1975,  Amarone della Valpolicella,  DOCG,  Giuseppe Quintarelli,  ROSSI,  VENETO

1975 Amarone della Valpolicella Riserva, Giuseppe Quintarelli

Cosa è il vino? Una soluzione idro-alcolica ovviamente…ma poi? Un alimento ovviamente…ma poi? A cosa serve una bottiglia passata l’esigenza alimentare e quella strettamente edonistica?

Alcune bottiglie sono viaggi: in luoghi, tempi, con persone, strade, profumi, attimi di vita, attese, speranze, momenti che scorrono mentre assaggi ed acquisti; sono un percorso che si conclude il giorno in cui un verme in acciaio, a volte teflonato, buca quel turacciolo in sughero, mentre preghi che quei pochi centimetri di substrato di corteccia abbiano fatto il miracolo. E in quel mentre pensi…poi estrai, con attenzione, e quando va bene, se non sei una pietra e quel momento per te è importante, in un attimo, assaggiando, si riavvolgono tante cose.

Quindi capita che la bottiglia 1120 di 1500 prodotta dal Sig. Giuseppe Quintarelli, col frutto vendemmia 1975, con la menzione Riserva, la cui etichetta è stata scritta a penna, possa riportarti a pensare a molto…e lo fa con un vino STRAORDINARIO, che parte con una energica carezza, con un frutto surreale, con una florealità che ti chiedi dove cavolo la trovi che manco nei vini di oggi esce fuori. Poi hai moltissimo, hai un naso che spazia sia nelle direzioni classiche, fatte da durone maturo e cioccolato al latte con cannella, a note nobili carnose, profonde, con la canfora, il balsamico, un incenso di fondo che non sai che ci fa lì; ecco il tratto terroso, terreno in mezzo a tanta ariosità, e i fiori, fiori e fiori…e la bocca dove tutto si fonde, coccolata dal grammo di zucchero nobile che quando è ben integrato deve esserci in un Amarone, senza vergogna, e la parte alcolica che sta sotto alla parte nobile, quasi spirituale, una bocca al contempo estremamente materiale, di forza, ma pure fatta di tratti soffici ed allunghi sussurrati, angoli di palato solleticati dal passaggio di una forza delicatissima che trascina il vino in un allungo pauroso. Che vini immensi è stato in grado di realizzare questo artigiano! E diamo un valore al termine artigiano, che non basta raffazzonare su per spacciarsi tali! E che vini uscivano da quest’area!

Si va oltre, altra dimensione, vino inconfrontabile con i canoni classici, vino di pancia e cuore che ti fa sorridere a occhi lucidi e imprecare rabbioso! Quarantacinque anni! E andrà avanti ancora senza problemi perpetuando questa magia incredibile! La prossima ed ultima bottiglia la berrò tra 5 anni, ma porterò con me questo ricordo a lungo. Era giusto berla, sentivo di avere la maturità per capire questo vino a fondo e, credetemi, non sempre siamo pronti per certi vini. Oggi tutto passa veloce, troppo.

P.S.: nel punteggio ci sta anche una parte di cuore. Forse ci sono vini più importanti, ne ho bevuti molti tecnicamente superiori, ma esiste una cosa che si chiama sentimento, che a volte ti fa vedere le cose sotto una prospettiva diversa.

Azienda Agricola Giuseppe Quintarelli, Località Cerè 1, 37024 Negrar (VR)

  • FASOLO [11/10/2019] - 9.8/10
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9 Comments

  1. Marco 21 Maggio 2020
    • Davide Fasolo 22 Maggio 2020
  2. Davide Fasolo 21 Maggio 2020
  3. Arnaldo 21 Maggio 2020
    • Davide Fasolo 21 Maggio 2020
  4. Emilio bellossi 21 Maggio 2020
    • Davide Fasolo 21 Maggio 2020
  5. Aldo gandolfi 21 Maggio 2020
  6. Davide Fasolo 21 Maggio 2020

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