• 2018,  BIANCHI,  Dr. Loosen,  GERMANIA,  Kabinett,  MOSEL,  QBA

    2018 Mosel-Saar-Ruwer Riesling Blue Slate, Dr. Loosen

    Questo è un vino perfetto per entrare in confidenza con il riesling. Il prezzo contenuto (attorno ai 15 €) è già di per sé attraente, la mano tedesca poi fa sì che non ci siano sbavature.Le uve provengono dai vari vigneti di Dr. Loosen sparsi sui bordi della Mosella, da qui il nome Blue Slate a ricordare quel magnifico suolo di ardesia blu. La vinificazione è in acciaio e nel giro di un anno i vini lasciano Bernkastel.Nel calice è di un impercettibile paglierino, quasi incolore. Il naso è quanto ci si aspetta da un Riesling: selce e odore di pioggia, lime, cedro candito, mela verde e nel finale un…

  • 2018,  AOC,  BIANCHI,  CHABLIS,  Charly Nicolle,  FRANCIA

    2018 Chablis Per Aspera, Domaine Charly Nicolle

    Ogni ‘istruito’ associa alla parola Chablis le parole: chardonnay, freddo, suolo kimmeridgiano. Sulle prime due glisso, l’ultima descrive la tipologia di suolo che connota l’area: un impasto di marne grigie, calcare e gesso, ricco in molti punti di fossili di ostriche preistoriche (exogyra virgula per i più curiosi).Queste caratteristiche si ritrovano nel “Per Aspera” di Charly Nicolle. Prima di tutto dal colore, un giallo paglierino molto leggero. Poi al naso: lime, pesca bianca, biancospino, mandorla fresca, crema di latte (in luogo del classico burro degli chardonnay) e, soprattutto, una mineralità a metà tra la ghiaia bagnata e un sentore di conchiglie (sì, facile dirlo quando si sa che nel suolo…

  • AOC,  CHINON,  Domaine Grosbois,  FRANCIA,  LOIRE,  ROSSI

    2018 Chinon La Cuisine de ma Mere, Domaine Grosbois

    L’etichetta ultramegasupernaif non prometteva affatto bene. E invece abbiamo l’ennesimo, ottimo cabernet franc della Loira capace di didascalizzare il bevitore corrucciato con pregiudizi sul vitigno e timoroso di bersi un centrifugato di peperoni verdi.Siamo a Chinon, gioiellino paesaggistico, con tanto di fortezza reale, sulla riva sinistra della Loira e sicuramente non nei posti (teoricamente) elettivi del vitigno. Grosbois ci tira fuori un bel rosso dritto e squillante, tenendo a freno il varietale e valorizzandone il frutto croccante e la coda sapida. Bevuto qualche grado sotto la temperatura di servizio classica, da Nebbia, ha mostrato versatilità da vendere. E grandissima bevibilità.Cosa chiedere di più a un rosso d’inizio estate?

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  La Torretta,  LAZIO,  Lazio

    2018 Castagna, La Torretta

    Barnaba, Roma, esterno giorno, orario aperitivo, polentino salvifico. La lavagna bianchista dell’amico Fabrizio Pagliardi per una sera mi sembra eccessivamente aromatica. Devio allora sulle bottiglie e pesco nel territorio scoprendo La Torretta. Siamo a Grottaferrata, ma occhio che il web si incasina parecchio: esistono altre aziende di altre regioni con lo stesso nome (amen), ma soprattutto (qui la cosa si complica) il rimando automatico è alla cantina di Gabriele Magno, mentre qui parliamo del vino di un altro Magno, Riccardo, che lavora in biodinamica, fa una bolla e due fermi, tra cui questo Castagna. Uvaggio di trebbiano e malvasia di Candia, con breve macerazione sulle bucce che gli regala un’unghia…

  • 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  BEAUJOLAIS-VILLAGES,  FRANCIA,  Michal Clotaire,  ROSSI

    2018 Beaujolais-Villages La Napoleon Vignes Centenaires, Michal Clotaire

    Noi rossisti malati sinceramente ce ne infischiamo delle temperature esterne. Al massimo diminuiamo lo spettro tannico delle nostre bevute, mettiamo le nostre bevande alcoliche in frigo e ce le godiamo di fronte a un certo sdegno altrui.Dell’azienda e della sua assenza di fronzoli e retoriche, ha già parlato Sara, scolandosi l’annata precedente, che, sul mio personale cartellino, è un filo meno golosa di questa 2018. Questa però è la vigna centenaria, con tutto quello che comporta in termini di profondità e complessità aggiuntive. Il naso è gioiosamente fresco, con tutte le più classiche note rosse del Gamay, ma con qualche cenno floreale e minerale. La bocca, però, è il suo…

  • 2018,  BIANCHI,  Daniele Portinari,  IGT,  VENETO,  Veneto

    2018 Pietrobianco, Daniele Portinari

    Sempre incrociato alle fiere ed apprezzato i vini di Daniele Portinari. Uno che ha mano ferma, idee chiare e locazione ad Alonte, gioiellino sottovalutato del vicentino, dove un giro dovreste andare a farlo per gustarvi la campagna incontaminata, i vecchi mulini e magari mangiare due piatti a La Peca a Lonigo, finanze permettendo. Non divaghiamo: Pietrobianco è il suo blend di pinot bianco e tai bianco, ha naso sottile di fiori, agrumi ed erbe spontanee, qualche sbuffo fienile e un pizzico di volatile che ritorna anche in bocca, ma non nuoce allo spettro espressivo del vino. Che scende vigoroso e non fa prigionieri. La bocca è, infatti, energica e salata,…

  • 2018,  IGT,  Raina,  ROSSI,  UMBRIA,  Umbria

    2018 Rosso della Gobba, Raina

    Sangiovese, Montepulciano e “storico autoctono di Montefalco” recita il retroetichetta del Rosso della Gobba di Raina, quasi a voler poeticamente celare il piccolo saldo di Sagrantino che potrebbe indirizzare il bevitore verso quella sensazione tannica che si avverte soprattutto nel finale. Che è un po’ in contrasto con la freschezza del frutto e l’agilità di un giovane Sangiovese avvertita inizialmente, ma coerente con l’autenticità contadina di un rosso che vuole fortissimamente la tavola. In mezzo però c’è il Montepulciano che potrebbe giustificare entrambe le sensazioni, soprattutto quelle olfattive. Il naso, infatti, è davvero un manifesto di campagna. Inutile cercare finezze o eleganze, il rosso di Raina è selvaggio forte, quasi…

  • 2018,  BIANCHI,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken,  Weingut dr. Fischer,  Weingut J. Hofstätter

    2018 Riesling Trocken, Weingut dr. Fischer

    Ammetto la mia ignoranza: non conoscevo questo Riesling della Saar. Come non sapevo fosse produttivamente legato all’azienda italiana Hofstätter, pensato in collaborazione con Nik Weis del Weingut St. Urbans-Hof, cantina di Ockfen. Bevuto nella nuova versione di Cantine isola a Milano, tra mascherine e distanziamento, mi ha decisamente colpito per immediatezza e bevibilità. Un riesling d’ingresso, secco e spensierato, dai toni tipicamente moselliani, tutto giocato su note croccanti, agrumate e sapide. Inutile attendersi complessità particolari o immaginarselo tra un decennio: nonostante le caratteristiche di longevità del vitigno, questo è bianco dissetante, da scolarsi giovane tra una chiacchiera e l’altra. Ma nel suo genere è altamente soddisfacente.

  • 2018,  AOC,  CÔTES DU RHÔNE,  Domaine Jamet,  FRANCIA,  RHÔNE,  ROSSI

    2018 Côtes du Rhône, Domaine Jamet

    Il Rodano vinicolo è una ragnatela difficile da districare. Tanto da scoprire, molti vini trascurabili e alcune chicche notevolissime, spesso con un occhio salvifico al portafoglio. Poi ci sono le aziende garanzia, come quella dei fratelli Jamet, capace di rossi di una fragranza e una freschezza clamorosa, elemento base di ogni loro vino, a cui vanno sommati finezza e definizione sempre più nitida salendo di tipologia. Le annate qui hanno il giusto peso, ma la cifra espressiva dei Syrah di Jamet rimane piuttosto inconfondibile: il frutto è vivo e carnoso, la vibrante energia ha la meglio sui possibili eccessi varietali. L’ennesima conferma arriva da questo Cotes du Rhone 2018, pronto…