• 2015,  BIANCHI,  DOC,  METODO CLASSICO,  Revì,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Trento

    2015 Trento Brut Millesimato, Revì

    Eccolo qua il metodo classico trentino d’altura. Oro brillante, al naso prevale lo chardonnay nelle note butirrose, che danno quella pienezza un po’ sensuale da spumante importante, più largo che verticale cioè. Poi fiori, agrumi, tutto il necessario per farti dire “avete fatto un buon lavoro, ragazzi”. Bevuta di allegra soddisfazione, con le sue venature di pane croccante, in bocca attacca fiero e saldo, resta a lungo, a rimarcare in retronasale tutto quel bel corredo trentino, dalle mele alle rocce dolomitiche, che probabilmente non profumano ma insomma, un po’ ti sovviene. 2015 con dégorgement (sboccatura pare brutto da dire) 2019, quindi la complessità stratificata è garantita.

  • AOC,  CHAMPAGNE,  Eric Taillet,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s.a. Champagne Le Bois de Binson, Eric Taillet

    A Baslieux-sur-Châtillon si trova Eric Taillet, simpaticissimo e sorridente vigneron che ho avuto il piacere di conoscere l’anno scorso in occasione di uno dei miei tanti viaggi in Champagne. Eric si trova in Vallée de la Marne, più precisamente a Vallée du Beval, e viene da una famiglia che, da ben 4 generazioni, si dedica al Meunier. “Il Meunier è un’uva nobile, molto territoriale, capace di dare vita a champagne gourmand in grande quadro di finezza e di freschezza.” – afferma Eric che aggiunge – “Vini che non devono avere alcun tipo di eccesso, ma un carattere slanciato, fresco”. Affinché si esprima in questo modo, Eric ricorre a una conduzione in vigna organica,…

  • 2019,  Campo di Sasso,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Occhione, Campo di Sasso

    Da uve viognier in prevalenza, più vitigni bianchi della costa toscana tra cui vermentino. Un vino dal colore smeraldino leggero, con nota dorata appena accennata, naso di susina gialla, mandarino e rosa thea, albicocca e pesca nettarina, bocca dalla trama esile ma appuntita e piacevolissima, salina e gessosa con ritorni di lime e zenzero. Peso piuma ma che sa farsi rispettare e ricordare, proprio come l’Occhione da cui prende il nome, con occhi grandi, forse un poco sgraziato nell’aspetto, ma molto agile a correre alternando doti di coraggio e mimetismo a seconda del bisogno; e in questo il vino gli somiglia non poco.

  • 2018,  BIANCHI,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken,  Weingut dr. Fischer,  Weingut J. Hofstätter

    2018 Riesling Trocken, Weingut dr. Fischer

    Ammetto la mia ignoranza: non conoscevo questo Riesling della Saar. Come non sapevo fosse produttivamente legato all’azienda italiana Hofstätter, pensato in collaborazione con Nik Weis del Weingut St. Urbans-Hof, cantina di Ockfen. Bevuto nella nuova versione di Cantine isola a Milano, tra mascherine e distanziamento, mi ha decisamente colpito per immediatezza e bevibilità. Un riesling d’ingresso, secco e spensierato, dai toni tipicamente moselliani, tutto giocato su note croccanti, agrumate e sapide. Inutile attendersi complessità particolari o immaginarselo tra un decennio: nonostante le caratteristiche di longevità del vitigno, questo è bianco dissetante, da scolarsi giovane tra una chiacchiera e l’altra. Ma nel suo genere è altamente soddisfacente.

  • 2016,  BIANCHI,  LIGURIA,  Rocche del Gatto,  VINO

    2016 Ntin Crociata, Le Rocche del Gatto

    Sia dannata la burocrazia, che vieta di indicare in etichettà sia l’anno di questo vino (il 2016) sia il vitigno di provenienza (il vermentino). Cugino del pigatesco e famoso Spigau Crociata, macerato storico sia della produzione di Fausto De Andreis che della viticoltura italiana tutta, Ntin è un vermentino che colpisce per personalità. Che è quella della famiglia Crociata.Una lieve ossidazione prelude a sentori di alghe ed erbe mediterranee che si completano fondendosi con note fruttate di arancia amara, bergamotto e pesca grigliata. Il sorso è puntuto, tra sale e pietra, materico e definito senza appesantimenti. Un vino granbello, nello stile di Rocche del Gatto, sulla cui felice evoluzione in…

  • 2016,  IGT,  Isola dei Nuraghi,  Pala,  ROSSI,  SARDEGNA

    2016 S’Arai, Pala

    Un riassunto di Sardegna con cannonau 40%, carignano 30%, bovale 30%, da vigne di 70 anni a Tanca S’Arai a Serdiana. Colore e naso intricato, oscuro e speziato, prugne, carrube, camemoro, sandalo e cassis. La bocca ha grande presa, struttura e lunghezza, con tracce mentolate (eucalipto, mirto) nel finale, quando si affacciano belle note di more in confettura; tannino ha bella grana, si rivela un po’ nervoso, ma contrasta bene corpo e struttura imponenti del vino.

  • 2016,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  Domaine Philippe Bouzereau,  FRANCIA,  MEURSAULT

    2016 Meursault Monopole Vieux Clos, Domaine Philippe Bouzereau – Chateau de Citeaux

    Sostenibilità, un termine tanto utilizzato e amato oggi. In realtà sono davvero poche le vere ‘produzioni sostenibili’. Non basta il rispetto verso natura e ambiente, serve anche quello verso gli esseri umani, tutti, perché ‘sostenibile’ deve essere anche sinonimo di qualità e salute. Philippe Bouzereau è arrivato a capo della storica azienda di famiglia nel 2006, dopo anni spesi in studio ed esperienze ‘all around the world’, una storia che conosco. Ho assaggiato più volte i vini di Chateau de Citeaux, vini che non lasciano le emozioni ai soli Cru o Monopole, ma ne regalano già nei pinot noir o chardonnay Village. Ognuno con la sua identità, che lascia trasparire…

  • 2014,  BIANCHI,  Domaine des Ardoisières,  FRANCIA,  IGP,  VIN DES ALLOBROGES

    2014 Quartz, Domaine des Ardoisières

    Andiamo dritti al punto: bottiglia straordinaria, una stratificazione rocciosa che esce mischiata a fiori bianchi tipo gelsomino. Con l’aria una nota di carbone che piano piano si espande e dà una profondità diversa, accompagnata da un tratto lievemente vegetale e, sulla chiusura, da un accattivante leggero sentore di frolla. Tutto molto fresco, anche se in alcuni tratti la parte carbone potrebbe suggerire il contrario, invece il risultato è sorprendente! Bocca che non perde tempo a dirti che viene da un suolo dove i minerali li devi scansare e che è fatto in Francia, quindi molto roccioso, ferro, acidità, sale, freschezza, ma anche un uso pazzesco del legno; profondità, questo è…

  • AOC,  Bruno Paillard,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s. a. Champagne Extra Brut Rosé Première Cuvée, Bruno Paillard

    Una sboccatura risalente (2014) ci porta ad apprezzare maggiormente una vino che in gioventù potrebbe sembrare semplicemente accattivante e delicato. In realtà con il tempo dopo la sboccatura rivela note di melograno mughetto rose e more di rovo, senape curcuma e bergamotto ad arricchire il quadro con anice e croccante di mandorla. La bollicina cremosa risente del tempo ma in maniera gradevole essendosi preservata in maniera egregia e restituisce umami e soavità alla beva. Il tempo lo ha reso più forte eppure meno protagonista e più splendido compare di una tavola importante, per noi irresistibile su salsicca toscana alla brace di quelle belle pepate. Il blend prevede circa una trentina…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  Dhondt Grellet‎,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s. a. Champagne Extra Brut Dans Un Premier Temps, Dhondt Grellet‎

    Se c’è un produttore in Champagne su cui puntare qualche fiches quello è sicuramente Adrien Dhondt, giovanissimo erede di un RM familiare che pare avere davvero le idee chiare e la voglia di emergere in una zona molto competitiva come Flavigny, nei pressi di Avize. A prezzi umani, questo Dans un Premier Temps soddisfa ampiamente e si smarca da una certa semplicità di certi assemblaggi di questa fascia di prezzi (intorno alle 50 euro) con un vino di sostanza e temperamento, forse anche a scapito di un filino di bevibilità. L’età media dei vigneti (a grande maggioranza Grand Cru) è di 40 anni, le fermentazioni spontanee e la composizione dell’uvaggio…