2016,  Cuna,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

2016 Cuna Brendino, Cuna

La storia di Federico Staderini ha inizio nei primi anni 2000, quando cominciò a studiare le caratteristiche di un terreno a Pratovecchio, nei pressi della piana di Campaldino (Arezzo). La zona, a 500 metri di altitudine, circondata da monti di oltre 1000 metri, era caratterizzata da un micro-clima perfetto (eccellente esposizione solare bilanciata da notti fresche) e da un terreno di matrice argillo-calcarea, con un substrato roccioso già a 50-60 centimetri di profondità.
In quell’areale, sui 4 ettari acquistati, Federico decise di impiantare il pinot nero, dopo una serie di studi approfonditi sulle condizioni ambientali, incluso l’incrocio tra i dati metereologici trentennali di Beaune e quelli di Poppi e Pratovecchio.
Il suo vino Cuna, la cui prima annata è uscita appena nel 2007, non ci ha messo molto a catturare l’attenzione dei palati più esigenti e così, col tempo, Federico ha cominciato a lavorare a un Cru di questo vino: il Brendino. Si tratta di un prodotto ottenuto dall’omonimo vigneto, coltivato secondo i principi della biodinamica, in cui la densità d’impianto arriva a 11000 ceppi/ettaro, con una resa per pianta non superiore ai 400 grammi. Dopo la loro raccolta, i grappoli interi (eccetto una minima parte diraspata già in pianta) passano a riposare in tini aperti per 4-5 giorni, per poi venire ammostati con la pigiatura, prima delicatamente, con le mani, e poi, progressivamente, con i piedi. La successiva svinatura dipende dal periodo di vendemmia delle uve: quelle raccolte per prime passano circa 2 settimane a contatto con le bucce, mentre per quelle vendemmiate in un secondo momento il contatto è più lungo. Il vino ottenuto affina quindi per 18 mesi in barrique di rovere usate e, in seguito, per diversi anni in bottiglia.
L’annata 2016, nel bicchiere, sfoggia un colore rubino profondo e luminoso, con un ventaglio di profumi che si apre su amarena, melograno, china e violetta, seguite da mora selvatica, pot pourri, cuoio e chiodo di garofano, con echi conclusivi ematici e vinilici. In bocca il vino è estremamente equilibrato, con acidità, morbidezza e sapidità a formare un impronta gustativa completamente omogenea, con un’idea appena accennata di dolcezza glicerica, accompagnata da una punta di piccantezza e dall’incredibile ritorno di tutto il ventaglio olfattivo esibito al naso, da cui spuntano, nel lungo finale, l’amarena, la china e il vinile.

Loc. Sala-Civettaia – 52015
Pratovecchio (Arezzo)
Tel: +39.335-453072
e-mail: stedera@alice.it
  • FABBRETTI [16/05/21] - 9.4/10
    9.4/10
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