2020,  Cantina Réva,  DOC,  Dolcetto d'Alba,  PIEMONTE,  ROSSI

2020 Dolcetto d’Alba, Réva

La Morra è uno degli undici comuni dov’è possibile allevare e produrre il Barolo, celebre vino tanto caro a Cavour e al sottoscritto. Tra queste colline spettacolari, caratterizzate da pendenze notevoli e panorami mozzafiato, è ubicata la sede di Réva, giovane azienda vitivinicola nata nel 2011 a Monforte d’Alba per mano di Miroslav Lekes, imprenditore ceco, grande appassionato di vini e stimato collezionista. Arrivato in Italia, assieme al suo Gruppo, ha pensato bene di acquistare vigneti in alcune delle aree più importanti della denominazione, MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) quali: Ravera, Lazzarito, Bussia e Cannubi, tanto per non far nomi. Pian piano illustrerò l’azienda e la sua filosofia, ho avuto la possibilità di degustare ben sei etichette. Partiamo dalla prima: Dolcetto d’Alba 2020. Si inizia sempre da un buon dolcetto in Langa, più vado avanti e più mi ostino a non voler accettare il ruolo marginale che viene attribuito a questo grande vitigno piemontese. Anarchico quanto il grignolino, altra perla tutta da valorizzare a mio avviso, sfaccettato e versatile, due mondi completamente diversi che tuttavia vivono le stesse assurdità legate ad un consumo parco e mai all’altezza del potenziale. Réva ne fa un vino tutt’altro che d’ingresso, come si suol dire, le vigne sono ubicate a Monforte d’Alba in Località Sebastiano, la Cantina possiede appezzamenti anche in quest’altro celebre comune del Barolo ma lo vedremo nelle prossime pubblicazioni. Fermentazione spontanea a contatto con le bucce in vasche d’acciaio per 10-15 giorni, nello stesso materiale affina 6 mesi e viene imbottigliato solitamente a marzo. Irradia il calice grazie ad una tinta rubino intenso con riflessi violacei, media consistenza e buon estratto. In questa fase il naso è piuttosto esuberante, suggestioni vinose s’alternano ad una spezia vivace, pepe nero e liquirizia, mandorla tostata e lavanda, il frutto è vitale, spigliato, sa di ciliegia e ribes rosso; tocchi balsamici di eucalipto e un curioso ricordo di rossetto suggellano il quadro olfattivo, accattivante ed estremamente pulito. In bocca le sensazioni dolci-acide del frutto mostrano coerenza e vivacizzano la fase gustativa, caratterizzata altresì da un tannino vispo e una sapidità che mostra tutto il carattere delle vigne allevate con passione da Miroslav Lekes ed il suo team. Su un piatto di coniglio in umido con cipolla di Tropea e peperoni di Carmagnola è la morte sua e la gioia nostra.

Foto di Danila Atzeni

  • LI CALZI [09/06/21] - 8.5/10
    8.5/10
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