2015,  BIANCHI,  MACERATI,  MARCHE,  Stefano Amerighi,  VINO

2015 Noè, Stefano Amerighi

Il nome Noè nasce, in primis, perché era il nome del proprietario della vigna (praticamente l’ultima dell’areale di Arquata del Tronto) che affittammo. Poi viene il significato biblico del nome. Nei sibillini c’era una grandissima tradizione vinicola che poi l’emigrazione ha quasi del tutto fatto sparire. Il nostro lavoro aveva questo significato: recuperare una vigna e far capire la stoffa di quel territorio – Stefano Amerighi.

Aggiungo: Genesi cap.9:20: E Noè cominciò ad esser lavorator della terra e piantò la vigna. 9:21 E bevve del vino, e s’inebriò, e si scoperse in mezzo del suo tabernacolo.

Noè per consolarsi dell’immane fatica dopo il diluvio universale, piantò una vigna e produsse vino. L’ubriacarsi gli diede conforto, si spogliò nudo come Dio lo aveva fatto. “Conforto” e “consolatore” sono due dei significati etimologici del nome ebraico Noah. Scagli la prima pietra (non riesco ad uscire dalla spirale teologica, aiuto!) chi di voi non è mai stato consolato e confortato da un bicchiere di vino.

Il Noè 2015 di Stefano Amerighi e Maurizio Silvestri è un respiro caldo, un abbraccio flessuoso. Un pecorino arquitano che ti accompagna con una leggiadra vivacità, ma mai rendendosi pesante con sguaiate note forzate. C’è l’erba secca dimenticata sotto il filare, leggermente inumidita dalla rugiada mattutina; la rosa che inizia ad appassire; un accenno di canfora. Ma ciò che lo definisce è la genuinità da bevuta giornaliera, senza troppi orpelli, fisici e metafisici. Un vino soldatiano che non ha bisogno di bicchieri pomposi che si erigono su eccentrici steli, si esprime al meglio nel bicchiere da osteria, per capirci. La mano – prima generatrice, ora ospitante – deve stare quanto più possibile vicino al vino: accoglierlo e accudirlo.

Se volete la lettura può finire qui. Per gli amanti dello strappalacrime, nota finale: mio padre, da contadino, ha prodotto fino alla sua morte vino. Nonostante tutti, noi figli per primi, gli dicessero che quel vino bianco era troppo scuro, troppo strutturato, troppo tannico, lui continuava a macerare le uve con le bucce per lunghi periodi in botti di castagno (dove veniva anche fatto affinare prima di passare al vetro della damigiana). Ho bevuto il Noè almeno in quattro occasioni dal 2013 (prima annata), ogni volta è un tuffo al cuore: mi torna in mente quel vino arancione, testardamente prodotto da mio padre.

Amerighi Stefano
Poggiobello di Farneta – 52044 Cortona (AR)
Tel. +39 0575 648340
Fax +39 0575 642828
  • NERA [31/05/20] - 9/10
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