• AOC,  BOURGOGNE,  CRÉMANT DE BOURGOGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    Crémant de Bourgogne Blanc de Blancs, Joseph Lafarge

    Nella magmatica giungla dei crémant francesi non è difficile imbattersi in qualche bella bevuta (anche a costo contenuto), ma è rarissimo rimanere folgorati. Si iscrive alla prima categoria il Crémant de Bourgogne di Lafarge, probabilmente la bottiglia con l’etichetta più difficile da mettere a fuoco della galassia vino insieme a Collestefano. Notazioni grafiche a parte, siamo nel villaggio di Lugny, in pieno Mâconnais, dove la cantina, di proprietà familiare da quasi tre secoli, pianta ovviamente chardonnay (in Grand Bois di Lugny), pinot noir e anche gamay. Bellino il naso di argilla, buccia di limone e nocciola, coerente con un ingresso in bocca energico che perde finezza e verticalità nel centro…

  • AOC,  CRÉMANT DU JURA,  Domaine de Montbourgeau,  FRANCIA,  JURA,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    Crémant du Jura, Domaine de Montbourgeau

    Bollicina ecumenica se ce n’è una, sta bene su tutto come il blu. Chardonnay in purezza del Jura, presa di spuma classica come in un metodo classico, ed ecco fatto, fossi un assaggiatore scriverei: giallo paglierino appena scarico e luminoso, effervescenza ruvida e rigogliosa, naso giocato sulla finezza. Frutta bianca, agrume, ma anche vena aromatica floreale fresca. In bocca è saporito e succoso, leggero, sottile. Fossi un blogger scriverei: non è una bomba di profondità ma ha una facilità di beva contagiosa, è scattante e giocoso. Il genere di bolla da tenere sempre a portata di mano, e quando finisce già pensi alla prossima volta che lo riberrai.