• 2019,  CAMPANIA,  CAMPANIA,  DOC,  METODO MARTINOTTI,  Salvatore Martusciello

    2019 Asprinio d’Aversa Brut Trentapioli, Salvatore Martusciello

    Grande rispetto. Se nel giudizio di un vino deve essere sempre incluso il rispetto per il lavoro del vignaiolo, nel caso dell’Asprinio d’Aversa il rispetto dovuto è anche maggiore. Rispetto per il mantenimento di un metodo colturale unico al mondo come l’alberata aversana; rispetto perchè si va a vendemmiare oltre i 10 metri d’altezza, che si rischia di invidiare i ragazzi di Pantelleria curvi sui loro alberelli, i quali al massimo possono provare l’ebbrezza di un sonoro mal di schiena. Per raggiungere i grappoli che abitano al superattico si utilizzano gli scalilli, leggere scale strette e alte, solitamente composte, per l’appunto, da una trentina di pioli.Salvatore e Gilda Martusciello si…

  • 2018,  Agricola Nugnes,  CAMPANIA,  DOC,  Falerno del Massico,  ROSSI

    2018 Falerno del Massico Onn’Anto’rosso riserva, Agricola Nugnes

    Sorprendente e originale la speziatura, tra oud e spezia esotica, aromi di spa thai, canfora pepe e more, bbq e cenere; c’è molta sostanza vulcanica e intensità. Il tannino è bizzoso ma il vino ha note verdastre che si mescolano bene al frutto, che è elegante nel lungo e articolato finale. Agricola NugnesVia Vicinale81030 Carinola (CE)081 5584385info@aziendagricolanugnes.it

  • 2015,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  Luigi Tecce,  ROSSI

    2015 Irpinia Campi Taurasini Satyricon, Luigi Tecce

    Esiste abbondante letteratura in rete su Luigi Tecce, sui vini e sulla forza vitale e sanguigna che sembra conferirvi. La relazione intima stabilita tra vino e terra con le mani, gli occhi e le parole di questo vignaiolo, impone un sistema di giudizio particolare, separato dalla pura degustazione. Si beve tutto in questo caso, il vino e l’anima di chi lo fa. Forzandosi a bere solo il vino, in questa versione mi sembra di riscontrare meno vigore rispetto ad altre annate, riconosciute più complicate di questa 2015 comunque figlia di un’estate molto calda. Sembra emergere meno prepotente la vitalità attesa dai vini di Luigi Tecce, quella forza squillante, quel tono,…

  • 2017,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Costa d’Amalfi,  DOC,  Marisa Cuomo

    2017 Costa d’Amalfi Bianco Fiorduva, Marisa Cuomo

    L’azienda Marisa Cuomo nasce nel 1983 sotto forma di regalo di nozze di Andrea Ferraioli a sua moglie Marisa.La cantina si trova a Furore, nell’omonimo fiordo della Costa Amalfitana, in un paese di pochissime anime abbarbicato sulla roccia.I terrazzamenti del vigneto sono estremi e ogni metro di terra coltivabile è terra rubata alla roccia impervia e scoscesa; è proprio per questo motivo che in Italia si comincia a usare l’aggettivo “eroica” per definire questo tipo di viticoltura.Il vino icona di questa produzione è, senza ombra di dubbio, il Fiorduva; un taglio di fenile, ginestra e ripoli, raccolti surmaturi il cui mosto fiore fermenta per 3 mesi in barrique.Il vino sfoggia…

  • 2017,  CAMPANIA,  Cantine di Marzo,  DOC,  Irpinia,  ROSSI

    2017 Irpinia Aglianico, Di Marzo

    Al naso e all’assaggio questo è senz’altro un aglianico ingentilito con l’uso di botte piccola; la maturazione deve essere stata calibrata bene perché tra il tanto legno al sapore di marasca assaggiato qua e là nella batteria dei rossi, questo ha un equilibrio che mi sento di lodare. C’è polpa, è un vino pieno il sorso teso di agrume rosso, tannino che morde, forse un po’ rasposo, ma asciuga bene e lascia un bel ricordo in bocca. Interessante.

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Il Cancelliere,  Irpinia,  ROSSI

    2017 Irpina Aglianico Gioviano, Il Cancelliere

    Ma senti che caratterino! Si presenta con prepotenza e non stringe la mano con distanziata reverenza, piuttosto accoglie con una pacca sulle spalle con lo stesso vigore di Canavacciuolo. Non è certamente un vino didattico mentre si offre al naso con odori poco convenzionali ed espressivi, mentre in bocca ecco una lieve rifermentazione; nonostante ciò il sorso si rivela un succo dall’equilibrio sorprendente, tutto fatto di frutta rossa, buccia di arancia sanguinella erbe officinali e grande genuinità. A fine sorso ecco che arriva ciò che ci si aspetta da un aglianico: il tannino asciuga alla grande. Molto piacevole; fa parte di quella categoria di vini non in linea ma con un…

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  ROSSI,  Stefania Barbot

    2017 Irpinia Campi Taurasini Ion, Stefania Barbot

    Campione assaggiato alla cieca; ritrovo le stesse difficoltà di espressione del vino che ha bisogno di un po’ di giri prima di esprimeri, perché l’impatto è quello di aromi non convenzionali, un po’ impuri. Il vino ha energia e stoffa per farsi notare alla grande, lo dico con la presunzione di chi, nonostante la bocca un po’ stanca, coglie tantissime sfaccettature e la tipica irruenza di chi avrà una bella maturità. Tanta polpa ad accompagnare il sorso pieno di trame fruttate, il finale è asciutto e di discreta lunghezza. A posteriore scopro che la produttrice si chiama Stefania Barbot; non la conosco, ma il cognome mi fa simpatia per certe…

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  ROSSI,  Villa Raiano

    2017 Irpinia Campi Taurasini Costa Baiano, Villa Raiano

    Dei tanti assaggi fatti in mattinata, questo si smarca per i profumi di sottobosco più che di ciliegiona nera, marasca e mora matura. Annuso, riannuso e all’olfatto scovo radici e funghi, spezie dolci che si spalancano al sorso rendendolo più aggraziato l’ingresso sostenuto dalla tipica freschezza. Il tannino è espressivo, né ruvido né legnoso. In questo aglianico ci sono ricordi di cantina, di autunno, di calore domestico.

  • 2015,  CAMPANIA,  Canonico & Santoli,  DOC,  Irpinia,  ROSSI

    2015 Irpinia Aglianico Hirpus, Canonico & Santoli

    Di questi due ne sentiremo parlare. A partire dalla felice scelta del nome che rimane impresso facilmente nella memoria a lungo termine, perché rimanda a coppie di professionisti che hanno svalicato i confini del tempo (Santo & Johnny, Gepy & Gepy, Starsky & Hutch – potrei continuare all’infinito), questi giovani produttori hanno padronanza della materia e il vino che ci arriva in assaggio ne è la conferma. All’inizio si espone con timidezza, serve un po’ di tempo prima che si dischiuda concedendosi e quando lo fa è un’esplosione, nel senso che il naso viene colto da un certo pizzicorìo di pepe nero e brace, per poi spalancarsi in una rincorsa…