva variabilità da bottiglia a bottiglia di cui alcuni si lamentano. Non sono tutte bevute uguali, ovvio (e per fortuna), ma il mio spettro di assaggi rimane sempre dall’ottimo al clamoroso. Come il mio stupore per l’unicità della storia aziendale, capace di vette impressionanti in una zona ben lontana dalle mappe dello stordimento internazionale. Ribadisco l’aggettivo unico e ci aggiungo inconfondibile per raccontare il Trebbiano 2013, pescato dal mazzo di una degustazione ad alto tasso di enobullismo e trovato in assoluto stato di grazia. Il bianco abruzzese ha infatti gentilmente scodato, messo la freccia e salutato cortesemente inseguitori di strombazzato blasone. Visivamente giovanissimo,…