• 2016,  Alois Lageder,  Alto Adige,  DOC,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2016 Alto Adige Pinot Nero Krafuss, Alois Lageder

    La relazione tra il mondo del vino e la famiglia Lageder comincia nel 1823 con la decisione di Johann Lageder di iniziare la vendita di vino. Nel corso del tempo i suoi successori decisero di produrre in proprio il vino da commercializzare, fino a giungere ad Alois III che decise di acquistare nel 1934 la prima parcella di terreno a Lowengang, nella parte meridionale dell’Alto Adige. Da allora l’azienda si è espansa fino a ricoprire una superficie vitata di 50 ettari gestita dal figlio Alois III, Alois IV, che collabora con la sua famiglia e con il giovane enologo Georg Meißner cha ha preso il posto del leggendario Luis von…

  • 2016,  Alois Lageder,  Alto Adige,  DOC,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2016 Alto Adige Doc Cor Römigberg, Alois Lageder

    Etichetta iconica dell’azienda altoatesina, spicca in gusto, eleganza e carattere in questa annata 2016 sempre più acclamata e celebrata. Prodotto nello storico maso Römigberg di proprietà dell’azienda, dove la produzione è legata meticolosamente al regime biodinamico, questo cabernet sauvignon con una piccola partecipazione del petit verdot, si presenta marcato e intenso nel colore rosso rubino tendente al violaceo. Al naso note di frutti rossi, ciliegia, marasca, mora, ribes nero e rabarbaro seguite da note più marcate di tabacco da pipa, liquirizia, pepe e un lieve richiamo dolce di vaniglia. Al palato è ricco, succoso, con tannini presenti ma non aggressivi; nobili. Struttura piena, d’impatto. Una beva d’occasione, ancora una volta…

  • 2016,  Alois Lageder,  Alto Adige,  DOC,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2016 Alto Adige Cabernet Riserva, Alois Lageder

    Questo, lo diciamo subito, è un vino che rallegra il cuore degli amanti dei vini di Bordeaux (come me…). Il naso è austero, terroso, con una nota di grafite in bella evidenza; un naso “molto bordolese”, anche se qui il frutto è più caldo, più carnoso che nei vini del comprensorio della Gironda. Rimane in traccia invece quella sottile nota vegetale nobile (non quella del frutto crudo e non maturato) che è il tratto identitario, e assai elegante, di un grande bordolese. Bocca di grande equilibrio, perfettamente calibrata, che contempla un’agilissima dinamica di beva e un corpo solido e ben scolpito. Il finale è dominato da un tannino vivo, scattante,…