• 2017,  Badia di Morrona,  DOC,  ROSSI,  Terre di Pisa,  TOSCANA

    2017 Terre di Pisa Sangiovese Vigna Alta, Badia di Morrona

    Colore concentrato e invitante, tutt’altro che statico. Amarena e ciliegia molto mature, note ricche e profonde che tradiscono il calore dell’annata in un contesto che invita all’assaggio. Spezie orientali e liquirizia, cioccolato fondente e un lontano fiato di tabacco per un Sangiovese di razza, caldo e trascinante, caratterizzato da una trama tannica setosa in un contesto di equilibrata potenza in cui il fiato alcolico è ben presente specie in chiusura, appena amarognola.

  • 2017,  Cortona,  DOC,  ROSSI,  Stefano Amerighi,  TOSCANA

    2017 Syrah, Stefano Amerighi

    Cosa si può dire di più di Stefano Amerighi dopo che già dal 2019 è diventato presidente del Consorzio Vini Cortona?Davvero poco o niente, si tratta di un viticultore naturale che “ce l’ha fatta” sdoganando i suoi vini nel contesto dei vini convenzionali senza perdere la sua specificità.Il suo syrah di base nel bicchiere sfoggia un bel rosso rubino materico e compatto, di evidente consistenza.Al naso è primariamente fruttato di ciliegia scura, prugna surmatura, mora e confettura di amarene, per poi allungarsi su note speziate di pepe in grani, cuoio, carrubo e radice di liquirizia.In bocca il sorso è elegante e di perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, con una grande matericità e…

  • 2001,  Bolgheri Sassicaia,  DOC,  ROSSI,  Tenuta San Guido,  TOSCANA

    2001 Sassicaia, Tenuta San Guido

    Ho amato molto Sassicaia 2001 all’uscita, al netto di piccole invadenze di affinamento giovanili, ci ho visto il disegno del Sassicaia giusto, che lavora più di eleganza che di peso. Dopo 19 anni il vino inizia ad uscire seriamente su un registro inizialmente vegetale di rabarbaro, per poi aprirsi progressivamente su un’ irreale nota di pesca, progressivamente si completata da frutto dolce e spezia fino a chiudere su cenni di macchia; tannini belli fusi, vino di tensione e nervo che non ha la pressione dei grandi Bordeaux (giustamente) ma dichiara la sua origine italiana su un registro elegante che si fa apprezzare per la classe; prevedo una bella strada, ma…

  • 2015,  Bolgheri,  DOC,  Ornellaia,  ROSSI,  TOSCANA

    2015 Ornellaia Bolgheri Doc Superiore, Ornellaia

    Annata ricca e vino si comporta di conseguenza riuscendo però a mantenere un equilibrio straordinario. Naso di cassis macchia mediterranea pepe nero caramello e cardamomo, elicriso e nipitella, visciole e lavanda, ritorni di vaniglia e sandalo, scatola di sigari e sottobosco. Il sorso è affilato dal tannino sontuoso e arrembante, fine e aggraziato in maniera con non te l’aspetti, chiude tra spezie nasturzio issopo e un frutto turgido pronto per lunghi anni di evoluzione. Per l’azienda il connotato dell’annata è “Il Carisma”.Da uve 53% cabernet sauvignon, 23% merlot, 17% cabernet franc 7% petit verdot.

  • 2018,  DOC,  Poderi Sanguineto I e II,  ROSSI,  Rosso di Montepulciano,  TOSCANA

    2018 Rosso di Montepulciano, Poderi Sanguineto I e II

    Rosso toscano a base sangiovese, si presenta mettendo in mostra fiori rossi e frutti scarlatti, dalla susina ai lamponi, con qualche spezia pepata a guarnire e un animale di buon pelo che trotterella sullo sfondo. Il fiato alcolico è l’unica nota in (lieve) dissonanza che prova ad appensatire il quadro complessivo. Con scarsi risultati: c’è grande freschezza ed esuberanza di beva e con il roastbeef al sale ho avuto la mia bella convenienza.

  • 2019,  BIANCHI,  Chiesina di Lacona,  DOC,  Elba,  TOSCANA

    2019 Ansonica dell’Elba, Chiesina di Lacona

    Nuova azienda elbana che finora vendeva le uve, ma che ha deciso di investire nella valorizzazione di queste bellissime ed esperte vigne nell’entroterra di Lacona, all’Isola d’Elba. Colore dorato delicato con bella trasparenza, erbe aromatiche, ginestra, cumino e lieve note di arancio che emergono via via che la temperatura sale nel bicchiere. Vino sottile come spesso l’ansonica permette di fare, al limite dell’evanescente, ma se si ha la pazienza di lasciarlo ambientare e abbinarlo con grazia, si mostra fine, iodato, salino, con tracce di tannino che organizzano il traffico al palato in maniera sinuosa ed efficace. Vino che cresce alla distanza e seduce poco a poco.

  • 2003,  DOC,  DOLCI,  Isole e Olena,  TOSCANA,  Vin Santo del Chianti Classico

    2003 Vin Santo del Chianti Classico, Isole & Olena

    Ho un debole per i vini dolci. Ne compero in quantità che eccedono di molto il mio modesto consumo. Evito gli sciropponi zuccherosi: che siano dolci o secchi, i vini hanno da essere tutti bevibili. Freschezza, dunque, in quantità sufficiente (e necessaria) a tenere a bada il residuo zuccherino. Nei casi più fortunati, al vero fedele può manifestarsi la sacra trinità: acidità, dolcezza, ossidazione. Miracolo che si perpetua con frequenza tradizionale in alcune cantine della Toscana.Profumi da drogheria, con una noce che ti si piazza davanti e non si toglie più. Poi albicocca, mandorla dolce, cannella, dattero, mela annurca, legno di cedro, tabacco da pipa e, insomma, lo sapete come…

  • 2019,  BIANCHI,  Chiesina di Lacona,  DOC,  Elba,  TOSCANA

    2019 Elba Vermentino DOC, Chiesina di Lacona

    Siamo in quel di Lacona sull’isola d’Elba, storico produttore di vino di grande rilevanza in Toscana prima della seconda guerra moindiale. Oggi rinascono aziende e si lanciano nuove sfide come quella di Filippo Alampi. Questo vermentino ha quel tocco dorato che non guasta, nota di mela croccante golden delicious, arancio, timo, erbe aromatiche e anche pesca gialla, susina e ginestra, sorso di polpa e sapidità croccante, intensità e succo di albicocca. Sorso di potenza ed energia sottese, concretezza e polpa gialla a tornare tra le note pepate. Azzeccato e stuzzicante.

  • 2016,  DOC,  Maremma Toscana,  Podere Ranieri,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Maremma Toscana Solo, Podere Ranieri

    “Solo è la nostra etichetta dedicata ai vini varietali, dove ogni vino è la ricerca di un’essenza.” La citazione è presa dal sito aziendale. Per ricercare l’essenza di questo vino (“solo” cabernet sauvignon) si dovrebbe essere signori del tempo ed infilarsi in una cabina del telefono londinese, puntare gli anni ottanta e nelle cuffiette spugnose del walkman ascoltare la sigla del Dottor Who. Allora potreste ordinare un vino rosso al ristorante e ritrovare l’essenza di questo vino. Vino da controriforma, da the day after. Sembra una reazione alla sbornia ultra lamellare dei vini affilati e dritti. Si presenta infatti al naso larghissimo e opulento, spiccatamente vanigliato, resinoso e radicale, una…

  • 2016,  BIANCHI,  DOC,  Maremma Toscana,  Tenuta Montauto,  TOSCANA

    2016 Maremma Toscana Gessaia, Tenuta Montauto

    Sigla fumé e silice, uva spina e buccia di limone, incalzante scia mentolata. Me l’avessero messo alla cieca molto probabilmente avrei detto Pouilly-Fumé: sbagliando! Al gusto si difende bene per il suo carattere pieno, composto e proporzionato. Svela il consueto timbro amarognolo da vitigno semi aromatico nel finale, intrecciandolo a una nota garbatamente salina. Nella categoria: scoperte e sorprese. Risi e Bisi, se state attenti all’alimentazione; pollo fritto, se volete consolarvi.