• 2018,  BIANCHI,  IGT,  Podere Ranieri,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Sardonico, Podere Ranieri

    Stappato durante una cena tra amici dal palato poco allenato, finito in pochi minuti. Di questo vino bianco fatto con uve di trebbiano toscano, incrocio Manzoni e viognier, colpisce e invoglia il profumo di miele che accompagna il sorso fresco e leggermente sapido. Fiori di acacia, miele di tiglio, mughetto e ancora miele di acacia, un bel prato fiorito pieno di apine al lavoro. Profumi dolci che sono stati colti e apprezzati anche da chi non usa soffermarsi troppo sulle note gustative che offre il calice. Bel vino di struttura, pronto per essere goduto.

  • 2019,  Bulichella,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Sol Sera Rosè, Bulichella

    Ecco un classico provenzale denoaltri curato e raffinato alla perfezione in Val di Cornia a base di uve syrah biologiche. Colore, stile e anche le prime note sono improntate al modello provenzale. Rigoroso, fresco, gessoso con melograno, gelsomino, fragolina di bosco, ma è la cifra sapida e marina a fare la differenza, con una bocca diretta e fragrante di bella profondità.

  • 2019,  Antonio Arrighi,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Isola in Rosa, Antonio Arrighi

    Antonio Arrighi è un visionario coltivatore elbano che si impegna nel rivalutare vitigni autoctoni e antiche pratiche di vino come il Nesos (il vino lavato in acqua di mare) ha dimostrato. Il cuore batte forte anche per l’aleatico come dimostra questo originale rosa toscano ricco di visciola amarena susina e menta, una idea di fresco balsamico poi lunghezza di pepe e more, carnoso fresco e di pancia godereccio. Sulle prime sembra “solo” un passito diluito ma poi sorso dopo sorso trova la sua identità e non è niente male in un panorama di rosa tutti simili avere della bella originalità.

  • 2015,  Castello del Terriccio,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Tassinaia, Castello del Terriccio

    Per il filone let’s experiment. Roma, Londra, New York: tre diverse città per tre diverse bottiglie di Tassinaia 2015 assaggiate in contemporanea via Zoom. Roma indica subito un naso di cuoio e cioccolata (presumibilmente la bottiglia aveva una temperatura di servizio più alta rispetto alle altre due). Londra spinge sui mirtilli. New York aggiunge prugne e frutta rossa sotto spirito. Tutte e tre concordano su un alcol un po’ troppo prepotente, che tende a scappare via, e sui pizzichi di vaniglia buttati qua e là a capocchia. Gli aromi palatali rinsaldano il naso e le sensazioni tattili evidenziano ulteriormente il “calore” a tratti eccessivo: bistecca salvaci tu. Sul tannino c’è…

  • 2019,  Castello di Montepò,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 JeT, Castello di Montepò

    Dal cuore della Maremma, in quel del Castello di Montepò, proprietà di Jacopo e Tancredi Biondi Santi, ricominciano i lavori su vigneti, cloni e capacità del sangiovese di dar vita a vini di personalità. Questo vino rosa porta il nome di padre e figlio e annuncia l’inizio di una più attenta mappatura dei vigneti di Montepò i cui risultati saranno rivelati nei prossimi anni. Colore provenzale, velo di cipolla intrigante, pesca nettarina, susine, rosa thea, lamponi, melograno e fragolina di bosco. Sorso plastico e carnoso con intensità e struttura non banali, dolcezza sussurrata e filante con importanza. Stiloso nella bottiglia e in bocca, forse manca di personalità e originalità ma…

  • 2018,  IGT,  Panizzi,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Pinot Nero, Panizzi

    Un rosso in terra di bianchi come San Gimignano che sceglie una strada interessante, più qui che da altre parti in Toscana, e che ne sa cogliere le sfumature sottili di freschezza con una puntualità enologica notevole. Trasparente porpora, mix di frutta di bosco da manuale per la varietà ma con sfumature speziate leggere tra tabacco mallo di noce e pepe nero unite ad una gessosità particolare lo rivelano vino di terroir. Sorso sottile e sbarazzino che lascia trasparire intriganti note di complessità. Non da invecchiare a lungo ovviamente ma da godersi oggi senza troppi pensieri e il prezzo invitante aiuta eccome.

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  Paolo Marchionni,  TOSCANA,  Toscana

    2018 L’Erta, Paolo Marchionni

    Da un vigneto risalente al 1967, uno degli esempi più riusciti di trebbiano toscano che cerca di inserirsi sul filone dei grandi abruzzesi, senza rinunciare al racconto del territorio toscano e chiantigiano in bianco. Colore pulsante, netto, un gorgo arancio invitante e magnetico. Note floreali estive ed elicriso, camomilla e agrumi canditi, carrube poi in bocca intensità cremosa e quasi zabaione; ritorna su frutta a polpa gialla e tracce fumè sempre sottolineate da tanta sapidità. Davvero si possono sentire echi abruzzesi ma tradotti con il calore chiantigiano , una rusticità che nasconde eleganza e preziosità, sapore e fine lunghezza.

  • 2016,  IGT,  ROSSI,  Tenuta di Carleone,  TOSCANA,  TOSCANA

    2016 UNO, Tenuta di Carleone

    Il 2016 di Carleone è uno di quei vini che rappresentano un po’ una pietra miliare, almeno per la denominazione a cui appartengono: c’è un prima e c’è un dopo, quando si parla dei Sangiovese di Radda. È un vino fantastico in annata di grazia, straordinario sotto ogni punto di vista. È splendidamente tratteggiato, tutto sembra essere, assaggio dopo assaggio e anche a distanza di mesi, sempre al suo posto; al tempo stesso è rosso grintoso, scattante, che invita alla beva e che a ogni sorso rivela un ulteriore aspetto della sua finezza. Sorprende soprattutto in termini di eleganza, e questa è forse la vera notizia. Ci sono tutti quei…

  • 2017,  DOLCI,  IGT,  Panizzi,  TOSCANA,  Toscana

    2017 Passito, Panizzi

    Dorato e avvolgente, dolce, incantevole naso frutto dell’assemblaggio di semillon, traminer e sauvignon dai vigneti di Panizzi a Seggiano nel Montecucco. La vendemmia a fine agosto permette di preservare freschezza e insospettabile acidità, anche se ovviamente la cifra aromatica punta su note candite tra albicocca, lytchees, datteri e miele di corbezzolo. Chiude il naso un tocco di rosa di traminer che dura a lungo aiutando la beva ad essere agile e fragrante nonostante l’arrembaggio continuo della nota dolce passita. In questa stagione dovrebbe essere bevuto in un giardino di rose in fiore abbinato ad una cheesecake alla frutta ma anche da solo, a suggello di una serata tra amici, sa…

  • 2019,  Campo di Sasso,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Occhione, Campo di Sasso

    Da uve viognier in prevalenza, più vitigni bianchi della costa toscana tra cui vermentino. Un vino dal colore smeraldino leggero, con nota dorata appena accennata, naso di susina gialla, mandarino e rosa thea, albicocca e pesca nettarina, bocca dalla trama esile ma appuntita e piacevolissima, salina e gessosa con ritorni di lime e zenzero. Peso piuma ma che sa farsi rispettare e ricordare, proprio come l’Occhione da cui prende il nome, con occhi grandi, forse un poco sgraziato nell’aspetto, ma molto agile a correre alternando doti di coraggio e mimetismo a seconda del bisogno; e in questo il vino gli somiglia non poco.