• 2019,  DOC,  Dolcetto d'Alba,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Dolcetto d’Alba Vigna Santo Stefano di Perno, Giuseppe Mascarello

    Che cosa è il dolcetto? È audace poiché abituato a sfidare quelle colline di Langa dove il nebbiolo non osa mettere piede a causa del freddo, il dolcetto è tattile perché al sorso dimostra una fisicità inconfondibile, dimostra quel tocco piacevolmente sferico e affusolato che si manifesta in una beva appagante e sostanziosa. Questa 2019 del Vigna Santo Stefano di Perno realizzata da Giuseppe Mascarello esalta tutti questi concetti con una piacevolezza che, calice dopo calice, indica sempre un nuovo dettaglio da cogliere, un nuovo particolare da scoprire durante l’assaggio. Questo dolcetto è pieno, soffice, ricco di sostanza, dotato della sua sagacia e del suo corpo benché privo di ogni…

  • 2018,  DOC,  Dolcetto d'Alba,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Dolcetto d’Alba Vigna Santo Stefano di Perno, Giuseppe Mascarello

    Chi non ha visto almeno una volta nella vita Dirty Dancing, uno dei più amati cult movie degli anni ottanta? Per qualche strano motivo l’altro giorno assaggiando questo Dolcetto di Giuseppe Mascarello mi sono ritrovato a pensare che, come succede nel film all’ingenua Baby, anche il dolcetto è spesso messo in disparte quando si parla di grandi vitigni piemontesi. Certo non ha la nobiltà del nebbiolo o la vivacità della barbera, ma troppe volte, consumatori e produttori stessi, gli riservano un ruolo da comprimario. Eppure il dolcetto ha talento, quotidiana piacevolezza e radici profonde nella storia e nella tradizione piemontese come nessun’altro. E questo Vigna Santo Stefano di Perno ne…

  • 2003,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    2003 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Un mitico vigneto quasi monopole a Castiglione Falletto, ormai da anni protagonista dei migliori exploit in Langa. Anche in annata calda e tesa come la 2003, riesce ad esprimere un refolo di caldo sottobosco fruttato scuro, tabacco e sacrestia, incenso e lacca, vetiver. Al sorso è una dolce coccola ritmata tra cacao e caffè, lunghezza dinoccolata, corpo solido, tannino serico e soave capace benissimo di dire ancora la sua sulla Chateaubriand con foie gras scottato e spinaci saltati di Vito Mollica al Palagio nel Four Seasons Hotel a Firenze.

  • 1996,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    1996 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Nella mia carriera alcolica ho bevuto tre volte Monprivato 1996. Una volta è stata tra le più grandi bevute di Nebbiolo della mia vita; la successiva una bottiglia che difettava di messa a fuoco, ma dalla progressione di razza; l’ultima è stata la più deludente, tanto da far pensare a un paio di commensali che potesse essere stata una boccia taroccata. Non scopro io la grande variabilità di uno dei rossi più celebrati d’Italia e non so nemmeno se abbia senso scrivere di una bottiglia sfortunata, ma mi interessa aprire un confronto su un vino che può raggiungere vette altissime o riservare cocenti delusioni, a prezzi da bestemmie creative. Già…