• 2006,  AOC,  Bonnes Mares,  BOURGOGNE,  CHAMBOLLE-MUSIGNY,  Domaine Comte de Vogue,  FRANCIA,  ROSSI

    2006 Chambolle-Musigny Bonne Mares, Comte de Vogue

    Mi prendo la responsabilità di recensire il mio primo Borgogna, con un domaine che trasmette una classicità che risale al 1450. Francois Millet è da decenni al timone di una produzione in cui ho sempre trovato poco di “chambollesque” e tanta, troppa confezione. Ho sempre apprezzato i suoi grandi vini (grandi in tutte le dimensioni dello spazio), sia da botte che in bottiglia, ma nessuno mi ha mai emozionato e il Bonnes Mares è sempre stato per me, stranamente, uno dei suoi vini più fini, nonostante il carattere delle sue terre rosse da cui nasce.Parte ovattato, balsamico, ma poco mobile, un pochino greve e ritroso, nebbioleggia al naso. La bocca…

  • 2011,  AOC,  BOURGOGNE,  CHAMBOLLE-MUSIGNY,  FRANCIA,  Robert Groffier,  ROSSI

    2011, Chambolle-Musigny 1er Cru Les Sentiers, Robert Groffier

    Nella mia lunga, ma scarsa, esperienza dei vini di Borgogna – lunga nel senso che il primo Borgogna lo assaggiai più o meno trent’anni fa, scarsa perché ne ho bevuti troppo pochi e inoltre non ho ancora messo piede sul sacro suolo (vergogna!) – Robert Groffier occupa un posto particolare. Groffier è capace di raggiungere vertici che molto raramente ho trovato in altri produttori; forse tre o quattro, due dei quali sono ben noti ai più. La 2011 fu una annata complicata: precoce già dalla primavera, calda a giugno; la crescita fu rallentata considerevolmente dalle piogge di luglio che ingrossarono le bacche e crearono le condizioni per lo sviluppo della…

  • 2010,  AOC,  BOURGOGNE,  CHAMBOLLE-MUSIGNY,  FRANCIA,  Ghislaine Barthod,  ROSSI

    2010 Chambolle-Musigny, Ghislaine Barthod

    Bere un vino di Ghislaine Barthod equivale ad infilare nella stessa frase le parole severità e Chambolle.Non sono vini semplici da trovare quelli di Ghislaine, femmina elegante e dura dal parentame nobile (borgognonamente  parlando), eppure sono bottiglie che ripagano sempre ed in ogni caso lo sforzo della ricerca.Certo, se ci si vuole accontentare dell’idea di accostare un territorio – quello di Chambolle – a vini per forza suadenti, profondi ma in un certo qual modo teneri, bisogna muovere altrove: perchè i pinot noir di Ghislaine sono innervati da una tensione e da un’austerità che li rende originali nella loro espressione.Non che questi liquidi manchino di riconducibilità territoriale – tutt’altro –…