• 2011,  DOP,  Granja Nuestra Senora De Remelluri,  LA RIOJA,  ROSSI,  SPAGNA

    2011 Rioja Reserva Remelluri, Granja Nuestra Senora De Remelluri

    Espressione del terroir circostante la Granja Nuestra Senora de Remelluri e del talento enologico di Telmo Rodriguez, è un blend di cinque uve (tempranillo, garnacha, viura, graciano e malvasia) provenienti da vigne di età compresa tra i 35 e gli 80 anni, che affina per 18 mesi in barrique di rovere francese ed americano. Irreale già dal colore, un rubino integro e vivissimo che difficilmente assoceresti ad un vino con quasi un decennio sulle spalle. Preciso ed intenso al naso, ammaliante e di notevole complessità, anch’esso senza la benché minima intenzione di cedere il passo. Note di cioccolato, cocco e prugna ne delineano il profilo, con una leggera speziatura ed…

  • 2018,  BIANCHI,  CONCA DE BARBERÁ,  Escoda Sanahuja,  SPAGNA

    2018 Els Bassotets, Escoda Sanahuja

    Joan Ramon Escoda, è un vero vignaiolo rock&roll, un pioniere nel mondo dei vini naturali spagnoli, che si è fatto strada lavorando come enologo, dapprima in Francia e successivamente in Catalogna. Giusto per localizzare nel tempo e nello spazio senza annoiarvi troppo: è il 1997 quando comincia, assieme alla moglie, il progetto della cantina Escoda Sanuya a Conca de Barberà, a nord di Tarragona, e contestualmente aderisce al movimento dei vini naturali. Nel 2007 inizia a produrre vini senza solfiti aggiunti e successivamente, assieme al suo amico Laureano Serres (altro produttore di riferimento in terra spagnola), fonda la prima associazione di vini naturali di Spagna ed ogni anno organizza la…

  • 2010,  DENOMINACIONES DE ORIGEN CALIFICADA,  LA RIOJA,  Lòpez de Heredia,  RIOJA ,  ROSSI,  SPAGNA

    2010 Viña Cubillo Tinto Crianza, Lopez De Heredia

    Di Lopez De Heredia parliamo spesso su Intralcio (link), quindi vado subito al sodo. Il canovaccio è sempre lo stesso: grande acidità che dà spinta ai piccoli frutti rossi (mirtilli e more) per molti anni; non da guinness come il Tondonia e il Bosconia, ma arriva fresco e snello tranquillamente ai 15 anni. Nel Cubillo 2010 esce fuori forte la famigerata nota vanigliata che, udite udite, non fa maledire la barrique (no, frame vanigliato non lo scrivo neanche sotto tortura), soprattutto se lo servite intorno ai 13/14 gradi. In bocca è sapido, avvolgente, mai ‘grasso’. L’agilità del sapore viene rilanciata dalla nota balsamica, altra caratteristica della cantina, che impavida non…

  • 1975,  CAVA,  DOP,  Marqués de Monistrol,  SPAGNA

    1975 Brut Nature, Marqués de Monistrol

    Ne so pochissimo. L’azienda pare essere ancora esistente ma non ho trovato un sito internet che dia qualche notizia interessante. Anche la sede della cantina, che nel retroetichetta era a San Sadurnì de Noya, sembra essersi spostata. So solo che questo cava, bevuto alla cieca (avevo ipotizzato 1990), ha percorso una strada diversa rispetto a molti champagne rimasti lungamente in bottiglia. Qui non ci sono rilevanti deviazioni fungine, il tappo ha tenuto, il livello del liquido è ottimale, le bolle risalgono il calice in quantità. Il colore è giallo limone, tendente a un dorato luminoso. E infatti al naso non avverto segni di ossidazione, i profumi sono piuttosto puliti. Tutto…

  • 1987,  BIANCHI,  DENOMINACIONES DE ORIGEN CALIFICADA,  DOP,  LA RIOJA,  Lòpez de Heredia,  OSSIDATIVI,  RIOJA ,  SPAGNA

    2000 Viña Tondonia Reserva Blanco, Lopez de Heredia

    Se digitate la frase “ossidazione del vino” in Google, questi saranno alcuni dei primi risultati che vedrete: I difetti del vino, Risolvere l’ossidazione del vino, Quando il vino si rovina. Per gli indicizzatori (figure mitologiche metà uomo e metà computer) del super cervellone So tutto io della Silicon Valley, l’ossidazione nel vino è qualcosa da evitare come il formaggio sugli spaghetti con le vongole. D’altronde non erano molto diversi i toni con cui se ne parlava al corso dell’AIS dieci anni fa (naturalmente fatta eccezione per le zone che storicamente hanno fatto dell’ossidazione una tecnica di vinificazione). Poi ci sono i bianchi di Lopez De Heredia che giocano invece un’altra…

  • 1981,  DENOMINACIONES DE ORIGEN CALIFICADA,  LA RIOJA,  Lòpez de Heredia,  RIOJA ,  ROSSI

    1981 Viña Tondonia Rioja Gran Reserva, Lopez de Heredia

    I patti col diavolo. Svolgimento: vi vorrei veramente tutti qui con me perché questa cosa io proprio non ve la so spiegare solo a parole. Chi conosce i vini di Lopez de Heredia potrebbe dirmi che è normale sia così. Ma io ogni volta resto incredula. Qui siamo a quasi quarant’anni dalla vendemmia. Ma come diamine è possibile che il vino sia ancora così integro e fiero? Profuma ancora di fiori freschi, fresie, addirittura peonia; arancia rossa come se piovesse e pesca, tanta pesca, quasi fossimo davanti a una sangria d’estate. Le spezie: tutte; quelle più esotiche e meno scure. E poi l’anima ferruginosa, la vecchia ringhiera scrostata per essere…

  • 1987,  BIANCHI,  DENOMINACIONES DE ORIGEN CALIFICADA,  LA RIOJA,  Lòpez de Heredia,  RIOJA ,  SPAGNA

    1987 Viña Tondonia Reserva Blanco, Lopez de Heredia

    90% viura, 10% malvasia. Oro, mare e non avere altre parole. Cercarne molte e alate si può, ma non servirebbe. Tanto compendia lui, l’epitome. Basta chiedergliele. Intanto: cercansi aeree perifrasi per rendere frutta da guscio e ambra + coinvolgimento/rapture + rapsodia di immagini classiche? Ci pensa lui. Lirismi per dolcezze e pienezze fragranti di miele? Ce ne dispensa lui, che tace ma spiega meglio. Compite evocazioni gozzaniane di coloniali e tempi andati e passato che fu eppure vive e lotta con noi? Ce ne scampa e libera lui che verseggia molto meglio. L’elenco può essere variamente esteso a ricomprendere agrumi canditi, erbari, radici, rotondità e pienezze di varia definizione, peana…

  • 1985,  Bodegas Toro Albalà,  DENOMINACIONES DE ORIGEN,  DOLCI,  MONTILLA-MORILES,  SPAGNA

    1985 Don Pedro Ximénez Gran Reserva, Toro Albalá

    Guardo il bicchiere. Lo muovo lentamente osservando il liquido separarsi ad ogni oscillazione della mia mano per poi riunirsi ogni volta sul fondo, con gli ultimi archi che colano densi sulle pareti: cioccolata distillata, ecco a cosa mi fa pensare! Cento per cento cioccolata fondente messa in un alambicco di rame per catturare la sua anima. (Pausa alla Lucarelli) No, forse no, perché in questo modo andremmo a perdere la viscosità della bevuta, componente strutturale fondamentale dei Don PX Gran Reserva di Botega Toro Albalá (se non un vero e proprio marchio di fabbrica). Allora cento per cento cioccolata fondente fusa e successivamente addizionata con alcol. Sì, meglio. Porto il…