2019,  DOC,  Dolcetto d'Alba,  Philine Isabelle Dienger,  PIEMONTE,  ROSSI

2019 Dolcetto d’Alba, Philine Isabelle

Finalmente sono riuscita a mettere le mani (ma soprattutto il naso) su uno dei vini prodotti da Philine Isabelle Dienger, enologa e produttrice originaria di Heidelberg e langhetta di adozione. Abilissima nel far parlare di sé quel tanto che basta da creare un piccolo caso attorno alla sua figura; riservata, metodica e innamorata del suo lavoro, di Philine sappiamo che è devota alla biodinamica, principio che utilizza per convertire le uve di dolcetto acquistate da Luigi Veglio da vigne allevate in biologico. Sappiamo inoltre che la vinificazione dei suoi vini avviene presso la cantina di Giuseppe Rinaldi, grazie alla concessione amichevole da parte di Marta: nessuna intromissione nel lavoro di Philine, qualche consiglio solo se richiesto.


Sarà l’aria che gira in cantina a dare un’impronta così particolare al dolcetto di Philine, perché quello che esce dalla bottiglia è un vino rigoroso – direi severo, se questo fosse un aggettivo appropriato alla descrizione di un dolcetto. Di sicuro non è il vino da pasto quotidiano, quello generoso di polpa e succo. Autunnale, cupo, dal temperamento -Dio mi perdoni- baroleggiante. Se esiste un processo osmotico per il quale il vino prende il carattere del luogo in cui si fa, questa ne è la testimonianza chiara; persino un naso inesperto rimane spaesato dal timbro ombroso di questo dolcetto che a chiamarlo così, con il vezzeggiativo, c’è quasi da arrossire.
Se mai doveste trovarvi tra le mani una bottiglia di Philine Isabelle, non fatevela scappare. La Dienger ha stoffa, sono certa che le prossime vendemmie non faranno che confermarlo.


Az. Agr. Philine Isabelle Dienger
VIA ROMA, 83, 12060, Barolo, Cuneo
philine.isabelle@gmail.com
  • BORIOSI [29/01/21] - 8.7/10
    8.7/10
8.7/10
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