• 2019,  CAMPANIA,  DOC,  Monserrato 1973,  ROSSI,  Sannio

    2019 Barbera del Sannio, Monserrato 1973

    Nulla a che vedere con il vitigno barbera; pare che finalmente i produttori di questa rara varietà si siano messi d’accordo per cambiargli nome. Attendiamo fiduciosi. Ha un floreale di rosa rossa, viole fresche e iris: sembra proprio di entrare dal fioraio, con questa sensazione di petali bagnati. Poi un aria di frutti neri come le more e le bacche di sambuco, cui soffonde il pepe nero, il garofano e un accenno di canna di fucile. Al sorso è croccante di susina fresca, schiocca al palato e la lieve speziatura, unita a toni vagamente erbacei, chiama un’altro sorso.

  • 2018,  CAMPANIA,  DOC,  Mustilli,  ROSSI,  Sannio

    2018 Artus, Mustilli

    Anche in questo caso il piedirosso si esprime con il consueto carattere puntuto: al naso è intrigante, pieno di profumi di fiori secchi, qualche ricordo di erboristeria me lo fa collocare in un’annata un po’ più remota dell’attuale; a bottiglia scoperta la conferma, si tratta di una 2018. In bocca il vino si esprime con irruenza restituendo un sorso più nervoso, agrumato e magro di quanto l’olfatto promettesse, in ogni caso una bella espressione di piedirosso, ben eseguita e piacevolissima.