• 2011,  Adanti,  IGT,  ROSSI,  UMBRIA,  Umbria

    2011 Arquata, Adanti

    Il “vino matto”. Così lo aveva battezzato il suo ideatore, il vecchio cantiniere di Adanti, Alvaro Palini. Uno che da ragazzo prese ago e filo e da Bevagna se ne andò a Parigi a fare il sarto, contribuendo in seguito alla fondazione della Sisley. Uno che, sfidato dall’amico Domenico Adanti a fare un vino più buono del suo, riprese ago, filo ed esperienza in fatto di viticoltura francese e ritornò a Bevagna a fare il cantiniere, dando vita ad uno dei primi Sagrantino secchi della storia. E uno che, riscosso il giusto credito, volle creare un taglio bordolese atipico, un “vino matto” appunto, un vino tutto suo.L’Arquata Rosso è un…

  • 2011,  Gianfranco Soldera,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2011 Sangiovese, Soldera Case Basse

    Imponenti figure che lasciano un segno storico e indelebile, non esistono mezze misure quando si parla di produttori con un’idea così chiara sul chi sono e sul cosa vogliono fare. Il termine ‘naturale’ echeggia prepotentemente tra le righe scritte e le parole dette, non propriamente nel senso che attualmente in molti sono soliti dargli, ma più semplicemente a sottolineare come il terroir e la cura (oltre che studio) maniacale della vigna e delle uve sono sufficienti a dare grandissimi vini. Non serve nulla che non sia strettamente appartenente a ‘quel’ luogo e alle sue potenzialità, che però vanno sapute riconoscere. Facile a dirsi, molto meno a farsi, bisogna dedicargli una…

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2011 Barolo Tre Tine, Giuseppe Rinaldi

    Qualche anno fa al banchetto di ViniVeri il Tre Tine 2011 (il Barolo di Rinaldi dai vigneti di Cannubi, San Lorenzo e Ravera) mi era parso uno dei più spenti in anni di assaggi. Soprattutto non riuscivo a immaginarmi un grande futuro per questo millesimo. Avendolo bevuto non saprò mai dove sarebbe potuti arrivare, ma mi rimane una certezza: cinque anni dopo la mutazione è stata completa, forse più rapida che in altre annate, tanto da essere già un Nebbiolo di razza di puro godimento. Una bevuta profondissima e stratificata in continua mutazione e in mirabile equilibrio tra gioia e austerità, curve e lineamenti, materia e pensiero.

  • 2011,  BIANCHI,  DOC,  LIGURIA,  PRODUTTORI,  Riviera Ligure di Ponente

    2011 Vendemmia tardiva bianco Ca da Rena, Punta Crena

    Il sardissimo Pintori, proprietario dell’omonimo ristorante genovese e grande conoscitore dei vini, mi propone un pigato, vendemmia tardiva, del 2011: “E’ una bomba”- mi dice. Confermo: impressionante e inaspettato. Giallo intenso, carico. Al naso si compone di macchia mediterranea, di frutta fresca e passita e di fiori gialli. Al palato un’esplosione di gusti: compaiono mai sopiti cedro e limoni, ananas, albicocche, corbezzoli succulenti, ginestra e rosmarino. Una tenuta di freschezza conturbante e poi, che dire, di quel mare che si sente in bocca. Già, del 2011

  • 2011,  DÃO,  PORTOGALLO,  Quinta Vale das Escadinhas,  ROSSI

    2011 Touriga National Dão Quinta da Falorca, Quinta Vale das Escadinhas 

    Il vantaggio di avere qualche anno in più, per esempio, è che ci si può divertire a fare le pulci a un vino di oggi usando i criteri di 25 anni fa, o viceversa. Esercizio quanto mai appagante perché ci consente, storicizzando, di perdonare i nostri peccati di gioventù: “come ho fatto a dare 94 a questa polenta nel 1991 ?”, “perché annotavo “pozzanghera” nel primo assaggio di Poggio di Sotto, e non piuttosto “vaghi toni fluviali” ?” Questo Touriga National, che nel 1994 avrebbe raggiunto in scioltezza le finali del Gambero (e io gli avrei assegnato un bel 91 senza soverchi problemi), oggi verrebbe sbertucciato sulla pubblica via dai…