2013,  Cesarini Sforza,  DOC,  METODO CLASSICO,  ROSATI,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Trento

2013 Trento 1673 Rosé, Cesarini Sforza

Tinte rosa per casa Cesarini Sforza, un metodo classico da uve pinot nero, ricavate da un piccolo vigneto dalla Valle di Cembra, a 800 metri slm. Alla vista, con la sua tinta rosata, richiama alla mente la deliziosa cipolla ramata di Montoro. Una bollicina scorrevole e per nulla esuberante nei profumi, che lascia tracce fruttate di pesca gialla, lampone e nuance floreali di peonia e rosa tè; un vino che si arricchisce di un fascino quasi antico, con ricordi di cipria e cosmesi. Il sorso rafforza l’olfatto aggiungendo tracce agrumate e saline di scorza di pompelmo rosa, a garantire una bevuta godibile e scorrevole. Un rosè che quindi si lascia innanzitutto bere e che si afferma versatile e per nulla banale nell’incontro con la tavola, reggendo in modo adeguato anche preparazioni di carattere, magari a base di pesce azzurro. Insomma un Trentodoc in rosa che si propone in una veste garbata, cremosa e il cui maggior pregio è indiscutibilmente la bevibilità.


via Stella, 9a, 38123 Ravina TN
0461 382200
http://www.cesarinisforza.it
  • Ciancio – 29/05/20

    In questi giorni che si fa un gran parlare di pinot nero in versione Prosecco Rosé – e magari scopriremo che è pure piacevole – mi bevo quello della Valle di Cembra, un rosato “montanaro”, dalle altitudini importanti e dall’aria alpina. Insomma, un Trento Doc e in particolare quello di Cesarini Sforza (di proprietà della cooperativa La Vis), azienda nata apposta per fare bollicine quasi 50 anni fa. Questo Rosé è un Brut Metodo Classico che sosta ben 60 mesi sui lieviti dopo il tiraggio. Per la massa è stata utilizzata una pressa verticale Marmonier – quella usata in Champagne – che gioca un ruolo importantissimo sul colore e sugli aromi del vino finali che derivano esclusivamente dallo sgrondo delle uve, come nel caso di un Rosé de Saignée. Dopodiché solo il 10 per cento del vino fa legno. Il richiamo alle bollicine francesi in verità torna spesso assaggiando questo vino che nasce sul porfido – da qui la vena sapida più che minerale – e che serra bene i profumi grazie alle escursioni termiche d’alta collina. Una leggera nota ossidativa al naso apre le porte di “un piccolo mondo antico” fatto di potpourri, di rosa antica e di rosolio. Ha la cremosità delle bollicine importanti ma senza avere i sentori paradigmatici e un po’ noiosi della crosta di pane/lievito/brioche. Il brio c’è ma è un po’ fané. Non so se esistano “beve malinconiche”, ma anche lo spleen alcolico ha il suo fascino e questa bollicina ce l’ha.

  • TORTORELLI [20/05/20] - 8.5/10
    8.5/10
  • CIANCIO [29/05/20] - 9.1/10
    9.1/10
8.8/10

millesimato 2013 Metodo Classico Trentodoc 1673

Trentino, vigneti della Val di Cembra, da cui viene prodotto il millesimato 2013 Metodo Classico 1673 Rosé, da uve di Pinot Nero di Cesarini Sforza

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