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2018 Falesia, Paolo e Noemia D’Amico

A giocare con lo chardonnay il rischio è di bruciarsi.  Con la barrique poi, capirai: si aggiunge l’azzardo di infilare in bottiglia un estratto di pop corn burro e vaniglia, indubbiamente poco attraente. Questo se un incapace come me si azzardasse a metterci le mani. 

Poi, fortunatamente, ci sono vignaioli come Paolo e Noemia D’Amico, che quando decisero di vinificare uno chardonnay con affinamento in barrique, possedevano un’idea solida: uva e territorio dovevano valorizzarsi a vicenda. Le viti sono a dimora in quel di Vaiano, nell’alta valle del Tevere. Lì, nella Tuscia che sfiora l’Umbria, ci sono argille e sabbie, che qualche metro più a ovest dell’azienda danno origine ai calanchi di Vaiano. Ma c’è anche tanto tufo, dono del lago-di-Bolsena-fu-vulcano. E il loro Falesia 2018 è un bell’esempio di integrazione tra un’uva internazionale e un determinato territorio.

Il naso dipana (ho detto ‘dipana’) note di mango, pesca e bergamotto, ginestra, burro fresco e crema di latte. La sosta di 10 mesi in barrique lascia in dote sbuffi di vaniglia e di nocciola tostata accompagnate da un leggero sfondo fumé e fragranza di lievito. 

Il sorso ha ancora molta freschezza, intercalata dalla sapidità tipica dei terreni vulcanici. Una moderata morbidezza rimane al palato dopo che il vino rotola verso sud, lasciando un lungo e piacevole finale palleggiato tra agrumi e lieve affumicatura. Confermo, dai D’Amico chardonnay e terreno vulcanico sono compari.

Paolo e Noemia d’Amico S.r.l.
 Località Palombaro – Vaiano – 01024 Castiglione in Teverina (VT)
Cantina Tel: +39 0761.948034
  • FIORDIPONTI [03/11/20] - 8.5/10
    8.5/10
8.5/10
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