• 2015,  AOC,  BEAUJOLAIS,  FLEURIE,  FRANCIA,  Jules Desjourneys,  ROSSI

    2015 Fleurie Sacré Graal, Jules Desjourneys

    Da ormai più di qualche anno i vini della regione del Beaujolas hanno cominciato ad attirare i palati più esigenti della critica francese ed internazionale trasformandosi, progressivamente, da billanti promesse a solide certezze. Tra i viticoltori che riescono a produrre all’interno di questa appellation i vini più celebri e ambiti dal mercato, Fabien Duperry costituisce un caso a se stante. In effetti Fabien è una persona che ha deciso di devolversi alla produzione enologica soltanto nel 2007, a 43 anni, essendo stato fino a quel momento uno dei maggiori mercanti di vino di Borgogna che poteva contare su allocazioni vertiginose da parte dei principali Domaine della zona, tra cui Romanée-Conti,…

  • 2017,  AOC,  BEAUJOLAIS,  FLEURIE,  FRANCIA,  Karim Vionnet,  ROSSI

    2017 Fleurie, Karim Vionnet

    Tra i nomi ormai non più emergenti del Beaujolais quello di Karim Vionnet è forse uno dei più noti. Dopo 5 anni nella cantina di Guy Breton (uno dei padri fondativi della regione per come la conosciamo oggi, membro della cosiddetta “gang of four” insieme a Marcel Lapierre, Jean-Paul Thévenet e Jean Foillard) nel 2006 ha mollato gli ormeggi e fondato la sua cantina, 5 ettari di solo gamay in varie zone della regione. Il suo Fleurie è un inno alle caratteristiche più riconosciute dell’appellation, vino decisamente leggiadro, florealissimo e giocoso nel frutto. Un vino per cui scomodare senza provare imbarazzo l’aggettivo “croccante”, succoso, saporito e freschissimo, con un bel…

  • 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  Domaine Chamonard,  FLEURIE,  FRANCIA,  ROSSI

    2018 Fleurie La Madone, Domaine Chamonard

    Capirai, fa macerazione carbonica! Se anche le persone subissero il processo di macerazione carbonica, avremmo tutti una vita sociale molto più intensa.Eppure di questo gamay in purezza mi ha colpito non solo la piacevolezza della beva, ma anche una discreta complessità olfattiva e mi imbarazza ricorrere a tecnicismi per parlare di un vino che fa macerazione carbonica. Lo si beva e basta, diamine.Agile, pieno zeppo di fiori. Ecco, se c’è una cosa che colpisce è la varietà floreale espressa. Fiori secchi, un pot-pourri color rosso rubino vivido, accenni iodati e una tostatura che emerge senza dare fastidio. Beva strepitosa, persistenza lunga lunga che lo rende pericolosamente piacevole.Occhio.