• 2018,  BIANCHI,  IGT,  Podere Ranieri,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Sardonico, Podere Ranieri

    Stappato durante una cena tra amici dal palato poco allenato, finito in pochi minuti. Di questo vino bianco fatto con uve di trebbiano toscano, incrocio Manzoni e viognier, colpisce e invoglia il profumo di miele che accompagna il sorso fresco e leggermente sapido. Fiori di acacia, miele di tiglio, mughetto e ancora miele di acacia, un bel prato fiorito pieno di apine al lavoro. Profumi dolci che sono stati colti e apprezzati anche da chi non usa soffermarsi troppo sulle note gustative che offre il calice. Bel vino di struttura, pronto per essere goduto.

  • 2016,  BIANCHI,  Borgo Paglianetto,  DOC,  MARCHE,  Verdicchio di Matelica

    2018 Verdicchio di Matelica Petrara, Borgo Paglianetto

    Mi auto nomino ambasciatrice del movimento culturale e sociale “bevi bene e spendi poco” e sicuramente fra i vini porta bandiera per le Marche ci metto subito questo divertentissimo Verdicchio di Matelica. Uno di quei vini che potresti tranquillamente bere steso sull’erba di quelle dolci colline matelicesi tra Fabriano e Camerino. Di un colore giallo tendente al dorato con riflessi verdolini, questo verdicchio al naso presenta note di frutta gialla, pesca bianca e di agrumi, pungenti le note vegetali fresche di foglia di mandarino, timo e di ginestra in fiore. Spiccano poi, note aromatiche piene e vive che ne aumentano la complessità, unite al lieve accenno al pepe bianco. In…

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  La Torretta,  LAZIO,  Lazio

    2018 Castagna, La Torretta

    Barnaba, Roma, esterno giorno, orario aperitivo, polentino salvifico. La lavagna bianchista dell’amico Fabrizio Pagliardi per una sera mi sembra eccessivamente aromatica. Devio allora sulle bottiglie e pesco nel territorio scoprendo La Torretta. Siamo a Grottaferrata, ma occhio che il web si incasina parecchio: esistono altre aziende di altre regioni con lo stesso nome (amen), ma soprattutto (qui la cosa si complica) il rimando automatico è alla cantina di Gabriele Magno, mentre qui parliamo del vino di un altro Magno, Riccardo, che lavora in biodinamica, fa una bolla e due fermi, tra cui questo Castagna. Uvaggio di trebbiano e malvasia di Candia, con breve macerazione sulle bucce che gli regala un’unghia…

  • 2019,  Bulichella,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Sol Sera Rosè, Bulichella

    Ecco un classico provenzale denoaltri curato e raffinato alla perfezione in Val di Cornia a base di uve syrah biologiche. Colore, stile e anche le prime note sono improntate al modello provenzale. Rigoroso, fresco, gessoso con melograno, gelsomino, fragolina di bosco, ma è la cifra sapida e marina a fare la differenza, con una bocca diretta e fragrante di bella profondità.

  • 2019,  BIANCHI,  Il Signor Kurtz,  UMBRIA,  VINO

    2019 Nista, Signor Kurtz

    Del Signor Kurtz se ne è già parlato qui su Intralcio, perciò non voglio perdermi in chiacchiere ripetendo quanto sia figo Kurtz aka Marco Durante, né far perdere tempo al lettore che si trova in mano questa bottiglia dal nome strano.Nista in serbo-croato significa niente mentre dentro il calice questo vino esprime tutto.Trebbiano spoletino e un saldo di grechetto e malvasia, breve macerazione sulle bucce. Un vino fortemente territoriale, profondamente legato alla tradizione contadina di questa terra di mezzo, storicamente contesa da tutti e per questo così bisognosa di marcare il proprio carattere.Il Nista è un vino emozionale. Non si può dire che sia un vino tecnicamente perfetto nella esecuzione,…

  • 2019,  DOC,  La Chimera,  PIEMONTE,  ROSSI,  Valsusa

    2019 Finiere Valsusa, La Chimera

    Prendi un vitigno a bacca nera praticamente dimenticato dalle genti, a nome avanà (e chi non lo conosce?), sulle impervie rive della Valsusa. Fonda un’azienda inevitabilmente eroica dal nome che è un programma, La Chimera. Poi fai un rosso così: teso e pieno di personalità, naso tra le spezie e la frutta nera (prugna ramassin, e chi non la conosce?), sorso di leggiadria totale, insomma un piccolo capolavoro. Perfino i tannini, che pure rilevi, sono come gentili, con un carattere tutto loro. Grazia e tensione sono la cifra definitiva dell’assaggio spiazzante e sconosciuto of the day, decisamente. Dalle stesse uve il vigneron ricava una fermentazione naturale dal color succo di…

  • 2019,  BIANCHI,  IGT,  PUGLIA,  Puglia,  Valentina Passalacqua

    2019 Hellen Bianco, Valentina Passalacqua

    “Vivere quietamente, in stretta sintonia con i dettagli della Natura e assaporare i piccoli piaceri quotidiani.”Questa è la definizione della filosofia esistenziale e produttiva di Valentina.Questo bianco appartiene alla linea “Calcarius”; vini prodotti su “suoli bianchi pietrosi e calcarei di età Kimmeridgiana”.Questa Falanghina in purezza è caratterizzata da sentori di lime, accenni di ananas e polpa di melone mantovano con il pompelmo in evidenza.Al palato è essenziale, citrino, affilato e molto diretto, un bicchiere tira l’altro. Chiude su toni lievemente silicati e sapidi

  • 2018,  Az. Ag. Menat,  CALABRIA,  Calabria,  IGT,  ROSATI

    2018 Ji Jian, Menat

    Dei ragazzi di Menat, dell’entroterra cirotano, nella pre-Sila, ho già recensito qui su Intralcio il loro rosato base. Questo è un altro vino rosato concepito per l’invecchiamento, da uve gaglioppo provenienti da viti ad alberello coltivate a 450 m. s.l.m. Come l’altro rosato, anche il Ji-Jian è vinificato e affinato in anfore di terracotta interrate, alla maniera georgiana. Non saprei valutarne il potenziale di invecchiamento, c’è poca casistica al riguardo sulla tipologia dei rosati da gaglioppo, ma è evidente il tratto più austero rispetto all’altro rosato di casa Menat. Naso e colore lo allontanano dai rosati in stile provenzale: è un vino che ha il Mediterraneo vicino, ma ancor più…

  • 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  BEAUJOLAIS-VILLAGES,  FRANCIA,  Michal Clotaire,  ROSSI

    2018 Beaujolais-Villages La Napoleon Vignes Centenaires, Michal Clotaire

    Noi rossisti malati sinceramente ce ne infischiamo delle temperature esterne. Al massimo diminuiamo lo spettro tannico delle nostre bevute, mettiamo le nostre bevande alcoliche in frigo e ce le godiamo di fronte a un certo sdegno altrui.Dell’azienda e della sua assenza di fronzoli e retoriche, ha già parlato Sara, scolandosi l’annata precedente, che, sul mio personale cartellino, è un filo meno golosa di questa 2018. Questa però è la vigna centenaria, con tutto quello che comporta in termini di profondità e complessità aggiuntive. Il naso è gioiosamente fresco, con tutte le più classiche note rosse del Gamay, ma con qualche cenno floreale e minerale. La bocca, però, è il suo…

  • 2013,  AOC,  CHAMPAGNE,  Cristophe Mignon,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2013 Brut Nature Pur Meunier, Christophe Mignon

    Mia nonna paterna governava, insieme ad un numero indefinito di zie e prozie, il forno a legna del paese. Pagnotte per lo più, ma la domenica (e durante le feste) si sfornavano nostalgiche prelibatezze: abbacchio o pollo con le patate, zucchine e melanzane ripiene di carne macinata, pomodori con il riso, cacciagione da pelo e da piuma, lasagne alla romana, crostate e ciambelloni. Solo per citarne alcuni. Io, nel frattempo, mi ruzzolavo tra scalette e vicoli con archi, pietre e ciottoli che correvano tortuosi intorno a quei profumi, schivando lunghe gonne infarinate con trecce color cenere raccolte in piccoli giacigli di canovacci per portare le pesanti teglie sulla testa. Mi…