• 1990,  AOC,  COTEAUX D'AIX-EN-PROVENCE,  Domaine Trevallon,  FRANCIA,  ROSSI

    1990 Coteaux d’Aix-en-Provence Les Baux, Domaine Trevallon

    Al centro di triangolo da cartolina formato da Avignone, Arles e Aix-en-Provence, la famiglia Durrbach acquista, nel 1973, una distesa di terra arida e dimenticata da dio, tra ulivi e noccioleti. Lo si serve alla cieca e gli esperti sparano grosso: spezie e composta di prugna…La Landonne?No no, ma che dici!! Qui siamo a Péssac, non senti il tabacco biondo? E invece siamo a Saint-Etienne-du-Grès, in un angolo di paradiso, tra i più belli di Francia. Cabernet sauvignon e syrah i protagonisti del duetto, che strizzano gli occhi al Bordeaux e al Rodano, ma non si trovano qui galets e sabbie fluviali, né scisti e graniti. 15 ettari di calcare…

  • 1990,  Antinori,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    1990 Tignanello, Marchesi Antinori

    Mi ritrovo con Tignanello 1990 in mezzo a una serata di grandi Bordeaux e bordolesi: che ci azzecca? Ringer a tradimento? E’ uno scherzo? E invece il vecchietto, nonostante una spinta più gentile, nonostante una “dolcezza” molto italiana, dice la sua, eccome: partendo dal bosco con i funghi per pulirsi sull’arancia matura, poi terra, ferro e balsamico, con un tannino che brilla per in finezza e un’acidità che allunga bene, in grande versione. Lacrimuccia, se penso a qualche uscita più recente. Gran bel vino italiano.

  • 1990,  Castello di Ama,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    1990 Vigna L’Apparita, Castello di Ama

    Mettere un merlot italiano in una serata dove in tavola hai Pavie 1982 e Petrus 1964 (solo per parlare di merlot) equivale sulla carta a mandarlo al patibolo senza manco fargli esprimere le ultime volontà. Va però ammesso che Apparita ha lottato. Parte a razzo caldo e pieno, con il frutto rosso maturo polputo e una bella amarena sugosa su tabacco pieno e ben stagionato. La matrice italiana non viene nascosta e l’annata si sente tutta, ma grazie alle caratteristiche intrinseche di Ama il vino resta fresco e dinamico e con un tratto signorile, pur se non dotato di un allungo indimenticabile. È assolutamente bello da bere, ma è forse…

  • 1990,  AOC,  BORDEAUX,  Château Montrose,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ESTEPHE

    1990 Saint-Estéphe, Château Montrose

    Montrose 1990 è un vino magnifico, possente a cominciare dal tatto vellutato e dal frutto carnoso ancora masticabile, ma per nulla statico o seduto. C’è perfino una vena di roccia che lo rende ancora materico, coriaceo. Sigaro inumidito, cuoio bagnato e un accenno di catrame subito soffiato via da una composta di cassis e more, cotognata e scorza di agrumi; poi ancora tabacco dolce, funghi freschi, sottobosco e un vago tono spermatico (absit iniuria verbis). In deglutizione ha un allungo impressionante per energia e costanza.

  • 1990,  AOC,  CHAMPAGNE,  Dom Pérignon,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    1990 Champagne Brut, Dom Pérignon

    Difficile non dotarsi di superlativi di fronte ad uno dei millesimi più celebrati della Champagne, di certo uno di quelli che si presta ad un grande invecchiamento, anche estremo. Oggi è vino dorato e pulsante di vita, tostature e biscotto al malto, noci e timo, iodio e fiori gialli passiti, curry. La frutta è ancora viva e vegeta sotto forma di pesca e mango, scorza di cedro candito e tarte Tatin. Zafferano e ginger aggiungono speziatura fine che in bocca esplode in tanti rivoli di sapore seguendo le bollicine, finissime e delicate. Finale d’arancio rosso e fragola con velo di cannella, velato di energia residua.