• 2008,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Trebbiano d’Abruzzo,  Valentini

    2008 Trebbiano d’Abruzzo, Valentini

    Già da subito, dalla sua uscita nel 2011, il Trebbiano 2008 aveva mostrato un profilo aromatico più timido, meno esplosivo rispetto ad altre annate. Un riserbo non da leggersi come un limite, anzi, ma come un vero e proprio tratto distintivo che oggi, a distanza di 10 anni, appare più amplificato che mai. Al di là di ogni possibile riferimento olfattivo (la timbrica è quella valentiniana più classica: camomilla ed erba bagnata dalla pioggia, terra fluviale con un tocco di limone) è assaggio che fa della discrezione un vero e prorio leitmotiv, e per il quale si può forse scomodare un termine birrario piuttosto inusuale nel vino, watery. Così è:…

  • 2019,  ABRUZZO,  Cerasuolo d’Abruzzo,  DOC,  ROSATI,  Valentini

    2019 Cerasuolo d’Abruzzo, Valentini

    Poco da dire: il Cerasuolo 2019 è rosato enorme per statura, tra i più buoni tra quelli recenti di Valentini. È raffinatissimo ed energico, già straordinariamente bello da bere e al tempo stesso capace di tradire un’idea di longevità tutt’altro che banale. È questo che colpisce: da una parte la bellezza e la fragranza del frutto, dall’altra la profondità di note più terrose che ne delineano lo spessore. Non è potente, anzi. Attacca delicato sull’agrume, continua su toni appena più mediterranei per poi lasciare spazio a un delizioso profumo di budello, marchio di fabbrica in quel di Loreto Aprutino. Il sorso è fresco, salino, appagante, in grado di svelarsi con…

  • 2013,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Trebbiano d’Abruzzo,  Valentini

    2013 Trebbiano d’Abruzzo, Valentini

    Devo essere fortunato con Valentini: mai riscontrata l’eccessiva variabilità da bottiglia a bottiglia di cui alcuni si lamentano. Non sono tutte bevute uguali, ovvio (e per fortuna), ma il mio spettro di assaggi rimane sempre dall’ottimo al clamoroso. Come il mio stupore per l’unicità della storia aziendale, capace di vette impressionanti in una zona ben lontana dalle mappe dello stordimento internazionale. Ribadisco l’aggettivo unico e ci aggiungo inconfondibile per raccontare il Trebbiano 2013, pescato dal mazzo di una degustazione ad alto tasso di enobullismo e trovato in assoluto stato di grazia. Il bianco abruzzese ha infatti gentilmente scodato, messo la freccia e salutato cortesemente inseguitori di strombazzato blasone. Visivamente giovanissimo,…