2018,  Enfer d'arvier,  ROSSI,  Thomain,  VALLE D'AOSTA,  Valle d'Aosta

2018 Valle d’Aosta Enfer d’Arvier, Thomain

Chi dice che l’inferno è necessariamente brutto? Certo, nell’iconografia classica l’inferno è luogo di desolazione, deprivazione e paura. “Marcirai all’inferno” o “Ci vedremo all’inferno” sono esclamazioni che non fanno certamente piacere. Ma se mai mi dicessero “Ci vediamo all’Enfer” confesso che sarei contento. Perché l’Enfer, quello valdostano, è di una bellezza emozionante e con pochi uguali. Siamo ad Arvier, uno degli ultimi paesi della media valle in direzione Monte Bianco: la strada inizia a salire dolcemente e le montagne, prima distanti tra di loro, iniziano a stringersi imponenti. E giunti nel piccolo paese, sulla destra si possono osservare le vigne, letteralmente a picco sulla Dora Baltea che scroscia impetuosa. Viticoltura di montagna dove il termine eroico ha ampiamente diritto di esistere. Ma perché Enfer? Innanzitutto ci sono ragioni storiche, ovvero un vecchio atto notarile che denota un certo vigneto di Arvier con questo nome. Ragioni di suggestione, poiché lavorare quelle vigne a strapiombo è davvero un inferno. E ragioni climatiche, poiché per l’azione congiunta di fiume, correnti d’aria ed esposizioni, in alcune parti del vigneto le temperature sono davvero infernali. Thomain è una famiglia che ha reso celebre questo piccolo scampolo di Valle d’Aosta: dapprima il nonno, che riuscì a far passare il nome Enfer come sottozona della doc regionale, poi Danilo, artigiano del vino. E ora, giovanissimo, Amedeo che ha deciso di fare della viticoltura il suo orizzonte di vita, ampliando la superficie vitata e dando anche una certa svolta nella produzione di questo vino. Figlio del petit rouge al 90% (accompagnato da un saldo di gamay e pinot noir) non ha per nulla aspetti “infernali”: solo acciaio e bottiglia, è un vino giocato sul frutto croccante al naso e una lieve nota selvatica, tipica del vitigno; in bocca è vino innanzitutto gastronomico, dove la freschezza e la sapidità la fanno da padroni. Tannini vibranti ma non scalpitanti accompagnano un vino dall’incedere sicuro, che non fa sconti e si piazza a centro bocca, con un buon allungo finale e una bella dose di piacevolezza. Insomma, andate all’Enfer: ma, in questo caso, è un invito, non una maledizione.

Azienda Vitivinicola Thomain
Strada Sant’Antonio 22
11011 – Arvier (AO)
http://www.thomain.it/1/
  • Gallino [06/08/20] - 8.6/10
    8.6/10
8.6/10
Sending
User Review
9.6/10 (1 vote)

Rispondi