• 2018,  Cascina Melognis,  Colline Saluzzesi,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Colline Saluzzesi DOC Rosso Ardy, Cascina Melognis

    È godibilissimo l’Ardy ( pronuncia Ardì ) di Cascina Melognis; un blend inusuale di Barbera (70%) e Chatus. Le note scure di bacche di sambuco e sottobosco sono contrappuntate da richiami erbacei più luminosi come felci e menta, cui soffondono note di mora,  susina e durone. Al palato è croccante e sapido, energico e reattivo; infiltra il cavo orale con  il suo tatto  lievemente “buccioso” e la deglutizione appaga con i ritorni mentolati e rinfrescanti di erbe alpine.

  • 2018,  Cascina Melognis,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    2018 Econverso, vino rosso, Cascina Melognis

    Anteprima. I cloni del pinot nero provengono dalla Borgogna. Vendemmia nella prima settimana del settembre 2018. Vinificazione in acciaio con fermentazione spontanea. Malolattica svolta in vasca e da ottobre in barrique di secondo passaggio di Moccagatta per 18 mesi. Massa nel marzo 2020 con imbottigliamento ad aprile 2020. Altri 8 mesi, per chiudere, in bottiglia. Econverso, il nome del vino, è una possibile traduzione latina di “contromano” e vuole omaggiare l’articolo che Gianpaolo Gravina e Armando Castagno, “Con calma, contromano” – Accademia degli alterati, dedicarono a Novamen, vino composto dal 70% di barbera e al 30% da pinot nero. Quest’ultimo, proveniente dal territorio di Revello sui 500 metri di altitudine…

  • 2019,  Cascina Melognis,  Colline Saluzzesi,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Divicaroli, Cascina Melognis

    Il cairo torinese o pelaverga di Saluzzo, da non confondere con il pelaverga di Verduno, viene lodato dal G. Battista Croce nel 1600, che spiega come “meglio dir si potria caro per la bontà sua; è uva grande, ha grani grossi ben coloriti, di scorza dura, la rappa rossa…, fa buoni vini e delicati.” (Della eccellenza e diversità de i vini, che nella montagna di Torino si fanno, e del modo di farli). Il Divicaroli, pelaverga grosso al 100%, fermenta allegramente e di sponte sua per circa una settimana sotto i 20 gradi in modo da permette al nascente vino, rubino scarico, di mantenere le sue fragranze floreali, di viola,…