• 2008,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Chantal Lescure,  FRANCIA,  ROSSI,  VOLNAY

    2008 Volnay, Domaine Chantal Lescure

    Per i patiti delle annate, la 2008 in Borgogna non rientra tra quelle mitologiche. Pioggia, vento e convento non avrebbero reso, dicono, un gran servizio al pinot nero. Io, che patito non sono, di norma mi affido più alla cantina che al millesimo. Anche sbagliando.Tra le cantine di Borgogna che mi posso permettere Chantal Lescure è di provato affidamento. I prezzi delle bottiglie consentono di bere bene senza perdere troppo sangue. Tuttavia, e qui vengo al punto, il millesimo di questo village, che pure si lascia bere, non sembra tra le loro prove meglio riuscite. Colpa della pioggia?Colore granato, color di nostalgia. Al naso fragoline di bosco, arance rosse, spezie…

  • 2005,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Joseph Voillot,  FRANCIA,  ROSSI,  VOLNAY

    2005 Volnay 1er cru Les Fremiets, Joseph Voillot

    Inizio nervoso e vegetale increspato di frutti rossi e sottobosco, carattere più da Pommard che da Volnay (la parcella di 0,61 ettari  è guardacaso al limite nord del comune di Volnay, al confine con il vicino village, con viti dai 60 anni di età) poi svela lamponi in confettura, fragole e tabacco dolce in cui emerge una nota di talco mentolato affascinante. Tannino che ruga appena la gengiva con ondate di piacevolezza cristallina riappacificate dal tempo. Chiude dopo un paio di ore in gioia ed eleganza, vibrando di compiutezza floreale di viola e rosa.  Jean-Pierre Charlot guida con mano illuminata e brillante il domaine che fu del suocero con 10 ettari…

  • 2010,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Blain Gagnard,  FRANCIA,  ROSSI,  VOLNAY

    2010 Volnay-Champans Premier Cru, Domaine Blain Gagnard

    Bottiglia ordinata nell’osteria del cuore in una sera in cui mi sentivo particolarmente ispirata grazie allo stipendio appena ricevuto. Bevuta grandiosa, forse grazie all’eccezionalità della scelta; raramente mi concedo bottiglie a tre cifre. Se solo Al Bano Carrisi si decidesse ad andare a vivere in Russia, avremmo più possibilità di regalarci bottiglie costose anziché devolvere soldi all’enelgas. Un vino che ha impiegato il suo tempo per concedersi completamente, tanto era chiuso e introverso; sono stati necessari un po’ di passaggi prima che il pinot noir cominciasse a schiudersi e abbandonare la pungenza di animale selvatico. In bocca, da subito si è smarcata una grandissima pulizia in netto contrasto con gli…