• 1998,  Carmignano,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA,  Villa di Capezzana

    1998 Carmignano DOCG, Villa di Capezzana

    Note di more e ribes nero, cassis e poi nel terziario, humus sottobosco rabarbaro china frutto che si fonde con macchia ed eleganza, liquirizia dolce, tabacco che si avverte in lontananza, più maturo non fresco come gli altri assaggiati finora, equilibrio placido che verticalizza all’ improvviso con il tannino importante, un poco verde, saporito e mentolato. Andamento stagionale: estate eccezionalmente calda che ha anticipato di almeno 15 giorni la maturazione, questo ha permesso la vendemmia di tutte le nostre uve prima delle della fine di settembre ovvero anticipando le grandi piogge originatesi dal 26 settembre fino al 9 ottobre.Uvaggio: 80% sangiovese, 20% cabernet sauvignon

  • 1998,  DOCG,  Matteo Correggia,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    1998 Roero Ròche d’Ampsèj, Matteo Correggia

    Nel 1998 Roero era ancora una DOC e Matteo Correggia era il migliore dei produttori della sua terra. Morirà giovane, pochi anni dopo, lasciandoci con questo vino e con l’interrogativo di quello che avrebbe potuto essere (e finora non è stato) il Roero.Sa di mora di rovo, di prugna e di viola, con una speziatura come di legno dolce. Pochi minuti nel calice perché il tannino si risvegli, integrandosi nella massa scura. È una bevuta succosa, con la carezza di una tannicità vellutata ed il portamento sostenuto da una freschezza ancora vivida. Un paradigma per i nebbioli di questa sponda del Tanaro. Se lo avessi bevuto alla cieca gli avrei…

  • 1998,  Fattoria San Giusto a Rentennano,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    1998 La Ricolma, San Giusto a Rentennano

    Vino a cavallo di due epoche prima di entrare nella terza più recente. Ancora bello fitto cromaticamente, assolutamente integro, molto toscano, molto tabacco e cuoio conciato, prugna matura, un ricordo vegetale carnoso e terroso, bocca non troppo rotonda, non smollaccata, non è certo un merlot piacione; esce la spezia, probabilmente da affinamento, esce un filo di rugosità in bocca da tannino lievemente presente, torna la terra e la carne ma anche un tratto “scuro” che credo derivi dalla estrazione un po’ piena, col legno che forse ha lavorato di conseguenza e che nella beva globale toglie luce al vino. Intendiamoci: sono dettagli estremamente personali e resta un bel bicchiere sicuramente,…

  • 1998,  Falesco,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  ROSSI

    1998 Montiano, Falesco

    Uno dei vini più spinti ai tempi dei miei corsi di sommellerie, quando le macchine Singer erano l’ultimo grido dell’evoluzione tecnologica e il Casale vinceva lo scudetto. L’aspetto è promettente: il colore è un rubino che vira a granato, di bella intensità. Promettente anche il naso, ampio e definito: cuoio, confetture di prugna e rose, karkadè, pomodoro confit, pozzolana e cacao. Chiude su tabacco e camino spento. Bocca distesa, risolta, di buona freschezza residua. In primo piano frutta in confettura (amarena, prugna) e sotto spirito (ciliegia), in coda note speziate (pepe, chiodo di garofano) e legnose (rosa) non invadenti. Finale in diminuendo e staccato: cede in tensione, segue pausa, tannino…

  • 1998,  Barbaresco,  DOCG,  Giuseppe Cortese,  PIEMONTE,  ROSSI

    1998 Barbaresco Rabajà, Giuseppe Cortese

    Confesso che ho molto peccato: tendo a concentrare la mia attenzione sui profumi. La parte decisiva di ogni vino la trovo tra lingua e palato ma quella più evocativa per me è data dai profumi. Suggestioni, direbbe qualcuno, ricordi, dico io. (Anche di cose non ancora avvenute). Intanto a distanza di quasi 22 anni dalla vendemmia questo rabajà dimostra ancora una volta che formidabile annata fu quella del 1998 per il barbaresco. Non farò nessun elenco di profumi e sentori, c’erano tutti quelli del nebbiolo buono e maturo. Perché questa bottiglia, di sorprendente freschezza, era tutta da bere.