2016,  Alois Lageder,  Alto Adige,  DOC,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

2016 Alto Adige Pinot Nero Krafuss, Alois Lageder

La relazione tra il mondo del vino e la famiglia Lageder comincia nel 1823 con la decisione di Johann Lageder di iniziare la vendita di vino. Nel corso del tempo i suoi successori decisero di produrre in proprio il vino da commercializzare, fino a giungere ad Alois III che decise di acquistare nel 1934 la prima parcella di terreno a Lowengang, nella parte meridionale dell’Alto Adige. Da allora l’azienda si è espansa fino a ricoprire una superficie vitata di 50 ettari gestita dal figlio Alois III, Alois IV, che collabora con la sua famiglia e con il giovane enologo Georg Meißner cha ha preso il posto del leggendario Luis von Dellemann, deceduto nel 2018.


La viticoltura praticata dalla cantina è ispirata ai principi della biodinamica e prevede, oltre alle tecniche di coltivazioni in vigna, il pascolo autunnale e invernale dei buoi nelle vigne (“Progetto Buoi”) e la coltivazione di verdure, frutta, erbe aromatiche e cereali sempre in mezzo ai vigneti (“Progetto Grandorto”). Anche il Maso Krafuss sulla collina di San Michele Appiano (noto fin dal Rinascimento) è caratterizzato dalla concomitanza di viti e frutteti e, dopo la sua conversione in biodinamico nel 2013, dalla presenza di pecore al pascolo. Dalle sue vigne, allevate su un terreno a trama argillosa morenico-calcarea a circa 450 metri di altitudine, nasce l’omonimo pinot nero. Dopo la vendemmia manuale i grappoli sono pressati delicatamente e lasciati fermentare spontaneamente in vasche d’acciaio per mezzo dei loro lieviti indigeni. La fermentazione malolattica, sempre in acciaio precede l’affinamento, in barrique di rovere francese da 225, 300 e 500 litri, della durata di un anno a cui segue l’affinamento in bottiglia per alcuni mesi.


L’annata 2016, di un rubino lieve, trasparente ma scintillante, apre subito su note di vinile e humus, che precedono una mora selvatica e un lampone acidulo, per poi virare su cuoio, pepe di Sichuan e cioccolato fondente 90%, con echi di tostatura, pietra focaia e lievito esausto. Il sorso è decisamente impattante e gioca sull’alternarsi tra sensazione fresche e acidule e richiami scuri di caffè e inenso, il tutto impreziosito da tannini abbondanti e setosi che guidano il sorso verso una chiusura chinata. Senza dubbio un vino dal primo impatto molto complesso che richiede pazienza prima di regalare una bevuta di grande soddisfazione.

Tòr Löwengang
Vicolo dei Conti 9
39040 Magrè (BZ)
+39 0471 809500
info@aloislageder.eu
  • FABBRETTI [28/02/21] - 9.3/10
    9.3/10
9.3/10
Sending
User Review
0/10 (0 votes)

Rispondi