• 2017,  Antonio Perrino,  DOC,  LIGURIA,  Rossese di Dolceacqua,  ROSSI

    2017 Rossese di Dolceacqua, Testalonga Perrino

    Quelli che fanno le classifiche, se ci fosse un podio dei Rossese di Dolceacqua, dovrebbero mettere questa etichetta da qualche parte. Al primo posto? Al secondo? Già lo dissi, scusate l’autocitazione, comunque andrebbe su qualche podio, con una bella medaglia che dica una volta per sempre che qui si fa l’eccellenza per questa denominazione.O forse no. Forse se hai solo un ettaro da quelle parti, e da mezzo secolo fai un rosso adorato dai pochi che hanno la fortuna di trovarlo, probabilmente le fanfare non ti servono. Forse è meglio stare nascosti, che tanto di questo Rossese ce n’è sempre poco o niente. Questo 2017 è come sempre lui: ombroso…

  • 2019,  DOC,  LIGURIA,  Maccario Dringenberg,  Rossese di Dolceacqua,  ROSSI

    2019 Dolceacqua Curli, Maccario Dringenberg

    Delle annate del nuovo corso, intrapreso da Giovanna Maccario su questa vigna storica di rossese (dalla sperimentale 2012 in poi), questa è probabilmente la migliore versione. Considerandone l’insolita estroversione aromatica, viene da pensare che la grande annata -quando è grande davvero- agisca sul “grand cru” di Perinaldo in modo imprevedibile, rarefacendone la trama anziché ispessendola. Sarebbe stato interessante indagarne l’esito in una annata simile come la 2010, per verificare tale ipotesi. Andando al bicchiere: peonia, gelso nero, pepe rosa, incenso, ginepro e rotella di liquirizia, al naso, e sorso di grande distensione, dagli accenti baritonali e meno astringente del solito. Sapore addensato con echi affumicati, persino abbrustoliti, come raramente si…

  • 2016,  BIANCHI,  DOC,  Le Rocche del Gatto,  LIGURIA,  Riviera Ligure di Ponente

    2016 Riviera Ligure di Ponente Vermentino, Le Rocche del Gatto

    Il Vermentino è roba seria, troppo seria perché lo si faccia rappresentare in giro per il mondo da insulsi e troppo pallidi liquidi che non siano in grado di raccontare storie di vigna e territorio, che non trasmettano emozioni vere e il profumo del mare. Quello di Fausto De Andreis de Le Rocche del Gatto è invece l’alfiere di una concezione diversa del vino bianco: carattere, struttura, territorialità e longevità. Questo Riviera Ligure di Ponente Vermentino 2016 è un vino bianco ottenuto da uve vermentino provenienti dall’entroterra di Albenga, nei comuni di Vessalico e Borghetto d’Arroscia. Dopo la raccolta delle uve, fermenta per tre settimane a contatto con le bucce…

  • 2004,  BIANCHI,  Bruna,  DOC,  LIGURIA,  Riviera Ligure di Ponente

    2004 Riviera Ligure di Ponente Pigato Le Russeghine, Bruna

    Questa potrebbe essere la storiella del calabrone che non può volare, ma lui non lo sa e vola lo stesso – non è esatta, ma facciamo finta che lo sia. L’arcaica etichetta di questo Pigato stava in cantina da eoni, ogni tanto la guardavo e non mi decidevo mai ad aprirlo, “ormai è andato”. E invece, come il calabrone, nessuno deve aver informato il contenuto di ‘sta bottiglia circa gli esiti delle ossidazioni e degli affinamenti troppo protratti, oltre la data presumibile di vita. Ma chi presume cosa? Alla fine il colore è ambra chiaro, molto brillante. Il naso (bum) esplode in note piraziniche, che il gergo degli assaggiatori associa…

  • 2019,  Cinque Terre,  DOC,  LIGURIA,  MACERATI,  Possa

    2019 Cinque Terre, Possa

    Al gusto non si percepisce il passaggio del vino in barrique di rovere francese e di acacia; solo le pareti del cavo orale captano la consistenza glicerica e pastosa del liquido quando si trattiene in centro bocca. La macerazione di quattro giorni sulle bucce delle uve bosco, albarola, rossese bianco, piccabon e frapelao, come da tradizione per i bianchi delle Cinque Terre, dona una dinamica complessità di naso e di bocca. In primissimo piano i profumi delle erbe aromatiche e della macchia mediterranea che, insieme, punteggiano le balze scoscese di quella terra suggestiva, impervia e faticosa per chi la lavora. Si fanno, poi, largo lavanda, rosa bianca, zagara, buccia di…

  • 2016,  DOC,  LIGURIA,  Maccario Dringenberg,  Rossese di Dolceacqua,  ROSSI

    2016 Rossese di Dolceacqua Superiore Luvaira, Maccario Dringenberg

    Luvaira è uno delle quattro menzioni geografiche, o cru, di rossese di Giovanna Maccario e del marito Goetz Dringenberg, che fanno vino nella terra d’elezione del vitigno, individuata dalla Doc Dolceacqua, nel Ponente ligure.Se in un vino si cerca eleganza e complessità, questa è la bottiglia giusta, a dispetto di un’annata, la 2016, caratterizzata da alte temperature e vendemmia anticipata che, evidentemente, sono state ottimamente gestite.Il Luvaira 2016, che come gli altri Rossese dell’azienda affina solo in acciaio, non sfoggia profumi penetranti: il fruttato è racchiuso in impalpabili richiami di arancia sanguinella, lampone e ribes rosso, mentre il floreale è interpretato da sentori di garofano e rosa scura. A tratti…

  • 2019,  BIANCHI,  DOC,  LIGURIA,  Riviera Ligure di Ponente,  Terre Bianche

    2019 Pigato Riviera Ligure di Ponente, Terre Bianche

    Vermentino, pigato, favorita, rolle e verlantin (francesi) possono essere utilizzati per un dibattito filosofico-scientifico, ad ampio respiro, sull’identico e sull’uguale. Perché abbiamo voglia a dire che vermentino e pigato hanno lo stesso profilo del DNA al 100% e che provengono dallo stesso vitigno iniziale cresciuto da un solo seme d’uva. Ma che poi, per carattere e individualità, il pigato ha le foglie più lobate e più piccole dell’altro, diversi i germogli (verde chiaro con sfumature rosa ed orlo carnicino), gli acini meno tondeggianti e con piccole macchie sulla buccia (da cui pigau, ovvero “macchiettato” in dialetto). Abbiamo voglia, insomma. E se si va in un posto che ne ricorda altri…

  • 2018,  DOC,  LIGURIA,  Maccario Dringenberg,  Rossese di Dolceacqua,  ROSSI

    2018 Dolceacqua Curli, Maccario Dringenberg

    Càpita, a volte, che i vini sono i qualcosa di qualcos’altro. Tipo il Taurasi che è il Barolo del sud, hai presente – che poi non ho mai sentito dire che il Barolo sia il Taurasi del nord, sarebbe pure divertente da usare – ma non divaghiamo. Insomma, il nostro Curli, questo Rossese di Dolceacqua che ho nel bicchiere, viene da una vigna che è (nientemeno) la Romanée Conti d’Italia. Quindi che facciamo? Ce ne bulliamo o pensiamo che sia comunque un modo un po’ riduttivo di presentare un’eccellenza, riferendola a qualcos’altro? Ai posteri l’ardua eccetera. Di fatto il mitico vigneto Curli ha sempre dato cose encomiabili, e ora che…

  • 2018,  BIANCHI,  Cheo,  Cinque Terre,  DOC,  LIGURIA

    2018 Cinque Terre Perciò, Cheo

    Il sale, soprattutto. Salino di mare al naso poi salato in bocca: ecco cosa segna questo Cinque Terre, e forse ci si lascia suggestionare dalla visione delle vigne a picco sul mare – chissà, magari ad un assaggio alla cieca, senza saperlo, non mi fisserei tanto su ‘sto elemento di salmastro. Ma ora c’è, è evidente, assieme al resto: fiori secchi, sole abbacinante, estate, ecco, non ce la faccio, il paesaggio riprende il sopravvento, bere questo bianco mi teletrasporta là. Due note di colore: raro cinqueterre con saldo di piccabun, vitigno turbolocal ormai defunto. Il nome invece deriva dal contadino che coltivava quel vigneto: aveva sempre quell’intercalare, perciò questo perciò…

  • 2016,  DOC,  LIGURIA,  Rossese di Dolceacqua,  ROSSI,  Testalonga

    2016 Rossese di Dolceacqua, Testalonga Perrino

    Ematico e ferroso: sono due descrittori allarmanti, se li leggi senza essere un enoqualcosa, uno di quelli che girano il bicchiere e insomma (hai capito) tagliano giù giudizi sul vino usando descrittori di quel genere. Ma non ti allarmare: servono a dire, quelle due parole là, che questo rosso ha una nota olfattiva che ricorda la carne cruda, il sangue, e poi c’è una tensione che invece richiama il minerale di ferro. Tutto questo al naso. Ed è solo l’inizio: poi c’è il pepe, poi c’è il frutto rosso macerato e anche, toh, una vena di arancia rossa. Questo vino è una palestra formidabile di pippe descrittive, se sei un…