• 2018,  Bruna,  Colline Savonesi,  IGT,  LIGURIA,  ROSSI

    2018 Colline Savonesi Rosso Pulin, Bruna

    Poi succede anche che assaggi un vino, fai una serie di considerazioni, pure ad alta voce (ho i testimoni) e passano due giorni, trovi le stesse considerazioni leggendo Intralcio, a proposito di un altro vino, che infatti ha una sorta di somiglianza, di parentela geografica con quello che ho nel bicchiere: è un vino mediterraneo. Dice Gabriele: “note di frutta scura, prugna disidratata e spezie”. Io vado a prendere i miei appunti e ho scritto: “naso fitto e possente di frutta nera, confettura di prugne, balsamico tra pepe e tamarindo”.Il fatto è che quest’uva, la granaccia, o grenache un po’ più ad ovest in Francia, è una roba mediterranea, io…

  • 2018,  DOC,  LIGURIA,  Maccario Dringenberg,  Rossese di Dolceacqua,  ROSSI

    2018 Dolceacqua Curli, Maccario Dringenberg

    Càpita, a volte, che i vini sono i qualcosa di qualcos’altro. Tipo il Taurasi che è il Barolo del sud, hai presente – che poi non ho mai sentito dire che il Barolo sia il Taurasi del nord, sarebbe pure divertente da usare – ma non divaghiamo. Insomma, il nostro Curli, questo Rossese di Dolceacqua che ho nel bicchiere, viene da una vigna che è (nientemeno) la Romanée Conti d’Italia. Quindi che facciamo? Ce ne bulliamo o pensiamo che sia comunque un modo un po’ riduttivo di presentare un’eccellenza, riferendola a qualcos’altro? Ai posteri l’ardua eccetera. Di fatto il mitico vigneto Curli ha sempre dato cose encomiabili, e ora che…

  • 2019,  BIANCHI,  LIGURIA,  Maccario Dringenberg,  VINO VARIETALE

    2019 L’Amiral, Maccario Dringenberg

    L’Amiral della vendemmia 2019 è un vino bianco ligure molto raro e del tutto originale. Giovanna Maccario e Goetz Dringenberg, passeggiando le vigne di San Biagio della Cima e dei comuni della comunità montana dell’Intemelia, nel ponente ligure, hanno recuperato i vitigni autoctoni Rossese Bianco e Massarda. Il primo un tempo più diffuso, poco costante nella produzione e sensibile all’oidio, soppiantato dal Vermentino; il secondo addirittura sopravvissuto alla fillossera, presente ancora a piede franco nel vigneto Nuvilla a San Biagio della Cima. Si è deciso per macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea e limitato uso della solforosa. Ne è venuto fuori, nel 2019, un vino meno carico cromaticamente rispetto alle versioni…

  • 2018,  Cheo,  IGT,  LIGURIA,  Liguria Di Levante Rosso,  ROSSI

    2018 Liguria di Levante Rosso, Cheo

    Ci sono due cose che nessuno si aspetta: l’inquisizione spagnola e un rosso ligure favoloso. Quelli della seconda categoria potrebbero utilmente frequentare Dolceacqua e dintorni, oppure, sempre a proposito di inaspettato, incocciare in questo rosso delle Cinque Terre che somma uvaggi noti come cab sauvignon, merlot e syrah con un’uva che si chiama gambu russu (what?) che da altre parti conosciamo col nome di piedirosso. Come sia finito su questi terrazzamenti, non si sa. Sia come sia, ecco il risultato: rosso profondo, violaceo, naso denso e fitto di frutta nera e rossa, masticabile quasi (hai presente, durone di Vignola) poi un po’ di inchiostro che come descrittore sta bene per…

  • 2019,  IGT,  Laura Aschero,  LIGURIA,  ROSATI,  Terrazze dell’Imperiese

    2019 Rosato, Laura Aschero

    Quella cosa che il vino rosato è buono, che dovremmo berne di più, quella cosa che il rosato andrebbe rivalutato, ve lo dico in confidenza: non ci crede nessuno. I rosé non li beviamo mai, qualsiasi cosa è meglio di un rosé, dal rosso rotomacerato al bianco orange, qualsiasi cosa gli passa davanti, pure una bitter (nel senso dello stile birrario). Quindi quando bevo un rosato così penso: c’è qualcosa che non va. È troppo buono. È talmente ben fatto che se io fossi un produttore e avessi prodotto un vino così, andrei in giro a bullarmi. Fossi un produttore che versa questo vino ad un banchetto di una rassegna…

  • 2018,  BIANCHI,  Cheo,  Cinque Terre,  DOC,  LIGURIA

    2018 Cinque Terre Perciò, Cheo

    Il sale, soprattutto. Salino di mare al naso poi salato in bocca: ecco cosa segna questo Cinque Terre, e forse ci si lascia suggestionare dalla visione delle vigne a picco sul mare – chissà, magari ad un assaggio alla cieca, senza saperlo, non mi fisserei tanto su ‘sto elemento di salmastro. Ma ora c’è, è evidente, assieme al resto: fiori secchi, sole abbacinante, estate, ecco, non ce la faccio, il paesaggio riprende il sopravvento, bere questo bianco mi teletrasporta là. Due note di colore: raro cinqueterre con saldo di piccabun, vitigno turbolocal ormai defunto. Il nome invece deriva dal contadino che coltivava quel vigneto: aveva sempre quell’intercalare, perciò questo perciò…

  • 2016,  DOC,  LIGURIA,  Rossese di Dolceacqua,  ROSSI,  Testalonga

    2016 Rossese di Dolceacqua, Testalonga Perrino

    Ematico e ferroso: sono due descrittori allarmanti, se li leggi senza essere un enoqualcosa, uno di quelli che girano il bicchiere e insomma (hai capito) tagliano giù giudizi sul vino usando descrittori di quel genere. Ma non ti allarmare: servono a dire, quelle due parole là, che questo rosso ha una nota olfattiva che ricorda la carne cruda, il sangue, e poi c’è una tensione che invece richiama il minerale di ferro. Tutto questo al naso. Ed è solo l’inizio: poi c’è il pepe, poi c’è il frutto rosso macerato e anche, toh, una vena di arancia rossa. Questo vino è una palestra formidabile di pippe descrittive, se sei un…

  • 2011,  BIANCHI,  DOC,  LIGURIA,  PRODUTTORI,  Riviera Ligure di Ponente

    2011 Vendemmia tardiva bianco Ca da Rena, Punta Crena

    Il sardissimo Pintori, proprietario dell’omonimo ristorante genovese e grande conoscitore dei vini, mi propone un pigato, vendemmia tardiva, del 2011: “E’ una bomba”- mi dice. Confermo: impressionante e inaspettato. Giallo intenso, carico. Al naso si compone di macchia mediterranea, di frutta fresca e passita e di fiori gialli. Al palato un’esplosione di gusti: compaiono mai sopiti cedro e limoni, ananas, albicocche, corbezzoli succulenti, ginestra e rosmarino. Una tenuta di freschezza conturbante e poi, che dire, di quel mare che si sente in bocca. Già, del 2011

  • 2015,  Antonio Perrino,  BIANCHI,  LIGURIA,  MACERATI,  VINO

    2015 Bianco, Antonio Perrino

    Antonio Perrino detto Nino detto Testalonga (è l’antico soprannome della sua famiglia, nulla a che vedere con il Sud Africa), che da qualche anno è coadiuvato in azienda dalla nipote Erica, è produttore che gode di una certa nonché giustissima fama per il suo rossese. Produce però anche un bianco macerato da uve vermentino, non facilissimo da reperire se non direttamente in cantina, in qualche enoteca curiosa e in alcuni ristoranti. Se ne era accorto anche Mauro Colagreco del Mirazur di Mentone, che lo ha in carta da diversi anni. Il vermentino, ligure o toscano o francese o, è un vitigno che a me di solito dice poco, mancando quasi…

  • 2013,  BIANCHI,  Colli di Luni,  DOC,  LIGURIA,  Lunae Bossoni

    2013 Colli di Luni Albarola, Lunae Bossoni

    Arrivano quelle bottiglie inaspettate, avvolte di polvere e pochissima allure, che si stappano distrattamente, si assaggiano superficialmente e poi ti prendono a sberloni giustamente. Ora, a meno che qualcuno non abbia spostato la Mosella dalle parti di Ortonovo, bisognerà che all’uva albarola si dia più attenzione, magari esplorandone seriamente la capacità di invecchiamento. Nel bicchiere cola un favo di miele, ginestre e fiori gialli lanciati da fanciulle innamorate del caro leader, poi cespugli variamente litoranei, e su tutto, prepotenti note (aiuto) idrocarburiche, spessatamente solfitose. Assaggio fresco in cui prevale la parte erbacea, e poi resina, argilla, agrumi e risentimento. Scuse dovute e cibalgine ingerite.