• 2015,  Cascina Ca' Rossa,  DOCG,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    2015 Roero Mompissano, Cascina Ca’ Rossa

    I vini del Roero rimangono spesso fuori dai riflettori che invece illuminano Barolo e Barbaresco. Una terra diversa, un suolo argilloso e sabbioso, con vini dal fare sommesso ma di elegante fattura. Ho assaggiato il Mompissano di Cascina Ca’ Rossa con un suo bel rosso rubino luminoso. Il naso inizialmente ermetico si è aperto pian piano su toni fruttati di ciliegia, cassis, mirtillo, pepe nero, cannella e le sensazioni più fresche dell’eucalipto. Al palato è gentile, soffice con una buona componente sapida. I tannini sono maturi, dolci e la sorsata molto piacevole. Sul palato si muove con suadenza ed eleganza lasciando un lungo riverbero di gusto nella sorsata finale.

  • 1998,  DOCG,  Matteo Correggia,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    1998 Roero Ròche d’Ampsèj, Matteo Correggia

    Nel 1998 Roero era ancora una DOC e Matteo Correggia era il migliore dei produttori della sua terra. Morirà giovane, pochi anni dopo, lasciandoci con questo vino e con l’interrogativo di quello che avrebbe potuto essere (e finora non è stato) il Roero.Sa di mora di rovo, di prugna e di viola, con una speziatura come di legno dolce. Pochi minuti nel calice perché il tannino si risvegli, integrandosi nella massa scura. È una bevuta succosa, con la carezza di una tannicità vellutata ed il portamento sostenuto da una freschezza ancora vivida. Un paradigma per i nebbioli di questa sponda del Tanaro. Se lo avessi bevuto alla cieca gli avrei…

  • 2017,  Bajaj,  BIANCHI,  DOCG,  PIEMONTE,  Roero

    2017 Roero Arneis, Bajaj

    Ricordavo di aver sistemato ben benino in cantina questa bottiglia più o meno 1 anno e mezzo fa, l’avevo acquistata in fiera FIVI. Ero curiosa di aspettare e di capirne un po’ meglio l’evoluzione, un motivo c’è, ed è che generalmente il Roero Arneis non viene considerato un vino capace di reggere molto il tempo che passa. Figurarsi, mi ci butto subito a pesce nel ‘testare’ i luoghi comuni.Colore limpido e senza grandi cenni di maturità. Una mandorla intensa conquista tutto lo spazio ‘profumato’ disponibile lasciando solo a tratti affacciarsi fiori bianchi di gelsomino, pera matura e dragoncello. L’annata, 2017, non si presta davvero ad aiutare questi terreni, che regalano…