• 2015,  FRANCIA,  LANGUEDOC,  MÉTHODE TRADITIONNELLE,  San Eize

    2015 San Eize Nature, San Eize

    San Eize è uno spinoff di Beaufort. Che tradotto in parole umane, significa che l’azienda detiene vigneti di pinot nero nel sud della Francia, Languedoc, e dopo la vendemmia trasborda l’uva a nord, verso l’Aube, e lì spumantizza metodo classico, con il know how di quella maison di Champagne adorata, con qualche ragione, dallo scenario dei devoti del vino naturale. Non essendo Champagne costa pure molto meno, ma questa è solo una delle buone notizie. La sostanza si rivela già al colore, molto sui generis, avendo bizzarre e pallide nuance di buccia di cipolla pur essendo uno spumante bianco – e come mai? Chi beve vini naturali può lecitamente farsi…

  • Alain Robert,  AOC,  CRÉMANT DE LOIRE,  FRANCIA,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    Cremant de Loire Extra Brut, Alain Robert

    Cremant de Loire a base chenin blanc con 36 mesi di sosta sui lieviti. Ho poche notizie sul produttore. Il calice mi è stato presentato all’Osteria Dai Mazzeri di Follina prima dell’antipasto. Vino ben disposto e leggibile al naso, aperto, con note di frutta matura e qualche lieve tratto ossidativo e balsamico intrigante. Fragrante nell’aroma e accogliente. Al palato la bolla è delicata, supporta una base salina godibile che ben si intreccia con le sensazioni fruttate già anticipate dal naso. Scaldandosi rilascia note speziate di pepe bianco e poggia sulle note agrumate di arancia e pompelmo maturi. La sorsata è agile, fresca, facilitata da una bollicina leggiadra che invita alla…

  • AOC,  Château de la Trochoire,  FRANCIA,  LOIRE,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    s.a. La Trochoire, Château de la Trochoire

    La Loira è una regione vinicola lunga lunga. Seguendo il corso dell’omonimo fiume, copre circa 500 km, dal Massiccio Centrale fino ad arrivare al Golfo di Biscaglia. Negli anni tutti i Loiresi, montestri come atlantici, hanno avuto la lungimiranza di concentrare i loro sforzi su pochi vitigni. I quali, qui sta il bello, danno risultati diversissimi nelle varie zone. Uno dei principali vitigni bianchi di Loira è lo chenin blanc, che da un paio d’anni il giovane (anagraficamente e di esperienza) Bastien Rocour vinifica dalle parti di Saumur. Tra le varie versioni prodotte c’è questo extra-brut teso, nitido ed equilibrato, con sentori di scorza di lime e zenzero fresco. Molto…

  • AOC,  BOURGOGNE,  CRÉMANT DE BOURGOGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    Crémant de Bourgogne Blanc de Blancs, Joseph Lafarge

    Nella magmatica giungla dei crémant francesi non è difficile imbattersi in qualche bella bevuta (anche a costo contenuto), ma è rarissimo rimanere folgorati. Si iscrive alla prima categoria il Crémant de Bourgogne di Lafarge, probabilmente la bottiglia con l’etichetta più difficile da mettere a fuoco della galassia vino insieme a Collestefano. Notazioni grafiche a parte, siamo nel villaggio di Lugny, in pieno Mâconnais, dove la cantina, di proprietà familiare da quasi tre secoli, pianta ovviamente chardonnay (in Grand Bois di Lugny), pinot noir e anche gamay. Bellino il naso di argilla, buccia di limone e nocciola, coerente con un ingresso in bocca energico che perde finezza e verticalità nel centro…

  • AOC,  CRÉMANT DU JURA,  Domaine de Montbourgeau,  FRANCIA,  JURA,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    Crémant du Jura, Domaine de Montbourgeau

    Bollicina ecumenica se ce n’è una, sta bene su tutto come il blu. Chardonnay in purezza del Jura, presa di spuma classica come in un metodo classico, ed ecco fatto, fossi un assaggiatore scriverei: giallo paglierino appena scarico e luminoso, effervescenza ruvida e rigogliosa, naso giocato sulla finezza. Frutta bianca, agrume, ma anche vena aromatica floreale fresca. In bocca è saporito e succoso, leggero, sottile. Fossi un blogger scriverei: non è una bomba di profondità ma ha una facilità di beva contagiosa, è scattante e giocoso. Il genere di bolla da tenere sempre a portata di mano, e quando finisce già pensi alla prossima volta che lo riberrai.