• 2019,  BIANCHI,  Carl Loewen,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken

    2019 Laurentiuslay Alte Reben Trocken Riesling, Carl Loewen

    Terso e cristallino come una mattina limpida d’inverno sulle Alpi. I richiami di buccia di pesche e albicocche acerbe si sciolgono in un soffio erbaceo che ricorda la foglia del mandorlo, la pianta di pomodoro e la salvia, sostenuto dall’immancabile base minerale di ardesia spaccata e pietra focaia. In bocca è succoso e rinfrescante, di pesca bianca e mandarino; le note sapide e minerali tornano in deglutizione e spronano il sorso.

  • 2009,  BIANCHI,  GERMANIA,  QMP,  Trocken,  Weingut Karthäuserhof

    2009 Eitelsbacher Karthäuserhofberg Riesling GG Trocken, Weingut Karthäuserhof

    Nella categoria vini dal nome impronunciabile di produttori dal nome impronunciabile mettiamo questo Riesling Trocken (Eitelsbacher Karthäuserhofberg) che per comodità chiameremo KGB. K per Karthäuserhof, G per GG, abbreviazione riportata anche in etichetta che sta per Grosses Gewächs (grand cru), B per Bono. A undici anni dalla vendemmia KGB pare fatto ieri e a tre giorni dall’apertura KGB pare aperto da cinque minuti. Granitico sia al naso sia al gusto, KGB sfodera sentori di agrumi di tutti i tipi e un ventaglio minerale che dalla salgemma sconfina nell’affumicato. Sapori che al gusto ritornano e si intrecciano sino a serrarsi in una corda tesa ma affilatissima, di quelle che se le…

  • 2018,  BIANCHI,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken,  Weingut dr. Fischer,  Weingut J. Hofstätter

    2018 Riesling Trocken, Weingut dr. Fischer

    Ammetto la mia ignoranza: non conoscevo questo Riesling della Saar. Come non sapevo fosse produttivamente legato all’azienda italiana Hofstätter, pensato in collaborazione con Nik Weis del Weingut St. Urbans-Hof, cantina di Ockfen. Bevuto nella nuova versione di Cantine isola a Milano, tra mascherine e distanziamento, mi ha decisamente colpito per immediatezza e bevibilità. Un riesling d’ingresso, secco e spensierato, dai toni tipicamente moselliani, tutto giocato su note croccanti, agrumate e sapide. Inutile attendersi complessità particolari o immaginarselo tra un decennio: nonostante le caratteristiche di longevità del vitigno, questo è bianco dissetante, da scolarsi giovane tra una chiacchiera e l’altra. Ma nel suo genere è altamente soddisfacente.