2020,  DOC,  Giusti,  METODO MARTINOTTI,  Prosecco,  ROSATI,  VENETO

2020 Prosecco Rosé Extra Dry Rosalia, Giusti

Il tema Prosecco Rosé, tra gli addetti ai lavori e semplici appassionati di vino, ha smosso non pochi dubbi e polemiche negli ultimi mesi. Francamente non mi è chiaro il motivo, anche perché la famosa Doc veneta nella versione Rosé prevede la possibilità che venga aggiunto, ad un minimo di glera 85 – 90%, del pinot nero (vinificato in rosso) dal 10 al 15 %. Detto ciò, considerando la tipologia di vino in questione, ovvero uno dei brand più famosi e venduti al mondo, non mi meraviglia affatto che le aziende coinvolte abbiano voluto sperimentare la versione in rosa, categoria sempre più richiesta in tutto il mondo; francamente son stupito che non l’abbiano fatto prima. Semmai ciò che m’interessa di più, come di consueto, è riuscire a trovare l’azienda che lavora seriamente e che ha come obbiettivo primario il nobilitare la materia prima e il territorio dove viene allevata. Lo ammetto, non ho assaggiato molti Prosecco Rosé, ma in questo caso trattandosi di Giusti Wine, realtà vitivinicola che ho già descritto parecchie volte, ero certo ancor prima di berlo che la Cantina rientrasse nella suddetta categoria, ed infatti così è stato. L’approccio è orientato verso un’agricoltura dedita al minimo impatto, in vigna sono bandite pratiche che prevedono l’utilizzo di prodotti di sintesi. Glera 90% proveniente da Tenuta “Rosalia” a Nervesa della Battaglia (TV) e pinot nero 10% in Tenuta “Case Bianche”, Volpago del Montello (TV); è un Extra Dry le cui uve vengono allevate su terreni di medio impasto tendente all’argilloso, con buona presenza di scheletro composto da sabbie grossolane e ciottoli. La sua natura deriva dalle influenze del fiume Piave e dalle alluvioni susseguitesi milioni di anni fa. Per il glera si predilige il Sylvoz con numero di piante ettaro variabile da 3000 a 3500, si arriva a 4000 per il pinot nero, dove viene utilizzato anche il doppio capovolto come forma d’allevamento. L’uva, raccolta manualmente viene diraspata, pressata sofficemente in atmosfera di azoto, segue decantazione statica a freddo del mosto e successiva separazione delle fecce; fermentazione del mosto limpido a temperatura controllata per 15-20 giorni riguardo il glera, 10-12 per il pinot nero. Maturazione del vino sulle fecce fini per tre mesi, malolattica spontanea, il vino vede solo acciaio e ovviamente bottiglia. Essendo un Extra Dry, tipologia che ben si adatta soprattutto all’uva glera, il residuo è 12 + 1,5 g/l. Riguardo quest’ultimo punto, lo ammetto, non sono un amante della categoria, tuttavia il Rosalia mi ha piacevolmente stupito: l’ho trovato molto più equilibrato e piacevolmente fresco, teso e slanciato di tanti altri Prosecco Brut o addirittura Extra Brut bevuti in passato. Il manto è cerasuolo con evidenti riflessi ramato, perlage da manuale, minuto e continuo. Un naso accattivante, spicca per fragranza e intensità, senza risultare sfacciato: pera Williams, banana e melone di cantalupo, lampone spremuto e cipria, incantevole il timbro speziato dolce che ricorda il pepe rosa e la cannella. Bollicina cremosa, palato in perfetta sinergia tra guizzi acidi e sapidità inaspettata per la categoria, un frutto carnoso, dolce/acido, l’allungo finale mostra una persistenza non indifferente. Tuttavia il vero asso nella manica è rappresentato dalla piacevolezza, caratteristica fondamentale in un buon Prosecco, e qui siam sul tenore di una bottiglia prosciugata in due all’aperitivo, su affettati misti di salame e canapè al salmone e burro d’alpeggio; è questo il vero valore aggiunto del Rosalia.

Foto di Danila Atzeni

Cantina Giusti Wine
Via Arditi, 14/A, 31040 Nervesa della Battaglia TV
0422 720198 – welcome@giustiwine.com

  • LI CALZI [18/04/2021] - 8.6/10
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