2012,  DOC,  Giuseppe Rinaldi,  Langhe,  PIEMONTE,  ROSSI

2012 Langhe Nebbiolo, Giuseppe Rinaldi

Arrivo sempre ultimo. Il mio primo ricordo consapevole dei vini di Beppe Rinaldi è il Barolo Brunate-Le Coste 1999, bevuto in epiche dosi una sedicina di anni fa a Barbaresco. Eppure più del vino, che gli è sopravvissuto, a me manca la sua intelligenza, sperimentata quelle poche volte in cui lo incontrai (con il rammarico di non essere mai stato nella sua cantina). Adesso perciò mi devo concentrare. Metto da parte i ricordi da psicolabile, che sono roba mia e non fregano a nessuno, e provo a fare una recensione oggettiva.
Ha colore granato brillante e scintille aranciate. Versandolo in controluce ho visto con i miei occhi delle sfumatore rosa. Giuro. Fino a una dozzina di anni fa la DOC Langhe Nebbiolo riguardava principalmente vini poco ambiziosi, di prezzo contenuto, la cui vendita era destinata a coprire i costi delle aziende vinicole. Anche allora c’erano però produttori che non si curavano dello scarso fascino della denominazione, sotto la cui bandiera presentavano vini che puntavano più in alto.
Note di tamarindo e arancia dolce, petali di rosa appassita, spezie e un lascito di carne cruda. In bocca è subito penalizzato da una lieve petillanza (ah, questi vignaioli naturali), che pure svanisce dopo un paio d’ore. Vino ancora giovane, da bere forse fra cinque anni ma avevo voglia di bene. Mi colpisce per la freschezza coinvolgente che, grazie a un tannino che pare un guanto di velluto, guida una beva che ha la morbidezza dell’annata, la lunghezza placida di una passeggiata a ottobre sotto i castagni e la mano di famiglia. Come diceva sempre mia nonna, tutto si tiene. Però non so quanto sono stato oggettivo. Scusate, ci ho provato.


Azienda Agricola Giuseppe Rinaldi
Via Monforte, 2
12060 – Barolo (CN)
Tel +39 0173 56 156
  • BARBATO [25/10/20] - 9.1/10
    9.1/10
9.1/10
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