• 2017,  Colline Novaresi,  DOC,  Francesco Brigatti,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Colline Novaresi Nebbiolo MötZiflon, Francesco Brigatti

    MötZiflon è una delle colline storiche dell’Alto Piemonte, icona indiscussa dei vini della Cantina Francesco Brigatti, risulta originale sin dal suo stesso significato. Nel dialetto di Suno (NO) “Möt” significa collina e “Ziflon” zufolo, dunque: “il canto degli uccelli”, un’immagine singolare e poetica a mio avviso. L’azienda nasce nei primi del Novecento per mano di Alessandro Brigatti, nonno di Francesco; alla coltivazione di cereali affianca quella della vite. La scelta ricade su una dolce collina immersa nel bosco, un luogo ancor oggi incontaminato dove si registrano livelli di pace e silenzio da guinnes dei primati. Filari esposti a sud, opportunamente soleggiati e dal terreno fortemente argilloso. L’attuale proprietà si estende…

  • 2017,  DOCG,  Franchino,  Gattinara,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Gattinara, Azienda Franchino

    Tra gli enoappassionati d’Alto Piemonte vitivinicolo un verso è scolpito nella roccia, anzi nel sottosuolo d’origine vulcanica che caratterizza enormemente queste colline vercellesi: “Un sorso di Gattinara. Purché vero, s’intende. Non chiedo di più”. Fu il grande Mario Soldati a rendere onore al nobile vino piemontese, in uno dei suoi racconti dedicati in parte al territorio che dà i natali alla storica Doc tale dal 1967, Docg dal 1990. Amo pensare che stesse bevendo proprio il Gattinara di Mauro Franchino, a mio avviso uno tra i protagonisti indiscussi della denominazione. La sua famiglia, da oltre settant’anni, è custode di un tradizione immutata e particolarmente fedele ai canoni classici che hanno…

  • 2017,  Alto Adige,  DOC,  Kornell,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2017 Alto Adige Pinot Nero Marith, Kornell

    Il gioco è semplice: sull’etichetta c’è scritto Alto Adige DOC? Allora il vino è ben fatto. Sillogismo quasi istantaneo. Da un vino dell’Alto Adige ormai mi aspetto automaticamente pulizia, finezza, profumi e beva piacevole. La frequenza di successo non lo fa sembrare neanche più divertente, dimenticando che bisogna essere sempre grati a questa gente, che ha fatto del produrre vini di qualità un’attività elementare.Florian Brigl non fa eccezione. Si è ritrovato nel 1996, a 21 anni, a gestire i circa 15 ettari vitati della Tenuta Kornell, decidendo nel 2001 che i suoi vini sarebbero stati imbottigliati.Il Pinot Nero “Marith” va incontro a lavorazione breve: vendemmia, fermentazione in botti di legno…

  • 2017,  Del Rèbene,  IGT,  ROSSI,  VENETO,  Veneto

    2017 Tai Rosso, Del Rèbene

    Quando trovo un vino in cui il legno copre tutto, appiattendolo  e banalizzandolo, lo definisco, in forma dialettale, “vin de marangon” (vino del falegname). Nei Colli Berici esiste l’uva del marangon che nulla ha a che vedere con sentori vanigliati e tannini maleducati. È il tai rosso, che in questa zona prende questa forma dialettale ricordando la leggenda del falegname di Nanto che lo portò rientrando dal servizio di leva Austriaco. Invece dicono sia parente della grenache, uva tra le più diffuse. Sia quel che sia c’è da dire che il vino Tai Rosso è il simbolo dei Colli Berici. Lo è anche da Del Rèvere. Questo 2017, con 12 giorni…

  • 2017,  BIANCHI,  DOC,  Orvieto,  Palazzone,  UMBRIA

    2017 Orvieto Classico Superiore Campo del Guardiano, Palazzone

    Cena improvvisata a Orvieto chiama Palazzone, ovvero la cantina più rappresentativa del territorio. E di una denominazione la cui gloria si è persa nella notte dei tempi enologicamente antichi, quando i bianchisti italiani bevevano quasi solo Frascati, Soave e, appunto, Orvieto. Il cru aziendale, il noto Campo del Guardiano – nato dalle vigne con la migliore esposizione dell’azienda, composto da procanico, grechetto, verdello, drupeggio e malvasia – a soli 20 euro in carta non si lascia lì, anche se la sua nota longevità avrebbe imposto un tentativo di chiedere una vecchia annata. Invece, eccomi di fronte al 2017, millesimo bollente, ma perfettamente interpretata da un’azienda che non ha mai mancato…

  • 2017,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOC,  Falanghina del Sannio,  Mustilli

    2017 Falanghina del Sannio Vigna Segreta, Mustilli

    Potessi investirei nell’arte contemporanea! Avere in casa quadri di artisti noti o di giovani promesse mi darebbe una grande soddisfazione. In mancanza di questa opportunità un collage di etichette del vino davvero cool potrebbe essere una valida alternativa. Confesso che la falanghina Vigna Segreta di Cantine Mustilli mi ha “rapita” per questo motivo – ma poi questa è non è una leva del marketing? – una dama del ‘700 dalla posa serafica ma con una mascherina blu elettrico a forma di farfalla sugli occhi. Il volo pindarico – e un calice in più di vino – mi hanno fatto pensare a Venezia, al Don Giovanni, ai noir e al rock…

  • 2017,  BIANCHI,  Dönnhoff,  GERMANIA,  Kabinett,  NAHE,  QMP

    2017 Oberhäuser Leistenberg Riesling Kabinett, Dönnhoff

    Quando finisce la giornata di vendemmia le squadre sono stanche. In Mosella sono proprio stanchissime e chi ha visto con i suoi occhi le pendenze di quei vigneti, cresciuti sulle ardesie verticali, può averne un’idea. Gli operai sfiniti hanno bisogno di riacquistare le forze e per farlo mangiano cibi grassi e proteici bevendo kabinett, il loro repair wine. Le cose funzionano allo stesso modo se ci spostiamo di qualche chilometro a destra, dalla Mosella fino all’altro fiume, il Nahe. Qui, a Oberhäusen, Helmut Dönnhoff produce questo repair wine che è perfetto per dimenticare le fatiche della settimana e che è perfetto per farmi felice. Nove gradi di alcol, residuo zuccherino…

  • 2017,  IGT,  METODO ANCESTRALE,  Pojer e Sandri,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Vigneti delle Dolomiti

    2017 Zero Infinito, Pojer e Sandri

    Zero Infinito è la bottiglia giusta per iniziare a prendere confidenza con i PIWI, le varietà resistenti alle malattie fungine che negli ultimi anni sono sempre più coltivate anche in Italia, in particolare nelle regioni del Nord. Profumato e leggero, si beve con una disinvoltura inversamente proporzionale a quella con cui si pronuncia pilzwiderstandsfähige Rebsorte (espressione tedesca da cui deriva l’acronimo PIWI). Le uve solaris, lavorate senza l’utilizzo di chimica in vigna e in cantina, fermentano secondo il metodo ancestrale e regalano un vino double face: da bere limpido, lasciando il fondo sul fondo (appunto!), oppure torbido e un po’ spettinato dopo aver shakerato la bottiglia. Il naso profuma di frutta…