• 2018,  Albugnano,  DOC,  Paolo Fasolo,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Albugnano La Risoluzione, Paolo Fasolo

    I lettori più attenti di Intralcio ricorderanno Paolo Fasolo per la mia recensione della Barbera d’Asti Dominante 2018. Questo abile vignaiolo di Castagneto PO (To) è legato alle sue terre in maniera viscerale. Passione e cura maniacale della pianta rappresentano punti cardinali della sua filosofia che, lontana da etichette di ogni sorta, ama definire in due parole: “vini integri”. Un approccio di integrità che va ben oltre il biologico, comunque certificato, vini buoni da bere, estremamente godibili, testimoni di un angolo del Piemonte, il Monferrato, per certi versi ancora da esplorare. Sono soprattutto prodotti rispettosi dell’ambiente e della salute del consumatore, per Paolo due tra le cose più importanti del…

  • 2018,  DOC,  Il Chiosso,  PIEMONTE,  ROSSI,  Sizzano

    2018 Sizzano, Il Chiosso

    Il Sizzano Doc è tra le ultime etichette lanciate da Il Chiosso. L’azienda è nata nel 2007 per volere di Carlo Cambieri e Marco Arlunno, già noto ai lettori di Intralcio per una mia recensione del Ghemme Riserva Vigna Cavenago 2015 dell’azienda Mirù, la stessa è di proprietà del nostro protagonista e della sua famiglia da generazioni. Questa denominazione della sponda novarese dell’Alto Piemonte, tanto cara a Camillo Benso Conte di Cavour, prende il nome dall’omonimo borgo situato a circa 22 km da Novara. Dolci colline che degradano verso il fiume Sesia; è ancora una volta la componente morenica, che si estende su un asse nord-sud, a caratterizzare l’ambiente pedoclimatico,…

  • 2018,  Asolo Montello,  DOC,  Giusti,  ROSSI,  VENETO

    2018 Montello Colli Asolani Recantina Augusto, Giusti

    Se conoscete la recantina, uva autoctona presente sin dai tempi antichi esclusivamente nel Montello e nei Colli Asolani, avete tutta la mia stima; l’Italia è piena di vitigni straordinari come questo, sta a noi (ri)scoprirli. Le aziende che valorizzano il territorio e ogni singolo pezzetto di storia, talvolta rappresentato ad esempio da una specifica cultivar, sono tantissime. Giusti Wine è una solida realtà vitivinicola di Nervesa della Battaglia (TV), indubbiamente rientra in questa categoria e con la recantina sta facendo un lavoro egregio, questa è la seconda annata che recensisco e devo ammettere che l’Augusto un po’ alla volta mi sta davvero conquistando. Nonostante esistano documenti scritti che testimoniano la…

  • 2018,  BIANCHI,  Dr. Loosen,  GERMANIA,  Kabinett,  MOSEL,  QBA

    2018 Mosel-Saar-Ruwer Riesling Blue Slate, Dr. Loosen

    Questo è un vino perfetto per entrare in confidenza con il riesling. Il prezzo contenuto (attorno ai 15 €) è già di per sé attraente, la mano tedesca poi fa sì che non ci siano sbavature.Le uve provengono dai vari vigneti di Dr. Loosen sparsi sui bordi della Mosella, da qui il nome Blue Slate a ricordare quel magnifico suolo di ardesia blu. La vinificazione è in acciaio e nel giro di un anno i vini lasciano Bernkastel.Nel calice è di un impercettibile paglierino, quasi incolore. Il naso è quanto ci si aspetta da un Riesling: selce e odore di pioggia, lime, cedro candito, mela verde e nel finale un…

  • 2018,  AOC,  BIANCHI,  CHABLIS,  Charly Nicolle,  FRANCIA

    2018 Chablis Per Aspera, Domaine Charly Nicolle

    Ogni ‘istruito’ associa alla parola Chablis le parole: chardonnay, freddo, suolo kimmeridgiano. Sulle prime due glisso, l’ultima descrive la tipologia di suolo che connota l’area: un impasto di marne grigie, calcare e gesso, ricco in molti punti di fossili di ostriche preistoriche (exogyra virgula per i più curiosi).Queste caratteristiche si ritrovano nel “Per Aspera” di Charly Nicolle. Prima di tutto dal colore, un giallo paglierino molto leggero. Poi al naso: lime, pesca bianca, biancospino, mandorla fresca, crema di latte (in luogo del classico burro degli chardonnay) e, soprattutto, una mineralità a metà tra la ghiaia bagnata e un sentore di conchiglie (sì, facile dirlo quando si sa che nel suolo…

  • AOC,  CHINON,  Domaine Grosbois,  FRANCIA,  LOIRE,  ROSSI

    2018 Chinon La Cuisine de ma Mere, Domaine Grosbois

    L’etichetta ultramegasupernaif non prometteva affatto bene. E invece abbiamo l’ennesimo, ottimo cabernet franc della Loira capace di didascalizzare il bevitore corrucciato con pregiudizi sul vitigno e timoroso di bersi un centrifugato di peperoni verdi.Siamo a Chinon, gioiellino paesaggistico, con tanto di fortezza reale, sulla riva sinistra della Loira e sicuramente non nei posti (teoricamente) elettivi del vitigno. Grosbois ci tira fuori un bel rosso dritto e squillante, tenendo a freno il varietale e valorizzandone il frutto croccante e la coda sapida. Bevuto qualche grado sotto la temperatura di servizio classica, da Nebbia, ha mostrato versatilità da vendere. E grandissima bevibilità.Cosa chiedere di più a un rosso d’inizio estate?

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  La Torretta,  LAZIO,  Lazio

    2018 Castagna, La Torretta

    Barnaba, Roma, esterno giorno, orario aperitivo, polentino salvifico. La lavagna bianchista dell’amico Fabrizio Pagliardi per una sera mi sembra eccessivamente aromatica. Devio allora sulle bottiglie e pesco nel territorio scoprendo La Torretta. Siamo a Grottaferrata, ma occhio che il web si incasina parecchio: esistono altre aziende di altre regioni con lo stesso nome (amen), ma soprattutto (qui la cosa si complica) il rimando automatico è alla cantina di Gabriele Magno, mentre qui parliamo del vino di un altro Magno, Riccardo, che lavora in biodinamica, fa una bolla e due fermi, tra cui questo Castagna. Uvaggio di trebbiano e malvasia di Candia, con breve macerazione sulle bucce che gli regala un’unghia…

  • 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  BEAUJOLAIS-VILLAGES,  FRANCIA,  Michal Clotaire,  ROSSI

    2018 Beaujolais-Villages La Napoleon Vignes Centenaires, Michal Clotaire

    Noi rossisti malati sinceramente ce ne infischiamo delle temperature esterne. Al massimo diminuiamo lo spettro tannico delle nostre bevute, mettiamo le nostre bevande alcoliche in frigo e ce le godiamo di fronte a un certo sdegno altrui.Dell’azienda e della sua assenza di fronzoli e retoriche, ha già parlato Sara, scolandosi l’annata precedente, che, sul mio personale cartellino, è un filo meno golosa di questa 2018. Questa però è la vigna centenaria, con tutto quello che comporta in termini di profondità e complessità aggiuntive. Il naso è gioiosamente fresco, con tutte le più classiche note rosse del Gamay, ma con qualche cenno floreale e minerale. La bocca, però, è il suo…

  • 2018,  BIANCHI,  Daniele Portinari,  IGT,  VENETO,  Veneto

    2018 Pietrobianco, Daniele Portinari

    Sempre incrociato alle fiere ed apprezzato i vini di Daniele Portinari. Uno che ha mano ferma, idee chiare e locazione ad Alonte, gioiellino sottovalutato del vicentino, dove un giro dovreste andare a farlo per gustarvi la campagna incontaminata, i vecchi mulini e magari mangiare due piatti a La Peca a Lonigo, finanze permettendo. Non divaghiamo: Pietrobianco è il suo blend di pinot bianco e tai bianco, ha naso sottile di fiori, agrumi ed erbe spontanee, qualche sbuffo fienile e un pizzico di volatile che ritorna anche in bocca, ma non nuoce allo spettro espressivo del vino. Che scende vigoroso e non fa prigionieri. La bocca è, infatti, energica e salata,…

  • 2018,  IGT,  Raina,  ROSSI,  UMBRIA,  Umbria

    2018 Rosso della Gobba, Raina

    Sangiovese, Montepulciano e “storico autoctono di Montefalco” recita il retroetichetta del Rosso della Gobba di Raina, quasi a voler poeticamente celare il piccolo saldo di Sagrantino che potrebbe indirizzare il bevitore verso quella sensazione tannica che si avverte soprattutto nel finale. Che è un po’ in contrasto con la freschezza del frutto e l’agilità di un giovane Sangiovese avvertita inizialmente, ma coerente con l’autenticità contadina di un rosso che vuole fortissimamente la tavola. In mezzo però c’è il Montepulciano che potrebbe giustificare entrambe le sensazioni, soprattutto quelle olfattive. Il naso, infatti, è davvero un manifesto di campagna. Inutile cercare finezze o eleganze, il rosso di Raina è selvaggio forte, quasi…