2010,  Antonio Facchin,  DOCG,  Piave Malanotte,  ROSSI,  VENETO

2010 Malanotte Del Piave Unno, Antonio Facchin

Affascinante non è solo il momento della raccolta del raboso ma anche il sistema tradizionale di allevamento (ora in disuso) a cui si è legata la sua massima diffusione nel secolo passato. È alla fine del ‘700 che i fratelli Bellussi di Tezze di Piave hanno inventato un sistema di allevamento a raggi per le viti diffuse all’epoca, in seguito definito appunto “bellussera”. Questo sistema per cui la vite viene maritata ad una pianta di sostegno, solitamente il gelso, ha caratterizzato per lungo tempo la campagna trevigiana e ancora oggi in queste zone ne esistono alcuni esemplari centenari, principalmente legati alla produzione del Raboso Sono alte fino a due metri e mezzo da terra, è un  sistema di allevamento coreografico che aiuta a superare gli inverni freddi e nebbiosi della pianura. Alcune “belussere” le ha anche Antonio Facchin per la produzione del suo Malanotte. Ecco il suo 2010 con il 30% di uva passita, la prima annata prodotta con la denominazione DOCG. Grande è la presenza sul calice, indice di importanti estratti. Parte con note selvagge di cuoio, tabacco, sangue, grafite e radice di liquirizia. Il sorso è corrispondente con questa anima ribelle in tensione con freschezza e tannicità in equilibrio instabile. Un vino che potrà spezzarsi ma non piegarsi. Un vino essenziale. Indomito. Da abbinare a una anguilla fatta in speo (spiedone) al camino con tanta polenta taragna.

Antonio Facchin & Figli s.s. Società Agricola
Via Barucchella, 10
31020 San Polo di Piave (Treviso)
ITALIA
  • SAVIOLI [29/11/20] - 8.4/10
    8.4/10
8.4/10
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