• 2003,  Colli Berici,  Dal Maso,  DOC,  ROSSI,  VENETO

    2003 Merlot Casara Roveri, Dal Maso

    Annata infuocata, il che in queste zone significa zuccheri a bomba che poi devono essere gestiti. Molta prugna più scura, il tratto vegetale sul vino è più impostato su erbe calde, quasi macchia; cambia la spezia, ma secondo me qua gioca anche come ha lavorato il legno, perché abbiamo anche una rugosità in bocca diversa. Il vino ha una freschezza interessante per l’annata, ma anche una velatura complessiva data dal mix materia/affinamento. L’annata lo rende più statico, molto bene per un 2003 comunque, perché non ha nessun affanno.

  • 2003,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    2003 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Un mitico vigneto quasi monopole a Castiglione Falletto, ormai da anni protagonista dei migliori exploit in Langa. Anche in annata calda e tesa come la 2003, riesce ad esprimere un refolo di caldo sottobosco fruttato scuro, tabacco e sacrestia, incenso e lacca, vetiver. Al sorso è una dolce coccola ritmata tra cacao e caffè, lunghezza dinoccolata, corpo solido, tannino serico e soave capace benissimo di dire ancora la sua sulla Chateaubriand con foie gras scottato e spinaci saltati di Vito Mollica al Palagio nel Four Seasons Hotel a Firenze.

  • 2003,  DOC,  DOLCI,  Isole e Olena,  TOSCANA,  Vin Santo del Chianti Classico

    2003 Vin Santo del Chianti Classico, Isole & Olena

    Ho un debole per i vini dolci. Ne compero in quantità che eccedono di molto il mio modesto consumo. Evito gli sciropponi zuccherosi: che siano dolci o secchi, i vini hanno da essere tutti bevibili. Freschezza, dunque, in quantità sufficiente (e necessaria) a tenere a bada il residuo zuccherino. Nei casi più fortunati, al vero fedele può manifestarsi la sacra trinità: acidità, dolcezza, ossidazione. Miracolo che si perpetua con frequenza tradizionale in alcune cantine della Toscana.Profumi da drogheria, con una noce che ti si piazza davanti e non si toglie più. Poi albicocca, mandorla dolce, cannella, dattero, mela annurca, legno di cedro, tabacco da pipa e, insomma, lo sapete come…

  • 2003,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  FRIULI-VENEZIA GIULIA,  IGT,  MACERATI,  Radikon

    2003 Ribolla Gialla, Radikon

    “…La ribolla gialla ha acino carnoso, spremendola sofficemente si rischia di estrarre solo liquido senza sostanza…” Queste sono parole del compianto Stanko Radikon. La sua Ribolla 2003 l’ho degustata un paio di giorni fa, mentre scrivo rileggo le note e verso un altro calice della stessa bottiglia. Sempre Stanko – riprendo la citazione iniziale – conclude: “…Con la macerazione a caldo, invece, si estrae tutto ciò che è contenuto nell’acino, nella buccia come nella polpa, e si da complessità, struttura e longevità al vino…”. La Ribolla a Oslavia, ha storicamente trovato il suo terroir ideale sulle sommità delle colline, dove nel suolo è maggiore la presenza di ponca: le piante…

  • 2003,  Boca,  DOC,  Le Piane,  PIEMONTE,  ROSSI

    2003 Boca, Le Piane

    La paura che mi ha messo quel tappo, fracico per tutta la lunghezza. Per fortuna, invece, era tutto a posto: no marsala, sì party. In un’annata non facile praticamente ovunque causa temperature ultratropicali, Christoph (a proposito, buon compleanno: è oggi) è riuscito a fare un vino che sembra ringiovanire con gli anni. Merito sicuramente dei terreni ricchi di porfido e merito del felice matrimonio che il nebbiolo nel nord del Piemonte ha da tempo contratto con la vespolina: la sicurezza maschia del primo, la speziatura sorridente della seconda. In questo 2003 ho trovato casse di arance sanguinella, un paio di pompelmi rosa, aulenti rose rosa, pepe (rosa) e qualche radice,…

  • 2003,  Colli Tortonesi,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Vigneti Massa

    2003 Monleale, Vigneti Massa

    La maturità è tutto, diceva qualcuno. Parlando di vino, se non è tutto è certamente un raro valore aggiunto. Per questo trovare un’annata risalente di un’etichetta è già una gran cosa – ma serve anche la materia prima. In questo caso la materia era eccellente, e questo finisce dritto negli assaggi memorabili. Terso, ampio, profondissimo al naso, è una bevuta saziante, complessa e completa. Il barbera tortonese allo stato dell’arte, in una interpretazione giustamente celebre. Bravo, oh.