• 2016,  Deltetto,  DOCG,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    2016 Roero Riserva Braja, Deltetto

    Il Roero ha fama di essere solo il cugino povero delle Langhe. Se ne sta fermo alla sinistra del Tanaro, dopo che questi decise centinaia di migliaia di anni fa di traslocare più a sud, portando con sé i suoi affluenti, che lasciarono traccia della migrazione nelle celebri Rocche. Sta lì con il suo terreno caratterizzato da grande presenza di sabbia e assenza di acqua, dove i roerini coltivano un gran nebbiolo.Il nebbiolo del Roero Riserva di Deltetto proviene dallo storico vigneto Braja in Santo Stefano Roero. La vinificazione prevede un contatto di 30 giorni tra bucce e vino a cappello sommerso, quindi maturazione in botti e barriques di rovere…

  • 2015,  DOCG,  PIEMONTE,  Poderi Moretti,  Roero,  ROSSI

    2015 Roero Riserva Benedet, Poderi Moretti

    Già presenti in Monteu Roero dal 1630, ciò che oggi è Poderi Moretti non è nient’altro che l’unione di due storiche famiglie del territorio: Occhetti e appunto Moretti. Oggi al timone troviamo Francesco, coadiuvato dai figli Alessandra e Riccardo.Circa 19 ettari di vigneti distribuiti in alcuni tra i comuni più vocati del territorio: Monteu Roero, Montaldo Roero, Santo Stefano Roero, Vezza d’Alba e Govone. La nota zona vitivinicola piemontese che risiede alla sinistra del Tanaro, sta attraversando a mio avviso una fase felice: interesse mediatico e curiosità dei mercati internazionali, d’altronde il potenziale c’è, eccome. Le famose sabbie del Roero prevalgono nettamente a livello morfologico, qua e là contornate da…

  • 2015,  Cascina Ca' Rossa,  DOCG,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    2015 Roero Mompissano, Cascina Ca’ Rossa

    I vini del Roero rimangono spesso fuori dai riflettori che invece illuminano Barolo e Barbaresco. Una terra diversa, un suolo argilloso e sabbioso, con vini dal fare sommesso ma di elegante fattura. Ho assaggiato il Mompissano di Cascina Ca’ Rossa con un suo bel rosso rubino luminoso. Il naso inizialmente ermetico si è aperto pian piano su toni fruttati di ciliegia, cassis, mirtillo, pepe nero, cannella e le sensazioni più fresche dell’eucalipto. Al palato è gentile, soffice con una buona componente sapida. I tannini sono maturi, dolci e la sorsata molto piacevole. Sul palato si muove con suadenza ed eleganza lasciando un lungo riverbero di gusto nella sorsata finale.

  • 1998,  DOCG,  Matteo Correggia,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    1998 Roero Ròche d’Ampsèj, Matteo Correggia

    Nel 1998 Roero era ancora una DOC e Matteo Correggia era il migliore dei produttori della sua terra. Morirà giovane, pochi anni dopo, lasciandoci con questo vino e con l’interrogativo di quello che avrebbe potuto essere (e finora non è stato) il Roero.Sa di mora di rovo, di prugna e di viola, con una speziatura come di legno dolce. Pochi minuti nel calice perché il tannino si risvegli, integrandosi nella massa scura. È una bevuta succosa, con la carezza di una tannicità vellutata ed il portamento sostenuto da una freschezza ancora vivida. Un paradigma per i nebbioli di questa sponda del Tanaro. Se lo avessi bevuto alla cieca gli avrei…

  • 2017,  Bajaj,  BIANCHI,  DOCG,  PIEMONTE,  Roero

    2017 Roero Arneis, Bajaj

    Ricordavo di aver sistemato ben benino in cantina questa bottiglia più o meno 1 anno e mezzo fa, l’avevo acquistata in fiera FIVI. Ero curiosa di aspettare e di capirne un po’ meglio l’evoluzione, un motivo c’è, ed è che generalmente il Roero Arneis non viene considerato un vino capace di reggere molto il tempo che passa. Figurarsi, mi ci butto subito a pesce nel ‘testare’ i luoghi comuni.Colore limpido e senza grandi cenni di maturità. Una mandorla intensa conquista tutto lo spazio ‘profumato’ disponibile lasciando solo a tratti affacciarsi fiori bianchi di gelsomino, pera matura e dragoncello. L’annata, 2017, non si presta davvero ad aiutare questi terreni, che regalano…