2013 Amarone della Valpolicella Classico Riserva Canova, Cà dei Maghi

Apro questa bottiglia contravvenendo alla mia regola temporale che riguarda l’Amarone: aspettare almeno dieci anni. Seguo però da qualche tempo il giovane viticoltore Paolo Creazzi di Fumane ed ero curiosissima di assaggiare questo Riserva ch’è fatto con le uve che provengono dal Monte Sant’Urbano, uno dei cru storici della Valpolicella (e detto per inciso del prezioso lavoro di mappatura del caro Alessandro Masnaghetti che ne rilevò qualche anno fa circa 270, nelle etichette ancora non c’è verso di vedere qualche risultato).  Mi piace sin dal colore rubino granato che lascia vedere il profilo delle dita sul fondo del bicchiere. Immagino quindi un’eleganza stilistica che infatti ritrovo nei profumi delicati ma penetranti: la classica ciliegia durona sottospirito, la polvere di cacao, il tabacco. A seguire note di timo, lavanda e più scure, di rabarbaro e grafite. L’attacco sul palato è morbido, con un accenno di dolcezza che richiama la frutta rossa matura e che in un Amarone non guasta affatto, se arriva tutto il resto. E qui il resto arriva: il progredire è di un vino ben secco, con un tannino rilevato e una gustosa sapidità (bravo Paolo che hai mantenuto nell’uvaggio, accanto a corvina, corvinone e rondinella, la quasi scomparsa molinara).  Una bella interpretazione del nuovo paradigma dell’Amarone che vede meno concentrazione e più finezza, guadagnando in bevibilità.  Matura in botte grande per  60 mesi. Quel puntino d’alcol esuberante lo metto in conto alla gioventù. E dunque arrivederci al prossimo assaggio, tra tre anni almeno. In retro etichetta l’info sul numero delle bottiglie, questa è la n. 940 di 2614 e viene scritto il nome Canova, non potendo chiamare questo Amarone Riserva con il nome del cru di cui sopra. MELEGARI [28/05/20] – 9/10 9/10 9/10 Sending User Review 9.8/10 (1 vote)